Nelle grotte vaticane si è celebrata la messa presso la tomba di Papa Ratzinger presieduta dall’arcivescovo Georg Ganswein
Nella storica Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha consegnato il Premio Ratzinger 2024 al teologo irlandese Cyril O’Regan e allo scultore giapponese Etsurò Sotoo.
Dopo il saluto di benvenuto da parte di padre Federico Lombardi, presidente della Fondazione Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, è seguita la presentazione dei premiati da parte dell’arcivescovo Salvatore Fisichella pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione e del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura. Nelle grotte vaticane si è celebrata la messa presso la tomba di Papa Ratzinger presieduta dall’arcivescovo Georg Ganswein, suo segretario, ora nunzio apostolico nelle Repubbliche baltiche di Lituania, Estonia e Lettonia. Dopo i due premiati hanno incontrato Papa Francesco.
Chi è il professore Cyril O’Regan
Nato in Irlanda nel 1952, è professore di Teologia sistematica presso il Dipartimento della University di Notre Dame – Indiana Usa. Dopo gli studi di filosofia
nella Città natale ha conseguito il dottorato in Filosofia nel 1985 e in Teologia nel 1989 presso la Yale University Dipartimento di Studi Religiosi e dal 1999 alla Notre Dame University presso il Department of Theology. Principali argomenti di studio, la Teologia sistematica e la Storia del Cristianesimo. O’Regan è autore di molti articoli e diverse opere e svolge una intensa attività di docente. Tra i suoi studenti è molto apprezzato per il rapporto di attenzione che pone nei loro confronti. Ha dedicato importanti articoli alla figura e all’insegnamento di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
Nel suo intervento ha ricordato ai presenti che: «tutti i discorsi di Benedetto XVI sono caratterizzati da una profonda umiltà, dalla volontà chiara di essere non voce di se stesso ma della tradizione della Chiesa al servizio della voce del Signore Gesù. La sua visione è stata sempre centrata su Dio».
Lo scultore Etsurò Sotoo
Nato a Fukuoka, Giappone nel 1953, si è laureato in Belle Arti all’Università di Kyoto dove ha insegnato. Nel 1978 visitando la Spagna e in particolare Barcellona è rimasto molto impressionato dalla costruzione della basilica della “Sagrada Familia” e ha chiesto di lavorarvi come scultore. Ha cominciato dalla facciata della natività, seguendo le istruzioni lasciate da Antonio Gaudì. Convertitosi al cristianesimo viene battezzato. Diviene un fervente devoto di Gaudì ed è ora impegnato per la sua causa di canonizzazione. Le sue opere principali sono visibili in varie parti del tempio della “Sagrada Familia” ma anche in altri luoghi della Spagna, in Giappone e in Italia, in particolare nella Cattedrale di Firenze, Santa Maria del Fiore, ove nel 2015 ha realizzato “l’ambone”. Etsuro Sotoo è il primo asiatico orientale e il primo scultore a essere insignito del premio Ratzinger.
Il progetto per la Sagrada Familia
Nella sua presentazione dello scultore giapponese, Ravasi, ha sottolineato come vi sia grande simbiosi stilistica tra Sotoo e Gaudì. Lo scultore nel suo discorso ha confessato che
gli angeli del suo maestro gli hanno fatto compiere il primo passo verso la conversione. Ogni volta che ne realizzava uno, gli sembrava che questi gli si avvicinasse per aiutarlo a scolpirlo nel modo migliore possibile. Lo scultore giapponese il cui nome e cognome, ha spiegato Padre Federico Lombardi, significa in italiano “Uomo felice” ha affermato che attualmente sta lavorando al progetto degli interni nella Basilica – consacrata nel novembre 2010 da Benedetto XVI – della Torre di Gesù, la torre più grande e importante della Sagrada Familia . «Sono 60 metri di altezza da riempire con più di 32 mila pezzi di ceramica colorata».
Il luogo della premiazione
Merita un approfondimento storico la Sala Regia ove si è svolta la premiazione. Si tratta di un salone ubicato nel Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano. Da qui si può accedere sia all’Aula delle Benedizioni che alla Sala Ducale, nonché alle cappelle Paolina e Sistina. Fu eretta, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, tra il 1540 ed il 1573 ed era destinata a ricevere i sovrani in visita ufficiale. In questa Sala, nel XVI secolo, avvenne l’incoronazione di Cosimo I de Medici. Tra le stupende pitture che in alto incorniciano la Sala Regia c’è la raffigurazione della Battaglia di Lepanto, quando la domenica del 7 ottobre del 1571 la Lega Santa comprendente il regno di Spagna, la Repubblica di Venezia, lo Stato Pontificio e altri Stati italiani sconfissero la flotta turca.
Incontro in Sala Regia
Buffalo Bill arrivò in Italia nel 1890 dopo la sua tournèe in Spagna. Nel febbraio era sbarcato a Napoli con il suo Circo Wild West Show dove diede delle rappresentazioni. La sua fama lo precedette a Roma e in occasione del carnevale romano impazzavano le maschere a lui dedicate. Nella Capitale arrivò il 20 febbraio e piantò il suo circo ai Prati Castello proprio alle porte della Città del Vaticano. Il suo arrivo attirò una gran folla di persone che per la prima volta vedevano la Compagnia dei Cow Boys e gli Indiani d’America con i loro vestiti. La troupe comprendeva 100 cow boys, 100 pellerossa, ballerine, 200 animali. La carovana era suddivisa in quattro treni, 51 vagoni.
Buffalo Bill ebbe l’intuizione di farsi ricevere in udienza privata dal Papa anche perché, da poco, si era convertito al cattolicesimo. La segreteria del Pontefice rigettò la richiesta in
quanto la Compagnia era troppo numerosa, comunque concesse a Buffalo Bill e ad alcuni membri del Wild West Show di presenziare al passaggio del Papa nella Sala Ducale. L’incontro si svolse il 3 marzo, quando il Papa in Sedia gestatoria, come si usava all’epoca, fu portato dalla Sala Ducale in Sala Regia dove Buffalo Bill con alcuni cow boys e Indiani incontrarono Leone XIII, al quale presentarono un grande cuscino di fiori con le armi pontificie. Dicono le cronache: ”Il Papa fu gentilissimo con gli indiani e si fermò a parlare con il Colonnello Cody e con i capi della compagnia. Ha fatto distribuire molte immagini, medaglie e corone. Tutti sono rimasti sbalorditi della spettacolosa cerimonia”.
Novità
Ritornando all’evento riguardante il “Premio Ratzinger” padre Federico Lombardi a conclusione della cerimonia ha dato notizia «di nuove iniziative culturali e accademiche, di istituti che fanno riferimento a Joseph Ratzinger – Benedetto XVI – al suo pensiero e alla sua opera» e ha segnalato che di recente è stata costituita la “Cattedra Benedetto XVI” presso la Saint Mary’s University del Minnesota presieduta da Padre James Burns.
Giancarlo Cocco
Foto © Vatican News, Vistanet













