La storia di un medico che ha trasformato una tragedia personale in impegno concreto per i bambini e la solidarietà nel Mondo
Mentre il direttore di Eurocomunicazione, Giovanni De Negri, modera la dodicesima edizione del Premio Ausonia a Cariati (CS), vogliamo rendere omaggio a una grande calabrese.
Nel mio libro «Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo» ho dedicato un intero capitolo al motivo per cui, pur non essendo calabrese, mi piacerebbe esserlo. Scrivevo che la Calabria non è solo quella degli stereotipi, ma anche e soprattutto quella delle donne e degli uomini che, con il loro esempio, fanno onore alla loro terra, all’Italia e all’Europa. Fatta da una maggioranza silenziosa fatta di persone che affrontano le difficoltà senza perdere dignità, umanità e speranza.
Qualche settimana fa ho parlato di un eroe e asso dell’Aeronautica italiana come Fulco Ruffo di Calabria, oggi sento invece il bisogno di aggiungere idealmente un nuovo nome a quell’elenco. Quello della dottoressa Francesca Lo Mastro, medico, calabrese, ma, soprattutto, donna che incarna in modo straordinario il senso più profondo della parola resilienza.
Una vita dedicata agli altri
Nata a Stefanaconi, nel cuore della provincia di Vibo Valentia, Francesca Lo Mastro è cresciuta in una famiglia nella quale la madre Anna Maria e la nonna Caterina le hanno trasmesso, insieme alla sorella, valori destinati ad accompagnarla per tutta la vita: amore per lo studio, senso del dovere, solidarietà e convinzione che la cultura rappresenti il primo strumento per costruire persone migliori.
Dopo il liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia, si è trasferita a Roma, dove si è laureata in Medicina e Chirurgia alla Sapienza, conseguendo poi la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia, oltre a ulteriori perfezionamenti in omotossicologia, omeopatia e intolleranze alimentari, seguite da diverse pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali. Ha lavorato presso il Policlinico Umberto I, il Gemelli, il Fatebenefratelli, la Croce Rossa e, dal 2002, esercita come medico di medicina generale nella ASL Roma 1, seguendo il massimo numero di pazienti consentito.
Ma ciò che più colpisce non è il suo curriculum. È il modo in cui interpreta la professione. Per lei un medico deve anzitutto ascoltare, comprendere, accompagnare. L’umanità viene prima della tecnica. Un principio semplice, ma che racconta molto della donna che è.
Il dolore più grande
La vita, però, le ha imposto una prova che nessun genitore dovrebbe mai affrontare. Il 7 marzo 2022 il suo splendido figlio Federico perde la vita in un tragico incidente motociclistico. Un dolore immenso. Quel vuoto che nessuna madre potrà mai colmare. Eppure, proprio da quel dolore, Francesca Lo Mastro e il marito Massimo Giallatini hanno scelto di non lasciarsi travolgere dalla disperazione. Hanno deciso di trasformare una tragedia privata in un bene collettivo.
Quando l’amore diventa speranza
È nata così la Fondazione “Il sole non tramonta mai”, nome ispirato al libro omonimo, curato da Francesca Lo Mastro e Barbara Valenti, che raccoglie poesie, lettere e racconti scritti da Federico, insieme alle testimonianze di parenti e amici. Un titolo che oggi appare quasi profetico: perché davvero il sole non tramonta mai quando una vita continua a illuminare quella degli altri.
Federico era un ragazzo come tanti e, allo stesso tempo, diverso da tanti. Studiava Ingegneria meccanica, sognava di entrare nella Guardia di Finanza, e chi scrive lo stava preparando ai concorsi di ammissione. Lavorava consegnando pizze per contribuire al mantenenimento negli studi e, soprattutto, aveva una naturale attenzione verso chi soffriva. Quell’empatia oggi continua a vivere attraverso la Fondazione.
Le opere di bene
I proventi del libro hanno già permesso una donazione di oltre 12.000 euro alla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, destinata alla ricerca oncologica pediatrica e all’accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti. Un gesto per il quale il segretario generale della Fondazione ha espresso ufficialmente la propria gratitudine, sottolineando il valore umano e concreto dell’iniziativa realizzata nel nome di Federico.
Ma non è tutto. La Fondazione promuove ogni anno un concorso letterario con borsa di studio nella scuola frequentata da Federico, sostiene uno sportello di ascolto psicologico per studenti e famiglie e porta avanti progetti di solidarietà che hanno ormai superato i confini italiani.
In India, a Mysore, inaugurerà in autunno il centro di prima emergenza “Triage Emergence Federico Giallatini”, realizzato per i bambini della scuola sostenuta dalla Fondazione. Nelle Filippine vengono distribuiti alimenti, vitamine e probiotici ai bambini più poveri. In Namibia vengono garantiti aiuti alimentari alle famiglie più bisognose. Sono opere concrete, silenziose, lontane dai riflettori, ma capaci di cambiare realmente la vita di tanti bambini.
La Calabria resta sempre casa
Pur vivendo a Roma dall’età di diciotto anni, Francesca non ha mai smesso di sentirsi profondamente calabrese. Le radici ricevute dalla sua famiglia sono rimaste parte integrante della sua identità e della sua educazione. Quegli stessi valori li ha trasmessi anche a Federico, che trascorreva parte di ogni estate tra Stefanaconi, Tropea e Capo Vaticano, vivendo la Calabria come una parte irrinunciabile della propria storia personale.
Una donna che onora la Calabria
Confesso che questa storia mi ha profondamente colpito, oltre che emozionato. Da padre e da nonno, prima ancora che da giornalista, faccio fatica perfino a immaginare una sofferenza simile. La peggiore che un essere umano possa affrontare. La stessa sofferta da mia mamma – paziente di Francesca – per la perdita della mia unica sorella. Ma proprio per questo considero Francesca Lo Mastro una di quelle donne che fanno onore non soltanto alla Calabria, ma all’Italia intera.
Nel mio libro scrivevo che la Calabria non é fatta solo di feroci criminali, ma anche, e soprattutto, di donne e uomini capaci di affrontare le difficoltà senza perdere la propria umanità, contribuendo con il loro esempio a superare stereotipi antichi e ingiusti.
Oggi aggiungerei un nuovo nome a quell’ideale elenco. Quello di Francesca Lo Mastro. Una professionista competente. Una donna che, nonostante una sofferenza indicibile, continua ogni giorno a esercitare la medicina in onore del figlio Federico, convinta che essere medico significhi anzitutto ascoltare, essere vicini all’altro e mettere l’umanità prima della professionalità. Ed è probabilmente proprio questa straordinaria umanità ad averle dato la forza di trasformare il dolore per la perdita di Federico in una missione di speranza per tanti altri bambini.
Una madre ferita nel punto più profondo dell’anima. Una donna che avrebbe avuto tutte le ragioni del mondo per chiudersi nel proprio dolore e che invece ha scelto di aprirlo agli altri, trasformandolo in solidarietà, cultura, educazione e speranza.
In un tempo in cui troppo spesso fanno notizia l’odio, la violenza e l’egoismo, storie come questa meritano di essere raccontate. Perché ci ricordano che il bene esiste davvero. E che, qualche volta, riesce perfino a nascere dalla più grande delle sofferenze. Forse è proprio questo il significato più autentico del titolo scelto da Francesca e Massimo.
Il sole, quando è alimentato dall’amore, non tramonta davvero mai.
Alessandro Butticé













