Il mondo della notte e la sicurezza: un compromesso da trovare

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Sicurezza Crans Montana

Crans-Montana e la stretta sui locali: sicurezza necessaria o rischio di colpire la movida? Quanto siamo disposti a sacrificare a causa della paura?

A volte tendiamo a non renderci conto di come ciò che accade intorno a noi influenzi la nostra routine. Troppo spesso pensiamo che qualcosa che non avviene in prossimità della realtà che conosciamo e viviamo non abbia ripercussioni, eppure accade continuamente. Occorre fermarsi un attimo e osservare i microcambiamenti che caratterizzano il nostro microambiente e contestualizzarli in uno schema più grande. 

Ad esempio, prendiamo il fenomeno delle chiusure di numerosi locali che si sta verificando negli ultimi mesi in Italia, e in particolare nella Capitale, e proviamo a considerare con un occhio più attento cosa è successo affinché ciò accadesse. Esaminando i fatti e il tempismo arriveremmo alla conclusione che qualcosa è cambiato dopo quanto successo la notte di Capodanno all’Alo Bar/Le Constellation a CransMontana. Sebbene possa sembrarci lontana, la tragedia di quella notte, ha fatto si che si accendessero i riflettori sulla nightlife che, come abbiamo tragicamente visto, in alcuni casi è sfuggita dal controllo delle istituzioni. 

Quando accade una tragedia chi ne è responsabile?

Nel momento in cui situazioni analoghe a questa accadono, si cerca sempre qualcuno da incolpare e l’intervento politico è decisivo e fondamentale per stabilire chi è responsabile di cosa. Quando l’eco di un evento così drammatico crea sgomento e una preoccupazione così risuonante, grazie anche all’enfatizzazione dei media, allora le istituzioni si mobilitano affinché disgrazie del genere non riaccadano. Tuttavia, sebbene siano assolutamente necessari e fondamentali degli interventi da parte delle autorità competenti, è altrettanto essenziale che essi non siano volti ad annientare una parte della vita sociale che ricopre una sua importanza. 

Troppo spesso ci dimentichiamo che il mondo della notte non è solo sesso, droghe, alcool e violenze e che non nasce per essere tale. La nightlife è uno spazio di coesione, di aggregazione, di cultura, di arte, di svago ed è anche il mezzo di cui si servono tanti giovani per fare tante esperienze che servono per l’arricchimento personale. La funzione che questa parte della vita sociale ricopre anche per la nostra collettività è sottovalutata e troppo spesso denigrata, eppure il divertimento e lo svago – purché sani – sono essenziali affinché la nostra società sia vitale e resiliente, ciò che a malincuore bisogna constatare non essere.

In aggiunta, è un settore che impiega molta forza lavoro che ha diritto di essere tutelata senza subire i pregiudizi che si attribuiscono al circuito dei locali notturni. Inoltre, la vita notturna contribuisce ad attirare un turismo di massa, perlopiù giovanile, come accade ad esempio in Spagna, destinazione considerata il fulcro della movida.

L’opinione di chi lavora nel settore

Proprio per evidenziare e sottolineare questi lati del mondo della notte abbiamo deciso di riportare la testimonianza di Alessandro Marini, in arte Chino, organizzatore di eventi da oltre venticinque anni in tutto il Paese, nonché artista dal ’95. Con la sua organizzazione (Superjam eventi e Comunicazione) è riuscito a portare avanti, faticosamente, un progetto da lui stesso costruito nonostante lo scenario che è tutto fuorché fertile in questo periodo storico. Il clima nei confronti del mondo della notte sarebbe cambiato «in modo evidente negli ultimi mesi, con un’accelerazione dopo la tragedia di Crans-Montana. Non è stata introdotta una nuova linea normativa, ma un’applicazione molto più rigida delle regole già esistenti» spiega Marini.

Secondo la sua testimonianza, dopo quell’episodio le autorità avrebbero aumentato controlli e verifiche in tutta Europa. In particolare a Roma, la pressione risulterebbe più intensa anche per la conformazione dei locali: spesso situati in zone centrali, difficilmente accessibili o all’interno di edifici storici non progettati secondo criteri moderni di sicurezza. In questo senso, l’evento viene indicato come un punto di svolta che ha acceso i riflettori sull’intero settore della nightlife.

Quali sono le istituzioni competenti?

Di fronte a questo cambio di approccio si apre, però, un nodo fondamentale: quali sono le istituzioni coinvolte nell’applicazione di queste misure e come si distribuiscono, concretamente, le responsabilità sul territorio? Dunque, il sistema di controllo e regolazione del settore della nightlife risulta articolato e distribuito tra diversi livelli istituzionali. In primo piano vi è la Prefettura, con competenze legate alla sicurezza e all’ordine pubblico, mentre la Questura interviene sugli aspetti operativi, inclusi i controlli e la gestione delle licenze. A livello locale, il Comune è responsabile del rilascio delle autorizzazioni e dell’applicazione delle normative urbanistiche e regolamentari. Secondo quanto riportato da chi lavora nel settore, dopo l’episodio di Crans-Montana il Ministero dell’Interno avrebbe esortato i prefetti a intensificare le attività di controllo sui locali.

Come riportato da Marini «non si tratta di un singolo attore: è un sistema che si muove insieme», esso in Italia rientra nella logica della “sicurezza integrata”, cioè la collaborazione tra enti diversi per la gestione dell’ordine pubblico e delle attività economiche a rischio.

Si parla di pretesti o di motivi fondati?

Il momento è cruciale, da una parte abbiamo un settore che impiega una grande forza lavoro quasi fermo, dall’altra le autorità che devono e vogliono far rispettare le normative e dimostrare che hanno ancora il controllo, tutto ciò cercando di mantenere lineare quello che dovrebbe essere l’obiettivo comune: una vita notturna sicura. Non è sbagliato domandarsi se i motivi per cui molti locali stanno chiudendo sono fondati oppure se sono vittime di un pretesto che si sta utilizzando pur di non doversi assumere i rischi e le responsabilità che il mondo della notte comporta. 

A tal proposito Alessandro Marini risponde dicendo: «la verità sta nel mezzo»; infatti come ci spiega, tragedie come quella di Crans-Montana dimostrano che il rischio è concreto e per questo i controlli sulla sicurezza sono giusti e necessari. Tuttavia, è opportuno sottolineare che il locale coinvolto nella vicenda di Capodanno era un Bar che svolgeva feste clandestine nel piano seminterrato della struttura che già presentava dei problemi strutturali e di sicurezza interna.

Sicurezza Crans MontanaInoltre, l’organizzatore spiega come i locali adibiti a discoteche e che nascono per essere tali hanno già dovuto passare una serie infinita di controlli, pertanto a volte quest’ultimi possono risultare sproporzionati e troppo rigidi: «molti locali non vengono chiusi perché pericolosi, ma poiché non riescono a stare dietro a una macchina burocratica sempre più pesante». Guardando i fatti di capodanno sotto questa prospettiva è naturale domandarsi se sia altrettanto necessario assicurarsi che situazioni clandestine non si verifichino in unità immobiliari che dichiarano un’attività di copertura o parzialmente veritiera.

Un cambio culturale impattante

Abbiamo, dunque, analizzato i motivi principali che hanno mobilizzato questo accanimento nei confronti della movida: tutto ciò è in parte una reazione emotiva e politica dove le istituzioni devono e vogliono dimostrare di avere controllo e, d’altro canto, si parla di responsabilità legale poiché nessuno vuole rispondere per non aver eseguito i controlli necessari. 

Alessandro Marini, però, non vuole far passare inosservata anche un’altra motivazione: «c’è stato un cambiamento culturale, la nightlife non è più vista come un settore culturale, bensì come un problema da gestire». Ciò è paradossale, poiché la notte è l’ora dell’arte, che sia la musica, la danza o l’arte di scoprire il mondo intorno a noi e di scoprire noi stessi. Tutto ciò non può e non deve essere impedito. Marini conclude così: «La sicurezza è fondamentale, ma non può diventare il pretesto per spegnere la notte, perchè la notte non è solo intrattenimento: è cultura, lavoro e identità. Come disse Jovanotti:la gente della notte sopravvive sempre“».

 

Germana Sofia Ramirez Arostica 

Foto © AI, Superjam eventi e Comunicazione

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