Genialità ritrattistiche di Caravaggio e Bacon

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Caravaggio

A Palazzo Barberini, a Roma, per la prima volta in esposizione al pubblico, un ritratto del pittore italiano

Appartenente a una collezione privata, “Il ritratto di Maffeo Barberini“, è in mostra da ieri (23 Novembre 2024) nella Sala Paesaggi della Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini. Un’opera mai esposta al pubblico, nemmeno dopo il ritrovamento nel 1963. Eccezionalmente concesso in prestito dalla collezione privata che lo conserva da decenni, resterà fino al prossimo 23 febbraio per il progetto Caravaggio. Il ritratto svelato, a cura di Thomas Clement Salomon e Paola Nicita.

Nonostante non ci siano prove certe sull’identità del soggetto, il dipinto è tradizionalmente ritenuto il ritratto intorno ai trent’anni di monsignor Maffeo Barberini (1568-1644), futuro Papa Urbano VIII e grande promotore delle arti, che sin da giovane fu letterato, poeta e collezionista. La tela raffigura Maffeo di tre quarti, seduto in poltrona e illuminato da un fascio di luce proveniente dal basso, mentre emerge potentemente da uno spazio nudo ed essenziale. Il monsignore sta per partire per un’importante missione come nunzio pontificio presso la corte del re di Francia Enrico IV, un viaggio che risulterà decisivo per la sua carriera. Indossa una berretta e un abito talare nei toni del verde, sopra una veste bianca plissettata.

Nella mano sinistra stringe una lettera, mentre in primo piano, evidenziato dalla luce, emerge un rotolo di documenti. Lo sguardo impaziente, la bocca socchiusa e il gesto quasi improvviso della mano destra, che sembra bucare lo spazio, ci parlano di una personalità dinamica e lasciano intuire un ordine impartito a qualcuno fuori dalla scena. Con pochi tratti Caravaggio dà vita a un ritratto in movimento, rivelando lo stato d’animo e il carattere del protagonista, un intellettuale della più alta sfera sociale, monumentale nella sua presenza, ma privo di retorica.

Un evento eccezionale

«È uno dei rarissimi ritratti di Caravaggio, si contano sulle dita di un mano, sono pochissimi, poterne mostrare al pubblico e agli studiosi uno è una cosa eccezionale», ha commentato ad Afp Thomas Clement Salomon, direttore Gallerie Nazionali di Arte Antica. «Da questo capolavoro emerge la grande personalità di Maffeo Barberini che era una persona straordinaria, non solo un uomo di potere, diventerà papa Urbano VIII, ma anche un grandissimo e un finissimo intellettuale».

Esposizione londinese

Al National Portrait Gallery di Londra è in corso una grande mostra, la prima londinese, che si concentra sulla produzione ritrattistica del pittore irlandese Francis Bacon. Inoltre, vi sono anche i suoi scatti fotografici e i dipinti di amici e amanti che lo hanno ispirato per tutta la vita. La curatrice della mostra Rosie Broadley, ha cosi introdotto questo evento espositivo: «Si tratta della prima mostra a Londra dedicata ai numerosi ritratti di Bacon, fondendo fotografie e pitture in un modo davvero unico».

La mostra, che rimarrà aperta fino al 19 gennaio 2025, è una retrospettiva dal titolo “Francis Bacon Human Presence”, con oltre 50 opere provenienti da collezioni private e pubbliche di tutto il Mondo. Si tratta di risposte ai ritratti di artisti precedenti e dipinti di grandi dimensioni sugli amanti perduti. Un percorso artistico che mostra la storia della vita di Bacon e le persone a lui più vicine come Lucien Freud.

C’è del narcisismo in Bacon? Difficile rispondere a questa domanda, ma l’artista voleva essere fotografato e dipingeva a partire dalla fotografia. E proprio il mezzo fotografico lo aiutava a distrazioni dai soggetti che ritraeva e a proteggere i suoi modelli da qualsiasi distrazione violenta.

Vita e attività artistica

Bacon è un esempio lampante di artista la cui vicenda personale è strettamente legata alla sua opera, in quanto utilizzava la pittura come fosse un mezzo per esprimere Caravaggiole sue inquietudini. Carattere estroverso, riservava dentro sentimenti cupi e contrastanti legate alle difficolta dell’infanzia e i suoi quadri sono caratterizzati da figure umane distorte in stanze spoglie e solitarie. Il suo rapporto con l’arte era totale e tutte le sue opere degli anni 40 le distrusse ad eccezione di “Crucifixione” del 1933. Una caratteristica in Bacon era di vedere le immagini in serie. A partire dagli anni Novanta passa da autoritratti scuri a quelli chiari.

 

Paolo Montanari

Foto © Scienze notizie, Arte Magazine, Artribune

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