Nuovo Governo: il premier Mario Draghi annuncia i ministri

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Nuovo Governo

Il giuramento dei componenti sabato 13 febbraio

Un nuovo Governo fra tante conferme e 16 new entry, che ha nuovamente istituito il ministero del Turismo, importante volano dell’industria italiana con un’incidenza del 13% sul Pil.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il prof. Mario Draghi. Il quale, sciogliendo la riserva formulata lo scorso 3 febbraio, ha accettato di formare il nuovo Governo” – scrive in una nota il Quirinale – “e ha sottoposto a Mattarella le proposte relative alla nomina dei ministri, ai sensi dell’articolo 92 della Costituzione. Il presidente della Repubblica ha firmato i relativi decreti. Il giuramento dei componenti il Governo avrà luogo domani, sabato 13 febbraio»

La lista dei ministri

1) Daniele Franco all’Economia

2) Giancarlo Giorgetti allo Sviluppo economico

3) Roberto Speranza alla Salute

4) Roberto Cingolani a Ambiente Transizione ecologica

5) Luigi Di Maio agli Esteri

6) Marta Cartabia alla Giustizia

7) Renato Brunetta alla Pubblica Amministrazione

8) Andrea Orlando al Lavoro

9) Luciana Lamorgese agli Interni

10) Erika Stefani alle Disabilità

11) Vittorio Colao all’Innovazione tecnologica

12) Patrizio Bianchi all’Istruzione

13) Dario Franceschini alla Cultura

14) Federico D’Incà ai Rapporti con il Parlamento

15) Massimo Garavaglia al Turismo

16) Elena Bonetti Pari Opportunità

17) Mara Carfagna al Sud e Coesione

18) Lorenzo Guerini alla Difesa

19) Maria Stella Gelmini alle Autonomie

20) Fabiana Dadone alle Politiche Giovanili

21) Stefano Patuanelli all’Agricoltura

22) Enrico Giovannini alle Infrastrutture

23) Cristina Messa all’Università

Le donne ministro del Governo sono 8, mentre gli uomini sono 15

Otto ministri sono tecnici: Marta Cartabia (Giustizia), Luciana Lamorgese (Interni); Vittorio Colao (Innovazione tecnologica); Daniele Franco (Economia), Roberto Cingolani (Ambiente e transizione ecologica); Enrico Giovannini (Infrastrutture e Trasporti), Patrizio Bianchi (Istruzione) e Cristina Messa (Università).

7 ministri del governo Conte Bis confermati, 16 new entry

Da mercoledì 3 febbraio, giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’incarico di formare il governo a Mario Draghi (che ha accettato con riserva), a venerdì 12 febbraio sono passati dieci giorni. Che sono serviti a responsabilizzare i partiti politici che hanno dato ampia disponibilità (eccetto Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che svolgerà un ruolo di “opposizione patriottica”), all’Italia che ha recuperato credibilità e prestigio sui mercati internazionali tanto che lo spread è passato dai 105,04 punti del 3 febbraio ai 90 punti del 12 febbraio.

Dieci giorni che hanno sconvolto il panorama politico italiano e che sono serviti a tessere la tela della coabitazione in nome dell’unità nazionale. L’effetto Draghi sullo spread è stato salutare: la differenza di rendimento con i bund tedeschi è scesa a 91 punti per la prima volta dopo oltre 5 anni. Le previsioni degli analisti volgono all’ottimismo, puntando sino in area 60 punti.

Che Governo è?

Innanzitutto un Governo istituzionale, fortemente voluto dal Quirinale, con l’ingresso di personalità di alto profilo nel campo dell’economia, della finanza, del mondo scientifico e culturale. Con un’ampia maggioranza di (quasi) tutte le forze politiche, proprio come indicato da Mattarella per un Governo di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Una coabitazione per il bene della Nazione.

Che Mario Draghi fosse un predestinato all’incarico di formare un governo bisogna andare all’intervento fatto al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini del 18 agosto 2020. Ecco alcuni passi del Draghi-pensiero. «Dalla politica economica ci si aspetta che non aggiunga incertezza a quella provocata dalla pandemia e dal cambiamento. Altrimenti finiremo per essere controllati dall’incertezza invece di esser noi a controllarla (…) Il fatto che occorra flessibilità e pragmatismo nel governare oggi non può farci dimenticare l’importanza dei principii che ci hanno sin qui accompagnato (…) Il debito, sottoscritto da Paesi, istituzioni, mercati e risparmiatori, sarà sostenibile, continuerà cioè a essere sottoscritto in futuro, se utilizzato a fini produttivi ad esempio investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture cruciali per la produzione, nella ricerca ecc. se è cioè “debito buono”. La sua sostenibilità verrà meno se invece verrà utilizzato per fini improduttivi, se sarà considerato “debito cattivo”».

Sostenibilità al primo posto

«Il ritorno alla crescita, una crescita che rispetti l’ambiente e che non umili la persona, è divenuto un imperativo assoluto: perché le politiche economiche oggi perseguite siano sostenibili, per dare sicurezza di reddito specialmente ai più poveri, per rafforzare una coesione sociale resa fragile dall’esperienza della pandemia e dalle difficoltà che l’uscita dalla recessione comporterà nei mesi a venire, per costruire un futuro di cui le nostre società oggi intravedono i contorni».

«Le tre qualità indispensabili a coloro che sono in posizioni di potere: la conoscenza per cui le decisioni sono basate sui fatti, non soltanto sulle convinzioni; il coraggio che richiedono le decisioni specialmente quando non si conoscono con certezza tutte le loro conseguenze; l’umiltà di capire che il potere che hanno è stato affidato loro non per un uso arbitrario, ma per raggiungere gli obiettivi che il legislatore ha loro assegnato nell’ambito di un preciso mandato (…) La situazione di oggi richiede però un impegno speciale: come già osservato, l’emergenza ha richiesto maggiore discrezionalità nella risposta dei governi, che non nei tempi ordinari: maggiore del solito dovrà allora essere la trasparenza delle loro azioni, la spiegazione della loro coerenza con il mandato che hanno ricevuto e con i principi che lo hanno ispirato».

La convergenza dell’opinione pubblica sull’uomo con le qualità riconosciute a livello internazionale fanno immaginare una nuova era politica ed economica, che prepara la strada del Quirinale a Mario Draghi quale successore naturale di Sergio Mattarella. Un uomo autorevole, credibile, che infonde fiducia a tutti in un’era di incertezze e di difficoltà economiche e sociali aggravate dalla pandemia non ancora fermata.

 

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Quirinale, Sapi

Video © Eurocomunicazione

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