Vertice a Washington: accordo su garanzie stile Nato, ritorno dei bambini deportati e colloquio Zelensky-Putin mediato da Trump
Una giornata fitta di incontri alla Casa Bianca ridisegna la diplomazia sulla guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla di «un passo importante», mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fa una telefonata a Vladimir Putin e annuncia l’avvio dei preparativi per un bilaterale entro agosto, seguito da un trilaterale con la sua mediazione. Sul tavolo, le garanzie di sicurezza “stile articolo 5 della Nato”, il ritorno dei bambini deportati, lo scambio di prigionieri, il monitoraggio della cessazione delle ostilità e nuove forniture militari.
«Oggi è stato fatto un passo importante, una dimostrazione di vera unità tra Europa e Stati Uniti», scrive Zelensky su Telegram dopo i colloqui alla Casa Bianca. «Abbiamo discusso molte questioni con il Presidente Trump. Una lunga conversazione nei dettagli. Sia riguardo alla situazione sul campo di battaglia, sia sui nostri passi per avvicinare la pace».
«Ci sono stati diversi incontri anche con i leader europei. Abbiamo discusso delle garanzie di sicurezza. Questa è una questione chiave, come punto di partenza per la fine della guerra. Apprezziamo il segnale importante dagli Usa riguardo alla disponibilità a sostenere e farne parte. Molta attenzione è stata dedicata al ritorno dei bambini, alla liberazione dei prigionieri di guerra e dei civili detenuti dalla Russia. Abbiamo concordato di lavorare su questo. Ringrazio il presidente Donald Trump per l’invito e per il formato speciale del nostro incontro di oggi», ha aggiunto.
«Ringrazio tutti i leader che sono stati con noi oggi: Emmanuel Macron, Keir Starmer,
Friedrich Merz, Giorgia Meloni, Alexander Stubb, Ursula von der Leyen, Mark Rutte. Oggi è stato fatto un passo importante, una dimostrazione di vera unità tra Europa e Stati Uniti. I leader sono venuti personalmente a sostenere l’Ucraina e a discutere tutto ciò che ci avvicina a una pace reale, a un’architettura di sicurezza affidabile che proteggerà l’Ucraina e tutta l’Europa. Continuiamo a lavorare, coordinando i nostri passi tra tutti gli alleati che desiderano concludere la guerra con dignità. Grazie a tutti coloro che aiutano».
Sul fronte militare ed economico, Zelensky annuncia che Kiev acquisterà armi dagli Usa per 90 miliardi di dollari, inclusi sistemi Patriot: un maxi-pacchetto che si affianca agli investimenti europei in armamenti statunitensi a sostegno dell’Ucraina. E ribadisce la linea: «Non abbiamo bisogno di una pausa nella guerra, ma di una vera pace. L’Ucraina è pronta a incontrare Putin in qualsiasi modo».
Garanzie di sicurezza e ruolo di Rubio/Nato.
Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, citando alcune fonti, il segretario di Stato americano Marco Rubio guiderà un gruppo di consiglieri per la sicurezza nazionale e funzionari della Nato incaricato di sviluppare garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Includeranno quattro componenti:
- presenza militare;
- difesa aerea;
- armi;
- monitoraggio della cessazione delle ostilità.
Il quotidiano sottolinea che esistono vari modi in cui gli Stati Uniti possono fornire supporto militare indiretto alle forze di pace europee in Ucraina, oltre il dispiegamento di truppe americane nell’area del conflitto.
Il punto diplomatico
Macron: «La pressione sulla Russia deve continuare»
Il presidente francese rilancia la pressione su Mosca: «A Washington, insieme al presidente Zelensky e ai nostri partner, abbiamo ribadito al presidente Trump il nostro impegno a continuare a lavorare insieme per una pace forte e duratura che protegga gli interessi dell’Ucraina e la sicurezza degli europei. Questa pace implicherà necessariamente la concessione all’Ucraina di solide garanzie di sicurezza, sulle quali abbiamo deciso di lavorare in modo molto concreto con gli Usa. È anche chiaro per noi che la pressione sulla Russia dovrà continuare finché questa pace non sarà stabilita».
Starmer: «Sostengo gli sforzi di Trump»
Il primo ministro britannico parla di «reale senso di unità». Afferma di essere «molto soddisfatto» dei risultati, in particolare per i progressi «sulle garanzie di sicurezza» e «un reale progresso negli incontri bilaterali e trilaterali». «È quello che volevo che accadesse oggi e sono davvero contento che siamo arrivati a questo punto», ha sostenuto alla BBC.
Interrogato su un presunto accomodamento degli Usa verso la Russia, ha risposto: «La cosa più importante è concentrarsi sui risultati di oggi, perché penso che rassicureranno le persone in Europa, in Ucraina, ma soprattutto nel Regno Unito». E, alla domanda sul trattamento riservato a Putin in Alaska qualche giorno fa: «sostengo gli sforzi del presidente Trump per raggiungere una soluzione pacifica e duratura di questo conflitto». Per Starmer, «nessuna decisione sull’Ucraina dovrebbe essere presa senza l’Ucraina».
Von der Leyen: «La Russia restituisca i bambini rapiti»
La presidente della Commissione europea mette al centro i bambini deportati. «Il costo umano di questa guerra deve finire», ha scritto sui social. «E questo significa che ogni singolo bambino ucraino rapito dalla Russia deve essere restituito alle proprie famiglie». Un appello in risposta a un tweet di Donald Trump, che richiamava la priorità della First Lady Melania Trump sui bambini scomparsi e rapiti nel Mondo. Nel fine settimana, la Casa Bianca ha diffuso una lettera di Melania a Putin: «Signor Putin, lei può da solo restituire loro la loro melodiosa risata».
Rutte: «Trump decisivo nello sbloccare lo stallo»
Il vertice di Washington ottiene un risultato: la disponibilità di Putin a un faccia a faccia con Zelensky entro agosto in una località da definire, cui seguirà un trilaterale con Trump. «I preparativi sono in corso», afferma il presidente americano. Anziché sui territori i leader alla Casa Bianca hanno preferito concentrarsi sulle garanzie di sicurezza. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha affermato «stiamo valutando garanzie stile-articolo 5 della Nato», precisando che non si è parlato del dispiegamento di truppe americane. Per Rutte, senza l’intervento del leader Usa sarebbe proseguito lo stallo: «Era l’unico che poteva farlo, a partire da febbraio», attribuendo a Trump il merito di avere convinto Putin a sedersi al tavolo.
Meloni: «Compattezza occidentale per la pace»
Il premier italiano ribadisce che: «Se vogliamo raggiungere la pace e se vogliamo garantire
la giustizia, dobbiamo farlo uniti. Potete ovviamente contare sull’Italia, come è stato fin dall’inizio: siamo dalla parte dell’Ucraina e sosteniamo con forza i vostri sforzi per la pace». Al centro del suo intervento le garanzie per la sicurezza: «Il primo tema è come assicurarci che non accada di nuovo, che è il presupposto fondamentale per qualsiasi tipo di pace. Sono lieta che ne discuteremo, partiremo da una proposta italiana, sul modello dell’articolo 5. Siamo sempre pronti a presentare le nostre proposte di pace e dialogo; è qualcosa che dobbiamo costruire insieme per garantire la pace e difendere la sicurezza delle nostre Nazioni».
Trump: «Un passo iniziale verso la risoluzione del conflitto»
La dichiarazione di Trump dopo l’incontro con Zelensky e i leader europei è netta: «Ho avuto un incontro molto positivo con ospiti illustri. L’incontro si è poi concluso con una riunione supplementare nello Studio Ovale. Durante i colloqui abbiamo discusso delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che verrebbero fornite dai vari Paesi europei, in coordinamento con gli Stati Uniti d’America. Tutti hanno espresso grande soddisfazione per la possibilità di raggiungere la pace tra Russia e Ucraina».
«Al termine ho telefonato al presidente russo Putin, avviando le procedure per organizzare un incontro, in una sede ancora da definire, tra i due leader. Successivamente, è previsto un vertice trilaterale che vedrà coinvolti i due presidenti insieme a me. Si tratta, ancora una volta, di un passo molto positivo e iniziale verso la risoluzione di una guerra che dura ormai da quasi quattro anni. Il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff stanno coordinando i contatti con Russia e Ucraina. Grazie per la vostra attenzione a questa importante questione!».
George Labrinopoulos
Foto © France 24, The Times of Israel, Euractiv Italia













