Axios: la bozza dell’accordo Usa-Iran

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Accordo Usa Iran

Washington valuta un accordo temporaneo per riattivare i transiti navali nel Golfo Persico e favorire nuovi colloqui sul nucleare

Washington punta a un annuncio imminente sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo un’esclusiva pubblicata da Axios, gli Stati Uniti, l’Iran e l’Oman sarebbero ormai molto vicini alla definizione di un accordo provvisorio che consentirebbe la ripresa della navigazione nella strategica via marittima del Golfo Persico. L’intesa, frutto di settimane di negoziati riservati, potrebbe essere annunciata dalla Casa Bianca già entro mercoledì, secondo quanto riferito da due fonti regionali e da un funzionario statunitense citati dalla testata americana.

L’obiettivo dell’accordo è da un lato ristabilire il cessate il fuoco tra Washington e Teheran dopo le recenti tensioni militari, dall’altro creare le condizioni per la ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano, considerato uno dei principali nodi della sicurezza internazionale.

Trump concede altro tempo alla diplomazia

Secondo Axios, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe deciso lo scorso fine settimana di sospendere la vasta operazione militare che aveva precedentemente minacciato nei confronti dell’Iran, preferendo concedere un’ulteriore opportunità agli sforzi diplomatici. La scelta viene interpretata come un tentativo di favorire una soluzione negoziale alla crisi. Tuttavia, le stesse fonti sottolineano che la finestra temporale resta limitata: qualora non si raggiungerà un’intesa definitiva in tempi brevi, il presidente americano potrebbe autorizzare un’operazione militare su larga scala contro obiettivi iraniani.

La bozza dell’intesa

Il piano negoziato prevede un accordo temporaneo della durata iniziale di 60 giorni tra Oman e Iran per disciplinare il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz, con la possibilità di prorogare successivamente l’intesa.

Secondo quanto riportato da Axios, il progetto stabilisce che tutte le navi dirette nel Golfo Persico attraverseranno una rotta settentrionale passando nelle acque territoriali iraniane. Le imbarcazioni in uscita verso il Mar Arabico utilizzeranno invece il corridoio meridionale nelle acque territoriali dell’Oman, con un sistema di coordinamento condiviso con Teheran. Durante il periodo transitorio di due mesi non saranno applicati pedaggi né tariffe di transito alle navi commerciali. Parallelamente, le parti si impegnano a completare la bonifica delle mine presenti nella corsia centrale dello Stretto entro 30 giorni. Una volta conclusa l’operazione di sminamento, il corridoio centrale dovrebbe essere riaperto alla navigazione in entrambe le direzioni nell’ambito di un accordo permanente che Oman e Iran negozieranno successivamente.

Un precedente tentativo fallito

Non è la prima volta che i mediatori cercano di raggiungere un’intesa. Axios ricorda infatti che circa tre settimane fa la Casa Bianca, l’Oman e gli altri Paesi coinvolti nella mediazione ritenevano di aver ormai definito un accordo con Teheran. Quel tentativo, tuttavia, fallì quando l’Iran riprese gli attacchi contro le navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. La nuova escalation provocò altre due settimane di tensioni e combattimenti, riportando Stati Uniti e Iran a un passo da un conflitto militare su vasta scala.

Un contributo determinante ai negoziati sarebbe arrivato dai principali attori regionali. Oltre all’Oman, tradizionale mediatore tra Washington e Teheran, avrebbero partecipato attivamente agli sforzi diplomatici anche Qatar, Pakistan e Arabia Saudita. La Casa Bianca avrebbe seguito direttamente l’evoluzione dei colloqui, mantenendo un costante coordinamento con i mediatori. Negli ultimi giorni si sarebbero susseguiti contatti tra l’inviato speciale Usa, Steve Whitkov, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il capo della diplomazia omanita Badr al-Bushaidi, nel tentativo di definire gli ultimi dettagli dell’intesa.

Il via libera di Teheran

Accordo Usa IranSecondo le fonti regionali citate da Axios, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe espresso un consenso di principio al piano già durante lo scorso fine settimana. Restava però da ottenere l’approvazione definitiva della massima leadership politica e militare della Repubblica islamica. Sempre secondo un funzionario statunitense e una delle fonti regionali consultate dalla testata americana, il processo di approvazione interna si sarebbe concluso positivamente martedì, rimuovendo così l’ultimo ostacolo alla formalizzazione dell’accordo.

Se l’intesa sarà effettivamente annunciata nelle prossime ore, rappresenterà un importante passo verso la riduzione delle tensioni nel Golfo Persico, garantendo la ripresa della navigazione in uno dei corridoi marittimi più strategici al Mondo e aprendo al tempo stesso un nuovo ciclo di negoziati sul programma nucleare iraniano.

 

 

George Labrinopoulos

Foto © RSI, Startupbusiness, Wikipedia

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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