Papa Leone XIV: «Liberate i giornalisti, custodi della verità»

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Monito urgente del Pontefice all’incontro con i rappresentanti della stampa. Un appello accorato alla liberazione dei giornalisti incarcerati

Il Pontefice nell’Aula Nervi esprime la sua profonda solidarietà ai reporter e giornalisti imprigionati nel Mondo, denunciando la guerra delle parole e l’importanza cruciale della libertà di stampa per la pace e la giustizia.

Un appello accorato alla liberazione dei giornalisti incarcerati e una ferma condanna della repressione della libertà di espressione sono risuonati oggi nell’Aula Nervi, durante l’incontro di Papa Leone XIV con i rappresentanti della stampa. Il Pontefice, visibilmente toccato dalla situazione di coloro che pagano con la privazione della libertà il loro impegno nella ricerca della verità, ha sottolineato il ruolo fondamentale del giornalismo come pilastro della democrazia e strumento di pace.

Le parole del Papa

«La pace comincia da ognuno di noi», ha esordito Papa Leone XIV, focalizzando l’attenzione sul potere trasformativo della comunicazione. «Il modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri; e, in questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza: dobbiamo direnoalla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra».

Con parole cariche di empatia, il Santo Padre ha poi rivolto il suo pensiero ai professionisti dell’informazione ingiustamente privati della libertà: «Permettetemi allora di ribadire oggi la giornalistisolidarietà della Chiesa ai giornalisti incarcerati per aver cercato di raccontare la verità, e con queste parole anche chiedere la liberazione di questi giornalisti incarcerati. La Chiesa riconosce in questi testimoni – penso a coloro che raccontano la guerra anche a costo della vita – il coraggio di chi difende la dignità, la giustizia e il diritto dei popoli a essere informati, perché solo i popoli informati possono fare scelte libere. La sofferenza di questi giornalisti imprigionati interpella la coscienza delle Nazioni e della comunità internazionale, richiamando tutti noi a custodire il bene prezioso della libertà di espressione e di stampa».

Dove accade tutto ciò

Sebbene Papa Leone XIV non abbia specificato i singoli Paesi durante il suo discorso, diverse organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani e della libertà di stampa denunciano da anni la grave situazione in numerose Nazioni. Tra i Paesi in cui la libertà di espressione è fortemente limitata e dove un numero significativo di giornalisti si trova dietro le sbarre per aver svolto il proprio lavoro, figurano: la Cina che è considerato uno dei maggiori carcerieri di giornalisti al Mondo, il Governo cinese esercita un controllo ferreo sui media e reprime duramente ogni forma di dissenso e informazione indipendente. Il Myanmar in cui dopo il colpo di stato militare, la repressione nei confronti dei giornalisti è aumentata drasticamente, con numerosi arresti e condanne per aver coperto le proteste e le violazioni dei diritti umani.

La Turchia che ha visto negli ultimi anni, un aumento significativo degli arresti di giornalisti, spesso accusati di terrorismo o di minaccia alla sicurezza nazionale per le loro critiche al governo. La Repubblica Islamica dell’Iran il cui regime dittatoriale sorveglia strettamente i media e imprigiona regolarmente giornalisti che mettono in discussione le politiche governative o coprono questioni sensibili. L’Egitto in cui le autorità egiziane mantengono un controllo stretto sui media e numerosi giornalisti sono stati arrestati con accuse vaghe legate alla sicurezza nazionale o alla diffusione di “notizie false”. La Siria che è stata spesso protagonista nel contesto di conflitto prolungato, di arresti nei confronti di numerosi giornalisti. Il Vietnam in cui il Governo esercita un forte controllo sui media e imprigiona regolarmente giornalisti e blogger che esprimono opinioni critiche.

La violenza di genere anche nel settore dell’informazione

Questi sono solo alcuni esempi di Paesi in cui la libertà di stampa è gravemente minacciata e dove i giornalisti rischiano la propria incolumità e la libertà per informare il pubblico. Alle parole di sua Santità dobbiamo aggiungere i dati dell’indagine inquietante di “Women Press Freedom” in cui emerge che sono 3.400 donne giornaliste minacciate o molestate tra il 2019 e il 2024, evidenziando una preoccupante crescita della violenza di genere nel settore dell’informazione.

L’appello di Papa Leone XIV, dunque, risuona quindi come un monito urgente alla comunità internazionale affinché si impegni con maggiore forza per la protezione dei giornalisti e per la difesa del diritto fondamentale all’informazione in ogni angolo del Pianeta. La sua voce si unisce a quella di coloro che credono che una stampa libera e indipendente sia un elemento essenziale per la costruzione di società più giuste, pacifiche e democratiche.

 

Tiziana Ciavardini

Foto © Tiziana Ciavardini, Eurocomunicazione

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