L’opposizione liberale ha già annunciato l’intenzione di cancellare il trattato entro 100 giorni in caso di vittoria alle prossime elezioni
Per la prima volta nella storia australiana, il Parlamento dello Stato di Victoria ha approvato un trattato che riconosce ufficialmente un organismo democratico rappresentativo per i popoli aborigeni e delle Isole dello Stretto di Torres.
Il Statewide Treaty Bill è stato approvato giovedì 30 ottobre dalla Camera Alta del Parlamento del Victoria, aprendo la strada all’entrata in vigore del trattato entro la fine dell’anno. È la prima volta che uno Stato o territorio australiano approva una legge che istituisce un trattato formale con le popolazioni indigene.
Questa decisione segna l’inizio del primo accordo ufficiale tra un Governo australiano e i popoli originari del Paese.
La premier e la struttura del nuovo organismo
La premier Jacinta Allan ha confermato che la legge sarà firmata a breve dal Governo statale e dalla First Peoples’ Assembly. Secondo l’esecutivo, il trattato intende dare alle comunità aborigene un ruolo diretto nelle politiche e nei servizi che riguardano le loro vite, con l’obiettivo di costruire un Victoria più equo e inclusivo.
Il Statewide Treaty Bill prevede la creazione di un nuovo organismo, il Gellung Warl, che comprenderà due organi aggiuntivi: uno con funzioni di controllo sull’operato del Governo e un altro destinato a proseguire il lavoro di verità e riconciliazione già avviato dalla Commissione di Giustizia Yoorrook. Quest’ultima ha il compito di documentare e riconoscere le modalità con cui le popolazioni indigene sono state trattate sin dall’arrivo dei coloni britannici, fornendo raccomandazioni al governo su come riparare i danni storici e favorire la riconciliazione.
Il trattato prevede inoltre:
una scusa ufficiale del Governo del Victoria verso i popoli indigeni;
un programma educativo nelle scuole primarie e secondarie per insegnare la storia e la cultura delle First Nations;
un fondo permanente che garantirà un finanziamento stabile al Gellung Warl una volta operativo.
La legge passerà ora al Governatore del Victoria per la firma ufficiale (Royal Assent), in qualità di rappresentante di Re Carlo III in Australia.
Il dibattito politico
L’opposizione liberale ha già annunciato l’intenzione di cancellare il trattato entro 100 giorni in caso di vittoria alle prossime elezioni, sostenendo che non sia lo strumento più efficace per migliorare la vita delle comunità indigene. In alternativa, propone l’istituzione di un nuovo dipartimento governativo, First Nations Victoria, incaricato di monitorare i progressi sugli obiettivi di uguaglianza (Closing the Gap). Il Governo ha chiarito che il trattato non conferisce alcun potere di veto all’Assemblea e che il Parlamento del Victoria resta pienamente sovrano.
Il Gellung Warl sarà quindi un organismo consultivo, eletto dagli Aborigeni, con il compito di rappresentare la loro voce presso le istituzioni.
Una giornata storica
La giornata è stata accolta con grande entusiasmo dalle comunità aborigene del Victoria. Per molte organizzazioni, tra cui la Victorian Aboriginal Community Controlled Health Organisation (VACCHO), l’approvazione della legge rappresenta il coronamento di decenni di battaglie per la giustizia e il riconoscimento. Il trattato viene interpretato come un passo concreto verso la guarigione, la verità e l’autodeterminazione, riconoscendo il ruolo storico degli anziani, la leadership delle generazioni presenti e l’impegno dei giovani nel costruire un futuro fondato sulla partecipazione diretta.
La First Peoples’ Assembly, guidata da Ngarra Murray e Rueben Berg, considera il provvedimento l’avvio di un nuovo capitolo fondato su giustizia, responsabilità e autodeterminazione. La legge consentirà alle comunità indigene di sviluppare soluzioni pratiche nei settori chiave della salute, dell’istruzione, della casa e della giustizia.
Il confronto
A prima vista, il Statewide Treaty Bill del 2025 e il referendum “The Voice” del 2023 possono sembrare simili, ma in realtà differiscono profondamente. Il trattato del Victoria non modifica la Costituzione federale: è una legge ordinaria approvata dal Parlamento statale. Ogni Stato australiano ha infatti la facoltà di legiferare su questioni locali, purché nel rispetto della Costituzione nazionale.
Di conseguenza, la legge sul Gellung Warl potrà essere modificata o abrogata con una semplice maggioranza parlamentare, senza ricorrere a un referendum. Il referendum The Voice, invece, mirava a inserire nella Costituzione un organo consultivo permanente presso il Governo federale, riconoscendo ai popoli indigeni il diritto di fornire pareri sulle politiche che li riguardano. Si trattava di un riconoscimento costituzionale destinato a rimanere stabile nel tempo, modificabile solo attraverso un nuovo referendum.
Le possibili conseguenze a livello nazionale e federale
Sul piano politico federale, l’impatto del Statewide Treaty Bill potrebbe rivelarsi significativo. Se il modello del Victoria dimostrerà di migliorare in modo concreto le condizioni delle comunità indigene, altri Stati potrebbero seguirne l’esempio.
Il South Australia e il Queensland hanno già avviato discussioni simili. Il Governo federale, guidato da Anthony Albanese, potrebbe utilizzare il caso del Victoria come esempio pratico di partecipazione indigena efficace anche senza una riforma costituzionale. In prospettiva, il Partito Laburista potrebbe rilanciare una nuova forma di Voice attraverso una legge parlamentare, evitando lo scontro politico del referendum respinto nel 2023.
Un laboratorio di riconciliazione
Il Trattato del Victoria non modifica la Costituzione, ma potrebbe influenzare la direzione del dibattito politico nazionale. Si tratta di un processo che nasce dal basso e dimostra come collaborazione e riconoscimento possano sostituire la polarizzazione politica. Il Victoria si propone così come un laboratorio di riconciliazione: un’esperienza non vincolante per il Governo federale, ma potenzialmente decisiva per il futuro politico, sociale e morale dell’Australia.
Giovanni Maria Pontieri
Foto © Il Post, The Australian, SBS













