Cinque capolavori raccontano come la nascita di Gesù è stata interpretata dagli artisti, tra Vangeli, simboli, emozione e trasformazioni storiche
La nascita di Gesù ha ispirato gli artisti fin dai primi secoli del Cristianesimo. Il tema della nascita e dell’infanzia sono ripresi dai Vangeli di Luca e Matteo, sotto forma di bassorilievi, mosaici e dipinti, senza contare la tradizione del presepe, inaugurata da San Francesco nel 1223 a Greccio. Attraverso cinque opere fondamentali possiamo osservare l’evoluzione di questo tema nell’arco dei secoli.
Giotto, Natività
Inserito tra le Storie di Cristo sulla parete destra della Cappella degli Scrovegni a Padova, il riquadro raffigura la Natività attingendo a diverse fonti, tra cui i Vangeli apocrifi.
La scena è ambientata in un paesaggio roccioso e la stessa Vergine è distesa su un declivio di pietra. In questa raffigurazione si vedono i primi interessi prospettici di Giotto. Rispetto al tradizionale immobilismo bizantino, Giotto realizza un ardito posizionamento prospettico della capanna. Le figure sono tridimensionali e richiamano ai modelli scultorei duecenteschi, mentre i volti, soprattutto quello della Madonna che guarda il figlio, sono molto delicati.
La Vergine sta deponendo Gesù in una mangiatoia, accanto alla quale compaiono una serva, il bue e l’asinello, mai menzionati nel Nuovo Testamento, ma presenti nelle scene della Natività grazie al Vangelo apocrifo di Pseudo–Matteo, che li interpreta come il compimento di una profezia veterotestamentaria. Questi animali rappresenterebbero il popolo ebraico e pagano, che Cristo è giunto a liberare.
Giotto ritrae San Giuseppe dormiente, in una posizione passiva nella nascita divina di Gesù. A destra sono raffigurati due pastori con i loro animali, mentre ascoltano l’annuncio di un angelo che, con altri quattro compagni, volteggia sulla capanna.
Andrea Mantegna, Adorazione dei pastori
Quest’opera giovanile di Mantegna si trova al Metropolitan Museum of Art di New
York. Fu commissionata all’artista da Borso d’Este durante un soggiorno ferrarese di Mantegna. Il dipinto, originariamente su tavola, è stato trasferito su tela. Narra la vicenda della Natività in un bellissimo paesaggio aperto, incorniciato da due rilievi scoscesi. La Madonna, circondata da minuscoli putti rossi, è assorta in adorazione del Bambino, nudo e raffigurato di scorcio, in una rappresentazione virtuosistica che Mantegna utilizza altre volte, si pensi al Cristo morto.
San Giuseppe è dormiente come in Giotto, mentre due pastori cenciosi e dalle fisionomie grottesche si inchinano davanti a Cristo appena nato. La bruttezza dei pastori, l’esaltazione di personaggi popolari, che si ritrovano in Caravaggio, dimostrano nel caso specifico della pittura di Mantegna il suo interesse per la pittura fiamminga.
In questa Natività l’asinello non compare e il bue è relegato a sinistra, dietro i personaggi principali. Il giardino recintato, o hortus conclusus, è una metafora ricorrente della verginità di Maria.
Sullo sfondo una strada tortuosa conduce alla Sacra Famiglia altri due personaggi e in lontananza si nota un grande albero la cui forma ricorda la Croce, gettando una luce inquietante sull’apparente serenità della scena.
Sandro Botticelli, Natività mistica
Questa unica opera firmata da Botticelli è del 1501 e si trova alla National Gallery di Londra. È un’opera che risale agli ultimi anni di vita dell’artista, quando la sua produzione si è definitivamente allontanata dagli ideali di bellezza pagana e classica che lo avevano reso celebre nella corte dei Medici a Firenze.
La sensibilità di Botticelli cambia in seguito alle tragiche vicende di Savonarola e della Repubblica fiorentina, dimostrando maggiori tensioni mistiche e lacerazioni interiori. Botticelli rinuncia alla prospettiva, alla naturalezza delle figure e alle corrette proporzioni. La Natività di Botticelli è pervasa di tensione.
Maria, Giuseppe, sempre dormiente, e il Bambino sono raffigurati all’imboccatura di una grotta, protetti da una tettoia e dal bue e l’asinello. Tutto intorno la scena è popolata di tanti angeli: sopra la tettoia ce ne sono tre, che indossano i colori delle virtù teologali (Fede, Speranza, Carità) e intonano un canto leggendo da un messale, mentre sopra le loro teste altri dodici danzano tenendosi per mano.
A destra e sinistra altri due angeli che recano rami d’ulivo mostrano la scena ad alcuni personaggi incoronati d’alloro. In basso altri angeli abbracciano uomini giusti, o forse lottano con loro, ricordando l’episodio biblico di Giacobbe con l’angelo, mentre demoni spaventati strisciano di nuovo nelle viscere della terra.
Una Natività teologica quella di Botticelli, che coniuga la prima venuta di Cristo, cioè la nascita terrena, con la seconda che riprende dall’Apocalisse. Botticelli, pittore dell’età dell’oro di Firenze, vive ormai un declino di quella stessa civiltà rinascimentale.
Pieter Paul Rubens, Adorazione dei pastori o La notte
Grazie alla geniale intuizione di Roberto Longhi, scopritore di Caravaggio, è stata attribuita a Rubens questa tela, realizzata nel giro di poche settimane e datata 1608, che si trova nella Pinacoteca Civica di Fermo. L’opera fu commissionata a Rubens da Flaminio Ricci, Superiore generale dei Padri Filippini.
Il pittore, con una scelta innovativa, impagina la scena in verticale, in uno spazio ristretto nel quale è quasi impossibile distinguere gli elementi dell’ambientazione, a parte un palo di legno e un paesaggio indistinto sullo sfondo. I personaggi sono in primo piano, tutti vicini al Bambino deposto nella mangiatoia.
A destra vediamo la Madonna che scosta le fasce mostrando il Figlio di Dio e un San Giuseppe non dormiente, ma nascosto, in senso di timore o pudore, dietro l’ombra della Madre. A sinistra Rubens, per la prima volta, raffigura quattro pastori, due uomini e due donne, che reagiscono alla vista di Cristo con una gestualità sconvolta, tipica della teatralità barocca.
In alto vi è un chiaro riferimento al dipinto di Caravaggio Le sette opere di misericordia, con un groviglio di angeli abbracciati, in cui forte è la tensione fra l’aspetto miracolistico e lo stupore terreno.
Ma l’originalità di questa opera di Rubens è nella scelta di ambientare l’Adorazione dei pastori di notte. Rubens gioca con contrasti tra luce e tenebre, anche qui legato alla tradizione pittorica veneta e a Caravaggio. L’unica fonte di luce che riverbera sulle fisionomie dei pastori è proprio quella di Gesù, il cui corpo emana bagliori divini.
Certamente Rubens vide e studiò La vocazione di San Matteo di Caravaggio, in cui la luce salvifica di Cristo colpisce l’apostolo e gli ignari personaggi. Nella composizione di Rubens prevalgono i toni spenti e scuri, interrotti solo dalla veste rossa del pastore, dal manto blu della Madonna e dal bianco accecante che circonda il Bambino.
Giovanni Battista Tiepolo, Adorazione dei Magi
In questo dipinto del 1753, che si trova all’Alte Pinakothek di Monaco, Tiepolo, durante
il suo soggiorno tedesco, si sofferma sull’Adorazione dei Magi. Le figure dei Re Magi, di cui sappiamo poche notizie dai Vangeli, hanno conosciuto nei secoli una grande fortuna e una complessa evoluzione iconografica. La figura dei tre Re Magi è stata codificata nei primi secoli del Cristianesimo in funzione dei doni che portano. Anche il loro status di re è apocrifo. Infine, l’idea di raffigurarli con fattezze straniere e abiti orientali, come fa Tiepolo, è piuttosto recente: è solo intorno al XIV secolo che l’aspetto dei Magi comincia a identificarsi con quello dei tre popoli discendenti dai figli di Noè.
Il dipinto di Tiepolo, con un impianto verticale, raffigura i tre re sulla sinistra, di cui uno in primo piano di spalle. La Madonna tiene il Bambino in braccio ed è seduta su rovine classiche. Anche qui vi è un riferimento alla tradizione apocrifa della Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, che riportò il fatto che nella notte di Natale la Basilica di Massenzio a Roma crollò in parte.
Tiepolo, in un’atmosfera rococò, non rinuncia a citare dettagli che risalgono alle radici popolari più antiche del Cristianesimo.
Paolo Montanari
Foto © Progetto Storia dell’Arte, Wikipedia, Vatican News













