«Nella mia squadra di Avengers, l’arma segreta sarebbe Monica Bellucci»
Simpatico, socievole, sorridente. Anthony Mackie è pronto a far conoscere un nuovo capitolo del Marvel Universe. In occasione dell’imminente uscita di Captain America: Brave New World, in sala dal prossimo 12 febbraio, il protagonista è venuto a Roma per presentare alcune immagini del film, già anticipato dalla serie The Falcon and the Winter Soldier.
Mackie, classe ’78, ha esordito ventiquattro anni fa in 8 Mile, il film autobiografico del rapper Eminem, poi la sua carriera è stata «un viaggio sorprendente, ma anche molto selvaggio».
Captain America: Brave New World, la storia
Dopo aver incontrato il neoeletto presidente degli Stati Uniti Thaddeus Ross, interpretato da Harrison Ford al suo debutto nel Marvel Cinematic Universe, Sam Wilson si ritrova nel bel mezzo di un incidente internazionale. Deve scoprire le ragioni di un efferato complotto globale, prima che scatti un allarme rosso.
Cosa rappresenta Captain America?
«È stata un’esperienza fantastica. Sono arrivato 11 anni fa in Marvel Cinematic Universe. È un sogno che si realizza. Sono cresciuto guardando Superman e Batman, Michael Keaton è stato il mio Batman! Essere Captain America è qualcosa di sorprendente».
Chi è la figura del supereroe?
«Moltissime cose diverse. È un uomo che mantiene la parola data, rende onore e omaggio all’integrità, è una persona di cui fidarsi e a cui affidarsi, è affidabile, è un aspetto della realizzazione di un sogno».
Un vero leader
La linea giusta da seguire sembra essere l’archetipo per non sbagliare, non inciampare in passi falsi. Che leadership consiglierebbe Mackie al neoeletto presidente?
«Gli direi di essere comprensivo e avere pietà. La cosa fantastica di essere un leader non è dire alle persone cosa fare. Direi di avere una mentalità aperta, compassione e pietà».
Il rapporto con Giancarlo Esposito, l’antagonista
«È stata una grande opportunità che Giancarlo sia stato parte di questo film, lo conosco da tanto tempo, venticinque anni. Ho chiesto specificatamente che ci fosse lui ed era disponibile, è stato molto divertente».
Tra realtà e finzione, questo film è uno specchio dell’America di oggi?
«Penso che questo film sia intrattenimento. In tutti i film Marvel c’è sempre lo spionaggio, la politica, sempre un po’ anche thriller psicologico».
Che impegno richiede recitare in un film così frenetico?
«È stato molto impegnativo per diversi aspetti, non soltanto perché ho recitato, ma anche perché ho prodotto il film. Avevamo un team fantastico e abbiamo voluto sviluppare il personaggio cercando di dare il miglior prodotto possibile sin dalla prima scena. La scena di apertura è la scena Marvel per eccellenza! Come attore l’aspetto fisico è la cosa più semplice, vai in palestra, mangi insalata e pollo, ma rendere i personaggi memorabili e raccontarli, far sì che la storyline sia vera è la cosa più difficile. La Marvel fa questo: rende le storie vere, ognuno può identificarsi al 100% nel personaggio».
Marvel e i suoi punti di forza
Viene naturale pensare che con questo nuovo titolo ci sia un rebranding. Certamente l’intento è di gettare nuove basi dell’Universe. «Questo film ha gli stessi punti di forza, mattoni di costruzione che l’universo utilizza per una nuova scalata per raggiungere l’apice».
La figura di Captain America per i bambini
«Penso che tutti i film abbiano una grande responsabilità, noi come attori abbiamo una grande responsabilità quando interpretiamo quei personaggi, perché i bambini cercheranno di emularli, vengono presi come esempio. Quando mostriamo le cose ai bambini, li influenziamo e dobbiamo stare molto attenti. Ci deve essere sempre un cattivo perché i bambini devono sapere che i cattivi esistono e vedere qual è il modo in cui ci si comporta di fronte ai cattivi. Il buono che contrasta i cattivi, questa è la nostra responsabilità sociale da portare avanti nel cinema e nei film».
Una squadra di Avengers nella realtà
«Realizzare una bella squadra. Prendere una persona da ogni parte del Mondo, far sì che tutti si ascoltino e si parlino. Questo aiuterebbe molte persone a capire gli altri. Se ci ascoltiamo a vicenda, avendo comprensione e compassione gli uni rispetto agli altri, il Mondo sarebbe di gran lunga migliore. Guardare questi film insegna la comprensione e la compassione. Si capiscono quali sono i valori importanti e questo spinge a guardare gli altri in maniera diversa».
Tra i temi del film emergono la giustizia e l’uguaglianza, ma anche la difficoltà di essere un eroe, soprattutto in un Mondo ingiusto.
Il perfetto team di Avengers per Anthony Mackie
«Sarebbe costituito dalle persone che ho ammirato crescendo, per esempio l’insegnante di recitazione in terza elementare. Io sono il prodotto del sistema scolastico, ogni passo della mia vita quando non ero con i miei genitori era con gli insegnanti. Penso che gli insegnanti siano fondamentali, trascorriamo tanto tempo con loro e hanno una grande influenza su di noi. Il più fico sarebbe Steve McQueen, poi ci sarebbero i Ghostbuster originali, ma la crème de la crème sarebbe Monica Bellucci, la mia arma segreta!».
Alessandra Caputo
Foto © Giulia Parmigiani – Photocall: cabnwromephoto













