Confcommercio, incertezza e fiducia nel futuro

0
487
Confcommercio

L’Ufficio Studi dell’Associazione ha presentato un’indagine sull’effetto delle politiche commerciali annunciate dagli Stati Uniti

Si è tenuta a Roma la consueta assemblea annuale 2025 di Confcommercio in via della Conciliazione che coincide quest’anno con la celebrazione degli 80 anni della Confederazione. Attualmente conta oltre 700.000 imprese associate.

La presidente del Consiglio Meloni ha inviato un video messaggio, nel quale ha ricordato che dal 1945, anno di fondazione dell’Associazione, «ha accompagnato l’Italia sia negli anni del boom economico del dopoguerra sia nei momenti complicati, trasformando le crisi in opportunità. Ed ora» – prosegue la Meloni – «lo sta facendo supportando le imprese nel processo di digitalizzazione e innovazione». Inoltre ha ricordato che il Governo sta rafforzando l’export nei mercati internazionali, l’obiettivo è di abbassare le tasse a tutti e «costruire un rapporto più giusto ed equilibrato tra lo Stato e il contribuente. Stiamo rimettendo al centro gli autonomi, i liberi professionisti e lavoratori, per troppo tempo disprezzati e considerati a torto figli di un Dio Minore».

La Meloni ha concluso il suo video messaggio con l’appello: «Dobbiamo rendere l’Italia sempre più grande, più forte e più rispettata nel Mondo. So che per farlo ho bisogno di voi ma so anche che per farlo posso contare su di voi».

Il discorso di Sangalli

Il presidente di Confcommercio rivolgendosi ai numerosi ministri presenti, tra i quali si notavano Tajani, Urso, l’ex ministro Tremonti per citarne alcuni, ha parlato di politiche che abbassino il peso delle tasse, il contrasto all’evasione e alla elusione, nonché un’equilibrata tassazione dell’economia digitale e una sensata riforma dell’Irpef. «C’è la necessità – ha sostenuto Sangalli – «di rendere strutturale la maggiorazione del costo del lavoro ai fini Irpef e Ires, nonché la cosiddetta Ires premiale per le imprese che investono in innovazione e ne creano di nuove. Bisogna poi avanzare nel processo del superamento dell’IRAP».

Indagine Confcommercio-Censis sulle previsioni per l’economia italiana nel 2025 e 2026

In concomitanza con l’Assemblea l’Ufficio Studi di Confcommercio-Imprese per l’Italia ha Confcommerciopresentato un interessante studio sulle politiche commerciali annunciate dagli Stati Uniti, da cui emerge che c’è il timore di un rallentamento della economia mondiale. Preoccupa il deficit e il debito americano e questo clima di instabilità può avere ripercussioni anche in Europa. L’Italia comunque – sostiene la nota – mostra segni di stabilità. Inoltre l’economia del Belpaese si trova oggi in una condizione di relativa solidità. Permane però un quadro di incertezza globale e una fiducia ancora debole da parte delle famiglie e delle imprese che rischiano di limitarne il potenziale.

Dall’indagine emerge che i settori del commercio della ristorazione e dell’alloggio non riusciranno a trovare circa 260mila lavoratori. Un dato in crescita rispetto al 2024 che rappresenta una vera e propria emergenza e rischia di frenare l’economica di questi settori. Tra le figure più difficili da reperire i commessi professionali, macellai, gastronomi, camerieri di sala, barman, cuochi e pizzaioli, gelatai, ma anche addetti alla pulizia e al riassetto delle camere.

I consumi

Attualmente i consumi sono sostenuti in larga misura dai servizi e sono condizionati da fattori di fiducia. Tra gli elementi reali che frenano la potenziale crescita vi è in primis la perdita del potere d’acquisto registrata tra il 2022 e il 2023. Perdita che comunque, informa l’indagine, stiamo recuperando. Combinando il quadro che vede un calo della fiducia delle famiglie (per il contesto di conflitti ai margini dell’Europa), vi è la possibilità ancora di raggiungere l’obiettivo di crescita dei consumi reali pari all’1% nel 2025 e nel 2026. Emerge ormai che le famiglie desiderano meno oggetti e più soluzioni, competenze nell’ambito dell’arricchimento di benessere che deriva dalla fruizione del tempo libero liberato dagli affanni e dagli obblighi che la vita ci impone.

Preoccupazioni degli italiani

L’ufficio studi di Confcommercio ha anche analizzato quali problemi influiscono maggiormente oggi nella vita di tutti i giorni. Al primo posto delle preoccupazioni “affrontare un periodo di malattia personale o di un familiare“. Tema che ha a che fare con il deterioramento reale o percepito dei servizi sanitari. Al secondo posto “non disporre di adeguate risorse economiche” quindi “non riuscire a garantire un futuro ai figli” e “perdere il lavoro proprio o di un familiare“. La speranza più condivisa è “riuscire a mantenere il tenore di vita”. Segue poi la richiesta della comunità a “continuare a vivere in una democrazia”. Per le aspirazioni più nobili tra i 18-34 anni avere un figlio raccoglie l’11% dei consensi.

 

Giancarlo Cocco 

Foto © Giancarlo Cocco, Bdnews24.com

Articolo precedenteCina-Usa, guerra commerciale: “Eppur si muove”
Articolo successivoFronte del Mondo: i conflitti cambiano la storia e non solo
Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui