Italia approva la legge sull’Intelligenza artificiale 2025

0
1104
Legge Intelligenza artificiale

Il Senato approva la prima legge italiana sull’Ia in linea con l’AI Act Ue: regole certe per imprese, cittadini e innovazione

Il 16 settembre 2025 il Senato darà il via libera definitivo al disegno di legge sull’Intelligenza artificiale, una normativa destinata a diventare pietra miliare in Europa. L’Italia sarà infatti il primo Paese a dotarsi di un quadro legislativo organico per disciplinare lo sviluppo, l’adozione e la governance dei sistemi di Ia, in piena coerenza con l’AI Act dell’Unione europea, entrato in vigore nell’agosto 2024 e che diventerà pienamente applicabile dal 2 agosto 2026.

Un passo che non solo allinea l’Italia alla strategia comunitaria, ma che manda un segnale forte al mondo economico: investire in Italia conviene, perché qui l’innovazione trova “regole certe”, nel rispetto dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali dei cittadini.

Il cuore della legge

Il disegno di legge non si limita a enunciare linee guida tecniche, ma parte da una cornice valoriale forte. La normativa infatti ribadisce l’impegno a garantire un uso dell’Ia antropocentrico, trasparente e sicuro, mettendo in primo piano la cybersicurezza e l’accessibilità per le persone con disabilità. Centrale anche la tutela della privacy, il rispetto della riservatezza dei dati personali e la trasparenza nei sistemi informativi. La legge mira inoltre a rafforzare la sovranità tecnologica nazionale, puntando sulla competitività e sull’accesso ai dati come leve per la crescita economica. Un messaggio diretto alle imprese e alle startup, chiamate a cogliere le opportunità offerte da un quadro normativo stabile.

Il disegno di legge interviene in diversi settori chiave

  • In sanità, rafforza l’utilizzo dell’Ia nella diagnosi, cura e assistenza, assicurando la centralità del medico e la protezione dei dati sensibili (Art. 7 e 10). L’art. 8 qualifica inoltre come di rilevante interesse pubblico l’utilizzo dei dati sanitari per ricerca scientifica e sviluppo di Ia.
  • Nel mondo del lavoro (Art. 11-12), si promuove un uso responsabile dei sistemi intelligenti, tutelando la dignità del lavoratore e istituendo un Osservatorio per monitorarne l’impatto.
  • Nella Pa (Pubblica amministrazione, ndr) e nel sistema giudiziario (Art. 14-15), si consente l’uso dell’Ia a supporto decisionale, garantendo tracciabilità, trasparenza e mantenimento della responsabilità umana.
  • In ambito educativo e sportivo (Art. 22), si prevede l’introduzione di attività formative su Ia e l’uso della tecnologia per l’inclusione e il benessere.

Particolare rilievo assumono

  • L’art. 19, che stabilisce la predisposizione e l’aggiornamento biennale della Strategia nazionale per l’intelligenza artificiale, il cui coordinamento è affidato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, con il supporto di AgID e ACN e il coinvolgimento delle principali autorità di settore.
  • L’art. 20, che designa AgID e ACN come autorità nazionali per l’Ia, definendone rispettivamente le competenze in materia di sviluppo, notifica e vigilanza sulla conformità dei sistemi, con un coordinamento interistituzionale stabile. ACN vigila e può effettuare ispezioni con particolare attenzione alla cybersicurezza, AgID notifica e promuove casi d’uso concreti e sicuri per cittadini e imprese.
  • L’art. 23, che introduce un programma di investimenti di 1 miliardo di euro per sostenere startup e Pmi (Piccole e medie imprese, ndr) nei settori Ia, cybersicurezza e tecnologie emergenti.

Sanità, lavoro, pubblica amministrazione: le ricadute concrete

Le applicazioni della legge nei diversi settori sono ampie e immediate.

In sanità, l’Intelligenza artificiale è riconosciuta come strumento essenziale per diagnosi e cure più tempestive, sempre però sotto la supervisione e la responsabilità del medico. La possibilità di utilizzare i dati sanitari per ricerca scientifica e sviluppo tecnologico è qualificata come di “rilevante interesse pubblico”, aprendo la strada a una medicina più predittiva e personalizzata.

Nel mondo del lavoro, il legislatore pone l’accento sulla tutela della dignità del lavoratore: i sistemi di Ia potranno supportare i processi produttivi, ma non sostituirsi alla valutazione umana. L’istituzione di un Osservatorio dedicato servirà a monitorare gli impatti sociali ed economici di queste tecnologie, garantendo trasparenza e prevenendo abusi.

Anche nella pubblica amministrazione e nel sistema giudiziario l’Ia potrà avere un ruolo di supporto decisionale, ma sempre in un quadro di tracciabilità e responsabilità. Non sarà mai la macchina a “decidere” in autonomia: l’ultima parola resterà nelle mani dell’essere umano.

Infine, l’ambito educativo e sportivo: la legge prevede attività formative dedicate all’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di creare competenze diffuse tra studenti e cittadini. L’Ia diventa così anche strumento di inclusione, capace di favorire l’accesso alla conoscenza e il benessere collettivo.

Strategia nazionale e governance

Tra i punti di maggiore rilievo c’è l’articolo 19, che impone la predisposizione di una Strategia nazionale per l’Ia, aggiornata ogni due anni e coordinata dalla Presidenza del Consiglio. Legge Intelligenza artificialeDue Autorità avranno un ruolo di primo piano: AgID (Agenzia per l’Italia digitale) e ACN (Agenzia per la Cybersicurezza nazionale). AgID sarà chiamata a favorire casi d’uso concreti e sicuri per cittadini e imprese, mentre ACN avrà poteri di vigilanza e ispezione, con particolare attenzione agli aspetti di sicurezza informatica. Un modello di governance che mira a garantire stabilità istituzionale e prevenire rischi tecnologici. Un altro tassello cruciale è il sostegno al tessuto imprenditoriale. L’articolo 23 introduce un programma di investimenti da 1 miliardo di euro destinato a startup e piccole e medie imprese attive nei settori dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e delle tecnologie emergenti. Una misura che vuole trasformare l’Italia in hub competitivo, capace di attrarre capitali e talenti.

Un segnale all’Europa e al mercato globale

Questa legge non è solo un esercizio normativo, ma un messaggio politico ed economico. L’Italia intende collocarsi tra i leader globali nel campo dell’Ia, offrendo al contempo garanzie ai cittadini e certezze alle imprese. In un panorama internazionale spesso caratterizzato da vuoti normativi, Roma scommette sulla regolazione come strumento per rendere l’innovazione sostenibile.

Naturalmente, restano alcune sfide aperte. La reale efficacia della legge dipenderà dalla rapidità con cui verranno approvati i decreti attuativi e dalla disponibilità di risorse adeguate. Non mancano poi le preoccupazioni delle piccole imprese, che temono un aumento dei costi di compliance.

Altro nodo è la capacità delle Autorità di vigilanza di operare con competenza e tempestività, senza creare burocrazia eccessiva. Infine, occorrerà assicurare la coerenza tra questa legge e altri quadri normativi già esistenti, dal GDPR alle regole sul diritto d’autore e sul lavoro. Con il voto del Senato del 16 settembre 2025, l’Italia compie un passo storico: dotarsi di una legge nazionale sull’Intelligenza artificiale, coerente con l’AI Act europeo, ma arricchita da elementi specifici di governance e sostegno all’economia.

Se applicata con efficacia, la normativa potrebbe trasformare l’Italia in un laboratorio avanzato di innovazione responsabile, dove l’Intelligenza artificiale non è solo tecnologia, ma anche diritto, inclusione e sviluppo sostenibile. Per cittadini, imprese e istituzioni, l’inizio di una nuova stagione.

 

Ginevra Larosa

Foto © PB Consulting, Trasformazione Digitale, The Edge

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui