Papa Leone e i dubbi di Parolin sull’assalto alla chiesa di Gaza

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Quattro giorni fa un proiettile sparato da un tank israeliano ha centrato la chiesa cattolica di Gaza, causando tre morti e molti feriti

Leone XIV si è recato lunedì 21 luglio, durante il suo soggiorno a Castel Gandolfo, presso l’istituto delle Suore di Santa Marta residenza che ospita 20 signore anziane di età compresa tra gli 80 e i 101 anni. Si è fermato in preghiera nella cappella e successivamente ha salutato individualmente le ospiti conversando amabilmente con loro e le religiose. «L’età è indifferente» – ha affermato Papa Prevost – «è il Cristo che vuole avvicinarsi a noi si fa ospite per noi, ci invita a essere testimonianza sia per chi è giovane o per chi non lo è. Avete dato tanto nella vita, siate testimoni di preghiera».

L’attacco a Deir-Al Balan

Sempre lunedì all’alba i palestinesi uccisi ammontavano a 27. È in corso una offensiva degli israeliani contro i palestinesi nella località di Deir AlBalan, ma in quella zona vi sono anche operatori italiani delle Nazioni Unite che da ore sono sottoposti a fuoco israeliano. Il ministro degli Esteri Tajani è preoccupato e ha chiesto informazioni al Governo israeliano al quale ha ripetuto : «Bisogna cessare il fuoco, liberare gli ostaggi israeliani, proteggere la popolazione palestinese, far entrare gli aiuti alimentari e sanitari». Sono ben 26 i partner internazionali che hanno chiesto a Israele di fermarsi nell’aprire il fuoco sui palestinesi.

Il raid contro la Sacra Famiglia a Gaza

Quando quattro giorni fa un proiettile sparato da un tank israeliano ha centrato la chiesa cattolica di Gaza, causando tre morti e molti feriti tra cui il parroco di origine argentina, con cui quasi giornalmente si sentiva con Papa Francesco. Papa Prevost si è messo subito in contatto con il Leader Israeliano su cui pende un mandato di cattura per genocidio di un popolo. Ritengo non sia stato tenero. Ma è stato un errore come affermano le autorità israeliane? Cosa pensava in quel momento il tiratore del tank che ha puntato il cannone contro la chiesa? Forse annullare la presenza dei cristiani a Gaza? La storia non perdonerà la barbarie di certi personaggi che ne dovranno dare conto quando raggiungeranno, una volta morti, l’altra dimensione.

 

 

I dubbi del segretario di Stato vaticano cardinale

Parlando al TG2 Post Parolin ha affermato che sia legittimo dubitare che il raid alla Sacra Famiglia di Gaza potrebbe essere stato intenzionale. Sono le forze estremiste che dominano il Governo israeliano. Da tempo, racconta la stampa israeliana, vi sono unità dell’esercito legate ai circoli dei coloni e soldati regolari, che agiscono in maniera autonoma e criminale nei confronti dei palestinesi. Contravvengono agli ordini ricevuti e uccidono senza essere mai perseguiti, mai processati e mai condannati.

Anche il presidente Mattarella di recente ha puntato il dito contro le stragi di civili sia in Ucraina che a Gaza. Al Jazeera parlava ieri di centinaia di donne e uomini, in fila da ore sotto il sole per un tegame di riso, uccisi con sventagliate di mitra mentre invocavano il cibo per le loro famiglie.

Gli aiuti alimentari che non arrivano

È povera gente quella che attualmente vive nella striscia di Gaza. Arrivano da 20 o 30 km di distanza taluno con un carretto trainato da un asinello scheletrito che imbarca sul trabiccolo qualche anziano. C’è chi ha marciato dal giorno prima, per sfruttare il fresco della notte. Devono raggiungere il punto ove soldati israeliani e contractors distribuiscono pacchi viveri. Come fantasmi impolverati, magri stanchissimi, impauriti si assiepano presso i fili spinati per incanalarsi nel luogo della distribuzione. A un certo punto i sacchi di viveri vengono gettati dai contractors e qui avviene una calca indescrivibile, per accaparrarsi un minimo di sostentamento.

Sono migliaia le persone, qualcuno riferisce che i contractors godano nel vedere quella marea umana che si dimena e si scazzotta per avere un pezzo di pane. Un testimone dichiara che scene simili si ripetono ogni giorno. A un tratto i soldati, per dipanare la calca che li assedia, cominciano a sparare prima in alto poi sulla gente lasciando cadaveri, moribondi, gente svenuta per il caldo ma anche per la fame e la stanchezza. Qualcuno è portato in qualche ospedale rimasto ancora in piedi, ma non ci sono medicine né anestetici per le amputazioni di gambe o braccia ferite. Secondo fonti mediche sabato 32 persone sono state uccise e oltre cento ferite.

Un comunicato dell’esercito israeliano ha spiegato che «i soldati hanno sparato quando alcunisospettisi sono avvicinati troppo». Dovrebbe seguire una inchiesta ma in realtà sembra che queste non siano mai iniziate e la stampa israeliana non ha mai letto quali provvedimenti sono stati assunti nei confronti degli uccisori.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Vatican News, Al Jazeera

Video © Eurocomunicazione

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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