La Capitale italiana della Cultura 2024 ha chiuso l’anno con centinaia di persone da tutt’Italia nel segno della pace
In marcia per la pace centinaia di persone a Pesaro per salutare un 2024 contraddistinto dai conflitti. La notte della vigilia del nuovo anno 2025, la Capitale italiana della cultura 2024 ha concluso la sua lunga programmazione culturale con un messaggio di pace. Tante persone, tanti giovani, con le bandiere della Pace sulle spalle, sfidando il freddo, hanno percorso in tre tappe la Città. Tre i temi centrali della Marcia, che già Papa Francesco aveva sottolineato nell’omelia per l’apertura del Gubileo: il perdono, il debito e il disarmo.
Il sindaco di Pesaro Andrea Biancani ha sottolineato in occasione della marcia: «la cultura, nel corso di quest’anno non è mai stata vista in senso stretto, ovvero
esclusivamente collegata a mostre, eventi, concerti. Quando si parla di cultura si parla soprattutto di pace e solidarietà verso le persone più fragili». La marcia è iniziata all’anfiteatro del Parco Miralfiore per concludersi con la messa in Duomo presieduta dall’arcivescovo mons Sandro Salvucci. Durante la marcia hanno riecheggiato le parole di fratellanza, perdono e misericordia. La prima tappa è stato il monumento della Resistenza, poi la chiesa di Santa Maria del Porto e la Sfera grande di Arnaldo Pomodoro in piazzale della libertà. Presenti le comunità educative per i carcerati della comunità Papa Giovanni XXIII e Peace Walking Man Foundation e Pax Christi.
Il messaggio del Papa
Il tema del debito, tanto sostenuto da Bergoglio, che durante l’Angelus ha elogiato la Città di Pesaro e la sua marcia, riprende dalla teoria del microcredito del Premio Nobel per la Pace, Yunua, economista indiano. Uno sforzo economico per aiutare i popoli più poveri.
Il titolo del messaggio di Papa Francesco è stato «Rimetti a noi i nostri debiti», tema a lui caro e con l’auspicio che si possa sempre più concretizzare con le nuove generazioni. Il Papa ha poi denunciato i maltrattamenti verso i migranti, le disuguaglianze sociali, la denuncia degli armamenti e il grido contro la guerra. Temi in perfetta sintonia con il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Pace e solo pace per il 2025.
Paolo Montanari
Foto © Avvenire, Il resto del Carlino













