Dalla Cop29 alla Fao, il ruolo cruciale delle donne nei processi decisionali per incrementare la resilienza e contrastare le criticità climatiche
Si è da poco conclusa a Baku la Cop29, Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), giunta alla sua 29° edizione. Molte le tematiche durante le sessioni di discussione, tra cui: tecnologia climatica, finanziamenti, bilancio globale, rafforzamento dell’azione climatica dei giovani e la disparità di genere.
I cambiamenti climatici stanno accelerando e colpendo sempre più comunità in tutto il Mondo. Le Nazioni più vulnerabili, dotate di scarse risorse, affrontano l’innalzamento del livello del mare, l’aumento delle temperature e condizioni meteorologiche sempre più estreme. In queste aree, i più poveri divengono marginalizzati e hanno minori opportunità di proteggersi.
Le donne e i cambiamenti climatici
A causa della discriminazione e delle disuguaglianze di genere, gli effetti dei cambiamenti climatici colpiscono in modo diverso uomini e donne. Nei Paesi in via di sviluppo, gli uomini lavorano spesso lontano da casa, mentre le donne coltivano piccoli terreni senza irrigazione per nutrire le loro famiglie. Le alterazioni del clima influenzano direttamente la loro capacità agricola. Inoltre, le donne affrontano spesso ostacoli nell’accesso all’educazione, al lavoro e alla proprietà. Questo le rende vulnerabili agli impatti, privandole della possibilità di partecipare attivamente alla ricerca di soluzioni.
Necessita di attenzione, anche, il ruolo cruciale che rivestono grazie alla loro
conoscenza locale e alla leadership nella gestione sostenibile delle risorse. La loro partecipazione politica ha aumentato la sensibilità verso le esigenze dei cittadini, promuovendo cooperazione tra partiti e gruppi etnici in favore della pace. A livello locale, l’inclusione femminile nella leadership ha migliorato l’efficacia dei progetti e delle politiche climatiche. Al contrario, l’assenza significativa può accentuare le disuguaglianze esistenti e compromettere i risultati.
Progetti e fondi climatici
In un mondo caratterizzato da repentini e bruschi sconvolgimenti, diviene necessario sviluppare progetti climatici. Investire in finanziamenti sensibili al genere non solo affronta il cambiamento climatico, ma riduce anche le disuguaglianze e rafforza il ruolo delle donne. Al fine di essere equi, efficaci ed efficienti, tali progetti devono prendere in considerazione entrambi i generi. Difatti solo quelli che tengono conto di ciò possono portare a una trasformazione concreta. Per poter ottenere finanziamenti climatici sensibili alle questioni di genere, vi sono alcune fasi imprescindibili:
- I progetti climatici devono garantire una maggiore partecipazione femminile, sia nella fase di consultazione che in quella di implementazione. È essenziale comprendere i bisogni e i contributi specifici delle donne e progettare iniziative che rispondano adeguatamente. Per esempio un progetto che offra accesso gratuito a tutte le energie rinnovabili, riducendo così il carico di lavoro domestico e nella comunità.
- I fondi climatici necessitano della competenza di esperti in ambito sociale e di genere, oltre che di tecnici. I decisori politici devono ampliare la loro visione, non limitandosi agli aspetti scientifici ed economici dei cambiamenti climatici, includendo anche la dimensione sociale e umana.
- È fondamentale che un numero maggiore di donne partecipi ai processi decisionali sui fondi climatici. Tale partecipazione permetterebbe loro di poter influenzare le priorità e il modo in cui vengono prese le decisioni sui cambiamenti climatici.
- I fondi dovrebbero essere accessibili direttamente, sotto forma di prestiti o sovvenzioni, a gruppi di donne o imprenditrici che sono impegnate nell’azione climatica. Questo permetterebbe loro di diventare agenti di cambiamento, contribuendo a progetti legati alle energie rinnovabili.
The status of women in agrifood system
Nel 2023 è stato pubblicato dalla Fao lo studio “The status of women in agrifood system”. Tale relazione, frutto di un’analisi approfondita basata su nuovi dati, dona un quadro completo sulla condizione delle donne nel settore agroalimentare. Il report evidenzia come l’incremento del potere femminile e della parità di genere migliorino il
benessere di loro stesse e delle proprie famiglie. Ciò consente di creare opportunità per la crescita economica, aumentando i redditi, la produttività e la resilienza. Inoltre, il rapporto riflette le attuali visioni sull’uguaglianza di genere e sull’empowerment femminile nell’agricoltura e nei sistemi agroalimentari. Tale concetto si è evoluto passando dalla semplice attenzione ai divari di genere alla promozione di un cambiamento trasformativo. Mira a sovvertire i vincoli strutturali, sia formali che informali, nonché le relazioni di potere che perpetuano le disuguaglianze, impedendo l’emancipazione delle donne.
Empowerment femminile
La studiosa Naila Kabeer ha definito l’empowerment come «il processo attraverso il quale coloro cui è stata negata la capacità di fare scelte strategiche di vita acquisiscono tale capacità». Questo processo viene sempre più riconosciuto come un obiettivo in sé e per sé; nonché incorpora aspetti tra loro correlati quali: azione, risorse e risultati. L’empowerment, basato sul potenziamento della capacità di un individuo di compiere scelte, richiede risorse, competenze e opportunità adeguate ad agire. Nei sistemi agroalimentari, le risorse fondamentali comprendono la terra, l’acqua, la tecnologia, i servizi e la finanza. Allo stesso tempo, ricoprono un ruolo fondamentale anche le opportunità di educazione, sensibilizzazione e formazione, la partecipazione di gruppo e le reti di supporto. Per un’azione efficace, divengono necessarie politiche e norme che rafforzino la partecipazione femminile nelle decisioni sull’uso della terra e del reddito.
Risorse, istruzione e resilienza
Secondo una stima del 2019, a livello globale ben il 36% delle donne lavoratrici lavora nei sistemi agroalimentari. Il lavoro che svolgono diviene meno redditizio per via di uno scarso accesso alle risorse molto spesso legato a norme sociali tradizionali restrittive. Basti pensare che, in media, le donne guadagnano 82 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini in un lavoro salariato in agricoltura. La parità di accesso e di controllo delle risorse, come terra, input, servizi e tecnologia digitale, è fondamentale per l’emancipazione delle donne. In molti Paesi, la mancanza o debolezza di norme a tutela dei loro diritti, le rende svantaggiate nel diritto alla proprietà e alla proprietà terriera.
Prendendo ad esempio un campione di 20 Nazioni, meno dell’1% delle donne povere delle aree rurali ha terminato l’istruzione secondaria, tassello fondamentale per ogni persona per poter fronteggiare le disuguaglianze. In assenza di un’educazione adeguata, sono svantaggiate nella loro capacità di avvalersi dei diritti che potrebbero essergli riconosciuti. Dalla possibilità di possedere ed ereditare terreni ad accedere ai finanziamenti agricoli e alle nuove tecnologie; nonché ottenere salari più alti e guadagnarci in salute.
La Fao stima che colmare il divario di genere nella produttività agricola e ridurre quello salariale nel settore agroalimentare contribuirebbe a un incremento del 1%
del prodotto interno lordo globale, pari a quasi 1 trilione di dollari. Tale miglioramento porterebbe a una riduzione del 2% dell’insicurezza alimentare mondiale, beneficiando circa 45 milioni di persone. Inoltre, secondo un altro report, se la metà dei piccoli produttori ricevesse interventi di sviluppo focalizzati sull’emancipazione delle donne, i redditi di 58 milioni di persone aumenterebbero significativamente, mentre la resilienza di altre 235 milioni verrebbe rafforzata.
Nell’agire la soluzione
Le politiche climatiche e gli investimenti che tengono conto della dimensione di genere sono fondamentali per creare un ambiente favorevole che rafforzi la resilienza e riduca le disuguaglianze di genere nei sistemi agroalimentari. Sono necessarie soluzioni su larga scala per ottenere trasformazioni tangibili nell’uguaglianza di genere e nell’emancipazione femminile. Sebbene rimanga fondamentale impegnarsi con le comunità e le famiglie in merito a norme locali di genere attraverso approcci trasformativi, resta basilare un’azione globale.
È imperativo che i Governi, le organizzazioni internazionali, quelle della società civile e il settore privato influenzino cambiamenti positivi nelle norme di genere e migliorino l’accesso delle donne alle risorse attraverso politiche nazionali, campagne e programmi integrati su larga scala.
Ottavia Scorpati
Foto © Smithsonian magazine, Global Citizen, Telaviva, Rockefeller Philanthropy Advisors













