Le esequie di Papa Francesco sono “servite” anche per far incontrare alcuni dei leader mondiali per discutere soprattutto di un possibile cessate il fuoco in Ucraina
I funerali di Papa Francesco si sono trasformati anche in un’occasione per incontri diplomatici di rilievo. Nella basilica di San Pietro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky si sono incontrati non solo tra loro, ma anche con il francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer. Una fotografia diffusa dall’ufficio della presidenza ucraina immortala i quattro leader in piedi, intenti a conversare: nel gesto più eloquente dello scatto, Macron appoggia una mano sulla spalla di Zelensky, in segno di vicinanza.
Secondo quanto riferito dall’Eliseo, il colloquio a quattro sarebbe stato “positivo”, un confronto costruttivo che ha confermato la volontà di mantenere aperto il dialogo anche in un momento di forte tensione internazionale.
Usa – Ucraina
Parole simili sono arrivate anche da Zelensky che ha parlato di “un buon incontro”: “Abbiamo avuto tempo di discutere molto faccia a faccia. Ci auguriamo che quanto detto abbia un risultato: proteggere la vita della nostra gente, un cessate il fuoco completo e incondizionato. Una pace affidabile e duratura che impedisca il ripetersi della guerra. Un incontro altamente simbolico che potrebbe diventare storico se si raggiungessero i risultati congiunti. Grazie, presidente Trump!”.
In risposta a una proposta della Casa Bianca per porre fine alla guerra, la leadership
ucraina ha elaborato una controfferta, che per certi versi contraddice le richieste di Trump ma lascia anche spazio a possibili compromessi su questioni che da tempo sembrano irrisolvibili. Secondo il piano, ottenuto dal New York Times, non ci sarebbero restrizioni alle dimensioni dell’esercito di Kiev, “un contingente di sicurezza europeo” sostenuto dagli Usa verrebbe schierato sul territorio ucraino per garantire la sicurezza e i beni russi congelati verrebbero usati per riparare i danni di guerra in Ucraina.
“Ottimo incontro. Abbiamo discusso a lungo a tu per tu. Speriamo in risultati concreti su tutto ciò che abbiamo trattato“. Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X dopo il faccia a faccia con l’omologo statunitense nella Basilica di San Pietro a margine dei funerali di Papa Francesco. “Proteggere la vita del nostro popolo. Un cessate il fuoco completo e incondizionato. Una pace affidabile e duratura che impedisca lo scoppio di un’altra guerra. Un incontro molto simbolico che ha il potenziale per diventare storico, se raggiungeremo risultati congiunti. Grazie POTUS”.
Possibili soluzioni
Queste tre disposizioni potrebbero essere inapplicabili per il Cremlino, ma alcune parti del piano – secondo il Nyt – suggeriscono la ricerca di un terreno comune. Non si fa menzione, ad esempio, della completa riconquista da parte dell’Ucraina di tutto il territorio occupato dalla Russia o dell’insistenza sull’adesione di Kiev alla Nato. Due questioni tuttavia non sono gli unici punti di attrito tra Ucraina e Usa. Il piano americano prevede anche la revoca totale delle sanzioni contro Mosca (comprese quelle del 2014) come parte dell’accordo, mentre quello ucraino-europeo propone una revoca graduale solo dopo il raggiungimento di una pace sostenibile, con la possibilità di ripristinare le sanzioni in caso di violazioni da parte della Russia.
C’è invece molta confusione sull’idea di una forza di interposizione dei “volenterosi” da
schierare in Ucraina. Il Regno Unito starebbe facendo passi indietro in quanto la ritiene troppo pericolosa e ora si parla di istruttori e di controllo dello spazio aereo garantito da Typhoon e droni. Alla Turchia invece spetterebbe il controllo dello spazio marittimo. Lo avrebbe riferito al Times britannico una fonte diplomatica, sottolineando come la Francia vorrebbe invece un approccio più muscolare.
Zelensky a Palazzo Chigi
Nel corso del colloquio, i leader, Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky, hanno ribadito il sostegno agli sforzi del presidente Trump per il raggiungimento di una pace giusta e duratura, capace di garantire un futuro di sicurezza, sovranità e libertà all’Ucraina. Meloni ha espresso, anche a nome del Governo, le proprie condoglianze per le vittime dei recenti attacchi russi, rinnovando la ferma condanna di tali atti e sottolineando l’urgenza di un cessate il fuoco immediato e incondizionato, nonché della necessità di un impegno concreto da parte di Mosca per l’avvio di un processo di pace. Il presidente del Consiglio ha salutato positivamente la piena disponibilità dell’Ucraina per un immediato cessate il fuoco. Ora ci si aspetta che anche la Russia dimostri concretamente la propria volontà di perseguire la pace.
Futuri patti
Nell’accordo finale proposto da Washington a Kiev per mettere fine al conflitto russo-ucraino ci sono condizioni che Kiev, non vuole accettare. Ma oltre al nero su bianco del documento lungo una pagina sola, nei solchi ufficiosi dei negoziati che si sono tenuti tra russi e americani (a breve, ha promesso il ministro degli Esteri Lavrov, se ne terranno altri), si è discusso anche di affari e missioni, veleni, gasdotti e Pianeti per patti futuri. Il Cremlino e la Casa Bianca discutono anche del ritorno sulla scena internazionale di Gazprom e perfino della conquista di Marte.
Cinque fonti hanno riferito ieri al giornale Politico ciò che da tempo molti analisti e
giornalisti sospettano: Washington è vicina alla revoca delle sanzioni contro i gasdotti russi del Nord Stream, una scelta che è parte della strategia delle concessioni Usa per ottenere il cessate il fuoco sul campo e la normalizzazione dei rapporti tra i due imperi. Imposte da Trump durante il suo primo mandato, poi revocate da Biden per ricostruire le relazioni con Berlino, le sanzioni contro il colosso energetico russo sono entrate di nuovo in vigore nel 2022, primo anno della guerra su larga scala.
Il ruolo dell’Europa
Sul sagrato della Basilica di San Pietro, a pochi minuti dall’inizio dei funerali di Papa Francesco, Ursula von der Leyen e Donald Trump si sono stretti la mano, suggellando un breve ma significativo incontro. La presidente della Commissione europea ha pubblicato lo scatto su X, accompagnandolo da un messaggio: “Oggi i leader di tutto il Mondo si sono riuniti per rendere l’ultimo omaggio a Sua Santità Papa Francesco. Ho avuto degli scambi positivi con molti di loro”. L’incontro con Trump arriva dopo giorni di tensioni tra Bruxelles e Washington sui dazi, e rappresenta un primo segnale di distensione in un clima ancora teso.
Due immagini raccontano il momento di difficoltà della diplomazia europea sulla scena internazionale. La prima risale a martedì 22 aprile: Marco Rubio, segretario di Stato statunitense, ha disertato un incontro previsto con David Lammy, ministro degli Esteri britannico, il francese Jean–Noël Barrot e la tedesca Annalena Baerbock. Al centro del colloquio doveva esserci il piano di pace per l’Ucraina proposto da Washington, ma respinto dalle cancellerie europee perché ritenuto troppo sbilanciato a favore della Russia di Vladimir Putin.
La seconda immagine arriva dal dossier Iran. Abbas Araghchi, capo della diplomazia
iraniana, ha riferito dopo gli incontri a Mosca, Pechino e con l’inviato Usa Steve Witkoff che i rapporti con il cosiddetto E3 (Francia, Germania e Regno Unito), protagonisti dell’accordo sul nucleare del 2015, si sono raffreddati. “Lo scorso settembre a New York” – ha ricordato Araghchi in un messaggio su X – “avevo proposto non solo un dialogo sul nucleare, ma una cooperazione più ampia. Non ho ricevuto risposta”.
In entrambi i casi, l’Europa si mostra defilata proprio mentre nuove alleanze e negoziati ridisegnano gli equilibri globali.
George Labrinopoulos
Foto © RNZ, AzerNews, CSIS, Contropiano, Tehran Times













