Pontefici che nei secoli hanno segnato la storia della Chiesa, portando il cardinale Robert Francis Prevost a scegliere il nome
Il cardinale Robert Francis Prevost ha dato un taglio alla tradizione dei nomi papali dell’ultimo secolo con i Paolo, i Giovanni Paolo, i Pio, i Benedetto, ha voluto scegliere il nome di Leone XIV e ha guardato alle radici di quei Pontefici che con il nome che ora ha assunto, hanno segnato il papato con figure decisive per la storia della Chiesa.
Da Leone Magno che fermò Attila a Leone IX grande riformatore della Chiesa a Leone XIII che con l’enciclica Rerum Novarum, pubblicata il 15 maggio del 1891 in una Europa segnata da tensioni della rivoluzione industriale, segnò l’inizio della dottrina sociale della Chiesa.
San Leone I Magno (440-461 d.C.)
Era nativo di Volterra nella Tuscia fu eletto Papa, dall’unanimità del clero e dal popolo come si usava allora, il 29 novembre del 440. È considerato “il primo vero Papa” in quanto perseguitò gli eretici e ristabilì la predominanza del cristianesimo tra le tante eresie che circolavano in Oriente. Gli furono affidate molte missioni diplomatiche e fece conciliare in Gallia i generali Ezio e Albino che erano in guerra tra di loro. Nel 452 riuscì a fermare Attila presso il Mincio. È probabile che Leone abbia risolto la cosa “sacrificando” le casse di San Pietro. Rafforzò il potere di Roma e possiamo dire con certezza che la sua azione dottrinale fu fondamentale per affermare il ruolo del Papa come guida spirituale dell’Occidente cristiano.
San Leone III (795-816)
Con questo Pontefice si assistette alla rinascita dell’autorità papale in Occidente. Si trattava di un prete-cardinale romano di Santa Susanna di nome Leone. Nel Natale dell’800 questo Papa incoronò Carlo Magno imperatore d’Occidente fondando simbolicamente il
Sacro Romano Impero. A Roma però una parte della nobiltà lo avversava. Fu accusato – falsamente – di lascivia per cui il 25 aprile del 799 nella festività di San Marco subì un attentato.
Mentre il Pontefice andava in processione dal Laterano a San Lorenzo in Lucina, i congiurati lo sbalzarono dal cavallo che montava. Tentarono di accecarlo ma nel trambusto riuscirono solo a trascinarlo in un chiostro affidandolo in custodia a preti greci. Ciò significava che la parte del clero bizantino era d’accordo con i congiurati. Sopraggiunta la notte lo trasferirono a San Erasmo al Celio, ma da qui il Papa, grazie all’aiuto di alcuni suoi fedelissimi, riuscì a fuggire e lo riportarono a San Pietro.
Seguì poi l’intervento del duca Vinigi di Spoleto, che visto il clima turbolento che vi era a Roma lo portò nel suo feudo. Fu poi Carlo Magno che riportato a Roma Leone III il !ì dicembre dell’800 convocò in San Pietro gli accusatori del Papa. Per tre settimane ci furono discussioni sia dall’una parte che accusava il Pontefice sia di coloro che lo difendevano. Leone III allora il 23 dicembre 800 si sottopose al “giuramento di purgazione” davanti una folla immensa di clero e popolo, alla presenza di Carlo, giurò sul Vangelo che non aveva eseguito i crimini di cui era accusato. Questo giuramento fu considerato sufficiente a dimostrare l’innocenza di Leone III. I suoi avversari furono considerati colpevoli del reato di lesa maestà e condannati a morte. La sentenza non fu eseguita per intercessione dello stesso Papa e i congiurati finirono in esilio in terra di Francia.
Leone IV (847-855)
La consacrazione avvenne il 10 aprile dell’847 il nuovo Pontefice, che si chiamava Leone ed era cardinale dei SS. Quattro Coronati romano già arcidiacono di Gregorio IV, ebbe il compito di fortificare Roma per l’incombente pericolo che la città potesse essere invasa dai saraceni, che erano sbarcati a Gaeta. Tra l’848 e l’849 vi fu un generale restauro delle
mura. Peraltro nell’847 Roma fu colpita da un violento terremoto e in seguito un incendio che devastò anche la Basilica di San Pietro.
Si narra che fu proprio Leone IV ad arrestare le fiamme con un semplice segno della croce. Fu nell’849 che questo papa lanciò un appello alle Repubbliche marinare di Napoli, Amalfi e Gaeta perché unissero le forze in una lega militare non solo in difesa di Roma ma contro le scorrerie dei pirati arabi che scorrazzavano nel Mediterraneo. Lo scontro avvenne all’imbocco del porto di Ostia. La vittoria arrise ai cristiani ma fu facilitata da una tempesta che distrusse gran parte della flotta saracena. L’avvenimento fu immortalato da Raffaello in un affresco che si trova in Vaticano nella “Sala dell’incendio”.
C’è da ricordare come riformatore Leone IX (1049 – 1054)
Lottò contro la simonia, promosse il celibato ecclesiastico e sostenne con vigore il primato dell’autorità papale, nei confronti dei regnanti dell’epoca che volevano interferire nelle nomine. Durante il suo pontificato si assistette allo scisma del 1054 con la Chiesa d’Oriente, un evento che segnò profondamente la storia del cristianesimo.
Leone X (1513-1521)
Fu un conclave breve quello che il 9 marzo 1513 portò all’elezione del cardinale Giovanni de Medici. Non aveva che 38 anni ma era il figlio del Magnifico. La sua salute malferma non faceva sperare in un lungo pontificato. Fu il padre del Rinascimento. Grande
mecenate portò Roma al massimo splendore culturale. Fu lui che per raccogliere i fondi occorrenti alla costruzione della grande basilica vaticana, indisse in tutta Europa una grande indulgenza con offerte. Tutti avrebbero potuto lucrare una indulgenza anche per i defunti a seconda dell’oblazione. Fu per questa speculazione che la vigilia di Ognissanti del 1517 Lutero, frate agostiniano, alle porte della chiesa di Wittenberg affisse le 95 tesi. Lutero fu convocato a Roma ma non si presentò. La sua dottrina fu messa al bando dall’impero. Lutero trovò ospitalità presso il principe elettore di Sassonia e la sua riforma sarebbe andata avanti.
Da ricordare infine Leone XIII (1878-1900)
Il conclave durò solo 36 ore vi parteciparono 60 cardinali su 64 convocati e al terzo scrutinio, il 20 febbraio 1878, fu eletto il cardinale Gioacchino Pecci. Era nato a Carpineto Romano, vicino Anagni, il 2 marzo del 1810 da una famiglia di antica nobiltà. Aveva studiato presso i Gesuiti. Ordinato sacerdote nel 1837 era stato nunzio a Bruxelles. È l’autore della enciclica Rerum Novarum che segnò l’inizio della dottrina sociale della Chiesa. Aprì al dialogo con il mondo moderno e promosse in primis i diritti dei lavoratori. Divenne per essi il Pontefice di riferimento per la questione sociale.
Giancarlo Cocco
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