Nel Regno Unito numerosi eventi, tra mostre, conferenze, nuove pubblicazioni, inaugurazioni di monumenti e una emissione di francobolli
In un tempo in cui ci si lamenta della mancanza di leader occidentali, rendere omaggio a Winston Churchill a 150 anni dalla nascita, significa rivalutare delle pagine di storia contemporanee in cui il coraggio e la determinazione di uno statista inglese si evidenzia. Nacque il 30 novembre 1874, quando l’impero britannico dominava sui mari e l’Europa sul Mondo. Oggi se fosse vivo quest’uomo con il sigaro sempre in bocca cosa direbbe della decadenza del Continente europeo, privo di identità?
Churchill ministro conservatore che si oppose “nell’ora più buia” al nazismo di Hitler e rese possibili con altri leader alleati la vittoria nella Seconda guerra mondiale. La sua personalità è di grande popolarità ma anche controversa, perché in realtà l’animo dello statista spesso si identificava a personaggi razzisti e colonialisti. E oggi il Regno Unito, uscito dall’Europa con la Brexit, lo ricorda con eventi organizzati ad Oxfordshire, dove nacque da ricca e potente famiglia. Commemorazione da un lato e riflessioni storiche dall’altro.
Numerosi eventi, tra mostre, conferenze, nuove pubblicazioni, inaugurazioni di monumenti e una emissione di francobolli. Alcune delle tante celebri frasi sono diventate aforismi:
«Ho fede nella mia stella. Sono destinato a far qualcosa a questo mondo». Una frase del giovane Churchill pieno di speranze, ufficiale dell’esercito inglese che combatté in Sudan e Sudafrica per difendere l’impero coloniale. Una carriera politica stravolgente nel partito conservatore e poi gli incarichi di Governo più importanti, a partire da quello di Primo Lord dell’ammiragliato, a capo della flotta inglese, che egli lanciò insieme alle truppe di terra nella disfatta militare più cocente della sua carriera, la battaglia di Gallipoli nella prima guerra mondiale. Una caduta che gli costò le dimissioni per poi tornare a ricoprire altri ruoli.
Due date vanno ricordate, il 1940 in cui prese la decisione di evitare l’invasione nazista. Nel 1945 vinse la guerra, ma perse le elezioni. Nel 1953 ricevette il Premio Nobel per la letteratura. Interessante il suo rapporto paterno e confidenziale con la giovane regina d’Inghilterra Elisabetta II.
Churchill e le Marche
Nel 1944 Churchill e il generale Alexander dall’alto del borgo di Montemaggjore visionarono lo sfondamento della Linea gotica, uno sbarramento lungo 320 km che tagliava in due l’Italia da Pesaro a La Spezia. La notte del 25 agosto gli Alleati lanciarono un’imponente offensiva da Fano a Livorno contro lo schieramento tedesco, che iniziò sul Metauro e terminò a Faenza. Oggi un importante museo storico ricorda la presenza di Churchill e quell’avvenimento storico.
Paolo Montanari
Foto © Yousuf Karsh (CC by-sa 2.0), Liguria Business Journal













