Quest’angolo di Costa Azzurra amato dagli artisti è ricco di sorprese. Fra boschi di mimose, borghi storici e l’azzurro del mare, regnano buona cucina e tranquillità
Antibes, Le Cannet, Mandelieu-la-Napoule: un angolo di Costa Azzurra che riflette perfettamente quanto diceva lo scrittore Jean d’Ormesson: “Tutta la felicità del mondo sta nell’inatteso”. Chi si aspetta di trovare, a due passi da Cannes – tempio del cinema e della mondanità – luoghi adorati da Picasso e da altri grandi artisti, boschi di mimose e panorami sul mare da cartolina? I tre borghi che vi proponiamo sono fra di loro vicini e perfetti per una settimana di relax o un weekend lungo.
Ville sontuose ed edifici Art Déco

Il nostro percorso inizia ad Antibes e Juan–les–Pins, terra di vip. La massima concentrazione è a Cap d’Antibes con le sue sontuose ville private o l’Hotel Eden Roc gettonato dalle star internazionali. Ma anche Juan–les–Pins non scherza. Era una meta molto amata dagli americani negli Anni Venti. Fra i palazzi moderni, si celano splendidi edifici Art Déco.
Un giro nel cuore antico di Antibes, fondata nel IV sec a.C. dai greci, non può che iniziare da Port Vauban, dove godere del panorama sul mare, sulle Alpi Marittime e sugli yacht ancorati. La capienza è di 1500 posti. Si cammina lungo quanto rimane delle fortificazioni realizzate dal grande architetto militare Vauban per il re Francesco I. In posizione dominante, il cinquecentesco Fort Carré.
Un atelier per Picasso ad Antibes
Addentrandosi nella città vecchia, si raggiunge il Musée Picasso, affacciato sul mare e ospitato nell’antico Castello Grimaldi. Qui l’artista nel 1946 installa il suo atelier in una delle sale per sei mesi. Alla partenza, lascia le opere realizzate, incluse le ceramiche. Nasce così il primo museo su Picasso mentre lui era ancora vivente. Le creazioni risentono del contatto con i pescatori.
Artisti e artigiani a Le Cannet
Le Cannet è la vera sorpresa. A due km dalle spiagge di Cannes, adagiato su sette colline, un borgo antico racchiude botteghe di artisti e di artigiani, incluso un creatore di presepi provenzali. In passato era un insediamento di contadini e pescatori, fondato nel Medioevo da 140 famiglie giunte da Imperia e Oneglia. Fra le coltivazioni tipiche, l’arancio amaro detto bigarade, usato per marmellate e cosmetici, che prospera grazie al microclima della Costa Azzurra. A Le Cannet oggi si respira ovunque l’arte, a cominciare dai murales che decorano alcune case.
C’è poi la cappella sconsacrata di St. Sauveur, che accoglie gli affreschi dipinti su pannelli di legno dal pittore Tobiasse. Il tempio dell’arte a Le Cannet è il Museo Bonnard, che fino 31 maggio 2026 ospita la mostra Voici venu le temps du mimosa. esposto anche il suo celebre quadro L’Atelier aux mimosas (1939-1946). Pierre Bonnard (1867-1947), membro della confraternita Nabi, è l’artista per eccellenza di Le Cannet perché ha scelto di trascorrere la sua vita nel borgo, lasciandovi molte sue opere.
Tranquillità e buona cucina
Le Cannet è anche sinonimo di tranquillità. Nel borgo antico tutti si conoscono e si salutano, non ci sono furti. La sicurezza è una priorità dell’amministrazione in tutta la città. Un altro punto di forza è la ristorazione, qui si mangia bene ovunque. L’indirizzo di culto è La Villa Archange di Bruno Oger, ristorante gourmet due stelle Michelin. E per chi vuole gustare un pasto più veloce, c’è il suo Bistrot des Anges. A Le Cannet l’amore per la buona cucina si impara fin da piccoli: chef Oger, oltre ad aver cucinato per le star del Festival di Cannes, prepara anche il menu per le scuole.
Il castello di La Napoule in riva al mare
Ultima tappa, Mandelieu–la–Napoule è un comune composto dall’insediamento di La Napoule, sul mare, e da Mandelieu, nell’entroterra. Barche di lusso e campi di golf sulla costa ci raccontano di un turismo di classe, che qui è di casa dal 1891 quando fu creato il primo campo da golf dal granduca Michele di Russia. Ma La Napoule è anche arte, grazie ai coniugi americani Clews.
A loro si deve il restauro del castello medievale sul lungo mare. Marie e il marito scultore Henry si trasferiscono a La Napoule nel 1918. A lei si deve il progetto eclettico di ricostruzione – con elementi gotici e romanici – e la creazione dei giardini. Visitando il castello è facile immaginare in queste sale i due ricchi americani, che amavano vestirsi in stile medievale. E che amavano così tanto questo luogo da voler essere sepolti qui. Le terrazze sul mare sono frequentate da artisti, che dipingono l’incantevole paesaggio mediterraneo di questo lembo di Costa Azzurra.
Le mimose in fiore a Mandelieu
Nell’entroterra, a Mandelieu febbraio e marzo sono i mesi del tripudio delle mimose. Giunte dall’Australia, le mimose hanno trovato qui un habitat ideale. Oggi a poca distanza dal mare, a Mandelieu è possibile camminare fra piante di mimosa cresciute vicino a eucalipti, corbezzoli e querce da sughero. Negli anni Venti, Mandelieu era la capitale dei fiori di mimosa, con 80 vivaisti attivi. Oggi ne restano una ventina. Camminare fra gli alberi in fiore è un’esperienza unica. Incantati dal giallo delle mimose e dall’azzurro del cielo e del mare della Costa Azzurra, si gode davvero l’inaspettato che qui è bellezza pura.
Maria Tatsos
Foto © Y.Seurat, Vertige Photo, Maria Tatsos














