L’Egitto contesta i confini libici e rifiuta gli accordi con la Turchia

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Egitto Libia Turchia

Nella nota verbale all’Onu, il Governo egiziano ribadisce la volontà di difendere la sua Zee e invita a negoziare nel rispetto del diritto internazionale

La rappresentanza permanente della Repubblica Araba d’Egitto presso le Nazioni Unite, con nota verbale dell’8 settembre 2025, respinge con forza le accuse contenute nella nota verbale libica (27 maggio e 20 giugno 2025) in merito ai limiti esterni della piattaforma continentale libica, nonché alle aree per l’esplorazione e lo sfruttamento degli idrocarburi nel Mediterraneo.

L’Egitto non riconosce i confini della piattaforma continentale libica, come affermato e riflesso nelle mappe pertinenti, in quanto si sovrappongono al confine marittimo occidentale dell’Egitto. Inoltre, contesta il confine marittimo rivendicato a est, che si trova interamente all’interno delle aree marittime soggette alla giurisdizione egiziana, violando la sua sovranità sulle acque territoriali e sulla zona contigua, nonché i diritti sovrani inalienabili della sua Zona economica esclusiva (Zee) e della piattaforma continentale.

L’Egitto dichiara la sua determinazione a difendere i propri diritti, fondati sul diritto internazionale e sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. La nota verbale sottolinea che le posizioni libiche sono incompatibili con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e violano le disposizioni del diritto internazionale e la prassi internazionale pertinente.

Richiama inoltre le pertinenti comunicazioni e atti legislativi egiziani, in particolare il decreto presidenziale 595/2022 sulla delimitazione dei confini marittimi occidentali, nonché le precedenti Note Verbali (2019, 2023 e 2024).

Contestazione egiziana sulle rivendicazioni libiche

Particolare riferimento è fatto alla protesta libica contro la gara internazionale indetta dalla Grecia per la ricerca a sud del Peloponneso e di Creta.

L’Egitto rifiuta di riconoscere qualsiasi pretesa sulla sua Zee e sulla sua piattaforma continentale, sottolineando che tali rivendicazioni ignorano i suoi diritti sovrani inalienabili nelle aree marittime che si estendono dalle sue linee di base nel Mediterraneo.

Rifiuto del Memorandum libico-turco del 2025

Parimenti, l’Egitto respinge il memorandum di cooperazione firmato il 25 giugno 2025 tra la Libyan National Oil Company e la Turkish Oil Company, che prevede studi geologici, geofisici e indagini sismiche in quattro aree marittime. La cosiddetta “Area 4” si sovrappone ai confini marittimi egiziani e pertanto l’Egitto rigetta qualsiasi provvedimento, azione o effetto giuridico che ne derivi, così come ogni attività all’interno delle sue aree marittime.

Ribadisce inoltre di non riconoscere i memorandum turcolibici del 2019 e del 2022, qualificandoli come nulli e privi di effetto giuridico.

In conclusione, l’Egitto riafferma la propria disponibilità e il proprio impegno a cooperare e negoziare in buona fede con gli Stati vicini sulla delimitazione delle zone marittime sulla base del diritto internazionale.

Estratto integrale della nota verbale egiziana

Il Governo della Repubblica Araba d’Egitto respinge i limiti esterni della piattaforma continentale libica, come indicato nella suddetta nota verbale (A/79/916) e raffigurato nella mappa allegata. L’Egitto non riconosce questi confini, in quanto si sovrappongono al confine marittimo occidentale della Repubblica Araba d’Egitto nel Mar Mediterraneo.

Il Governo egiziano ribadisce la sua protesta contro la dichiarata delimitazione Egitto Libia Turchiamarittima orientale della Libia, compreso il confine esterno dichiarato della piattaforma continentale orientale, che ricade interamente all’interno delle aree marittime egiziane. Tale delimitazione costituisce una violazione della sovranità dell’Egitto sul mare territoriale e sulla zona contigua, nonché una negazione dei suoi diritti sovrani nella zona economica esclusiva e sulla piattaforma continentale. L’Egitto si riserva tutti i propri diritti e ribadisce la sua determinazione a proteggerli in conformità al diritto internazionale.

Contraria alle disposizioni del diritto internazionale

Il Governo egiziano sottolinea che la dichiarata delimitazione marittima orientale della Libia, compreso il confine esterno della piattaforma continentale, è incompatibile con la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare ed è contraria alle disposizioni del diritto internazionale e alla prassi internazionale pertinente. Respinge pertanto qualsiasi misura, azione o effetto giuridico che ne derivi.

L’Egitto ribadisce il contenuto della notifica della zona marittima depositata il 12 gennaio 2023 (M.Z.N.162.2023.LOS), compreso il decreto presidenziale n. 595 (2022) sulla delimitazione del confine marittimo occidentale dell’Egitto nel Mediterraneo, nonché le coordinate geografiche in esso contenute. Ribadisce inoltre quanto già espresso nella sua precedente corrispondenza, tra cui le Note Verbali del 23 dicembre 2019 (A/74/628), del 10 aprile 2023 (A/77/858) e del 9 aprile 2024 (A/78/848).

Il punto di rottura

Per quanto riguarda la Nota Verbale della Libia del 20 giugno 2025 (A/79/960), relativa all’annuncio del Governo greco di una gara internazionale per la concessione di licenze per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi nelle aree marine a sud del Peloponneso e di Creta, la Libia ha sostenuto che l’area dichiarata «Creta meridionale 2» si troverebbe all’interno delle zone marittime libiche.

L’Egitto respinge tali affermazioni e non riconosce alcuna rivendicazione che ricada nella sua zona economica esclusiva e nella sua piattaforma continentale, in quanto tali pretese ignorano i suoi diritti sovrani inalienabili. Tali aree sono state dichiarate in conformità con le decisioni e la legislazione pertinenti, tra cui il decreto del 15 gennaio 1951 sulle acque territoriali dell’Egitto e le sue successive modifiche, nonché il decreto presidenziale 595/2022.

L’Egitto respinge altresì il Memorandum d’intesa del 25 giugno 2025 tra la Libyan National Petroleum Company e la Turkish Petroleum Company, riguardante indagini geologiche, geofisiche e sismiche in quattro aree offshore del Mediterraneo. L’«Area 4» menzionata si sovrappone ai confini marittimi egiziani. L’Egitto rigetta qualsiasi misura, azione o effetto giuridico derivante dal presente Memorandum, nonché qualsiasi atto o attività nelle sue aree marittime basata su di esso.

Il Governo egiziano ribadisce la posizione già espressa nella Nota Verbale del 23 dicembre 2019 (A/74/628), con cui non riconosceva il Memorandum d’intesa del 27 novembre 2019 tra il Governo della Repubblica di Turchia e il Governo di Accordo Nazionale della Libia sull’istituzione di diritti marittimi nel Mediterraneo, respingendo qualsiasi misura, azione o effetto giuridico conseguente.

Parimenti respinge il Memorandum del 3 ottobre 2022 tra il Governo della Repubblica di Turchia e il Governo di Accordo Nazionale libico uscente sulla cooperazione nel settore degli idrocarburi, che considera nullo e privo di qualsiasi forza giuridica.

Una soluzione che vada bene a tutti

La Repubblica Araba d’Egitto ribadisce la propria disponibilità e impegno a cooperare in buona fede con gli Stati vicini, al fine di raggiungere accordi sulla delimitazione delle frontiere marittime conformi ai principi del diritto internazionale e a soluzioni eque a beneficio degli interessi comuni.

La Rappresentanza Permanente della Repubblica Araba d’Egitto presso le Nazioni Unite a New York chiede cortesemente che la presente Nota Verbale sia diffusa come documento ufficiale dell’Assemblea Generale, al punto 75 dell’ordine del giorno, e pubblicata sul sito web della Divisione degli Affari Oceanici e del Diritto del Mare, nonché nella prossima edizione del Bollettino del Diritto del Mare.

Relazioni greco-turche e la “Patria Blu”

Intanto, le relazioni greco-turche rimangono tese: la Turchia ha dichiarato che colpirà ogni obiettivo considerato ostile all’interno delle aree rivendicate come proprie acque territoriali.

La cosiddetta “Patria Blu”  della Turchia rivendica 462.000 km² nell’Egeo, nel Mediterraneo orientale e a Cipro, mettendo in discussione i diritti sovrani della Grecia e i principi del diritto internazionale.

“Neanche un uccello volerà verso la Patria Blu”, titolava l’edizione online del principale quotidiano turco, all’indomani del lancio del missile a lungo raggio Sİper.

Haluk Gurgun, presidente dell’Amministrazione delle Industrie della Difesa turche, ha scritto sui social: «Il successo è scritto nella Patria Blu. Il test di accensione di SİPER 1-D, sviluppato con risorse nazionali e condotto da MİDLAS, è stato completato con successo. Con questo, abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra posizione tra i pochi Paesi al Mondo in grado di utilizzare missili di difesa aerea a lungo raggio da proprie navi e lanciatori».

In sintesi, la pubblicazione turca afferma che il nuovo missile, imbarcato sulle fregate turche, sarà impiegato contro qualsiasi obiettivo considerato ostile all’interno della “Patria Blu”  turca, cioè anche all’interno delle acque territoriali greche, poiché Ankara non riconosce il diritto del mare e sostiene che le isole greche non godano di pieni diritti sulla Zee.

La Turchia rivendica la sovranità o i diritti sovrani su 462.000 km² di aree marittime nell’Egeo, nel Mediterraneo orientale, nella Propontide e nel Mar Nero, presentandole come aree soggette alla propria giurisdizione, nonostante gran parte appartenga alla piattaforma continentale e alla Zee greca, nonché alle aree marittime di Cipro.

 

George Labrinopoulos

Foto © Middle East Eye, Sovereignlimits, Britannica

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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