Voci dell’Aldilà, le registrazioni di Jurgenson, Raudive e Bacci

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I viventi di ieri continuano a rimanere in un mondo spirituale simile al nostro conservando intatta la loro personalità

Primo vero ricercatore della metafonia fu il regista Friedrich Jurgenson. Nel 1959 il regista si trovava nella propria residenza di campagna vicino Stoccolma. Da una finestra decise di registrare il verso di alcuni uccelli, mediante un magnetofono, per immetterli nella colonna sonora di un suo film. Nell’ascoltare il nastro si rese conto di aver inciso non solo il verso degli uccelli ma anche delle voci soffuse senza che vi fosse nessuno nei dintorni. Pensò a un malfunzionamento dell’apparecchio, lo smontò ma non trovò nulla di anormale. Si mise al lavoro con un apparecchio radiofonico e ritenne di udire voci che lo chiamavano. Incuriosito dal fenomeno decise di dedicarsi a studi approfonditi sulle “voci” riascoltando per ore le registrazioni. Le quali furono, poi, convalidate da tecnici, fisici, psicologi come voci di entità e non di persone viventi.

Il filosofo e psicologo Konstantine Raudive riprese il lavoro di Jurgenson

Konstantine Raudive, allievo di Jung, era nato a Dagda in Lettonia nel 1909. Insegnò psicologia presso l’Università di Uppsala in Svezia e fu noto romanziere e filosofo. Nel 1964 Raudive, iniziò a studiare il fenomeno delle voci lasciando un registratore su nastro magnetico acceso di notte in luogo silenzioso. Inizialmente i risultati furono deludenti, ma una notte, ascoltando l’ennesimo nastro registrato, sentì voci molto chiare incise. Alcune parlavano in tedesco, altre in lettone, altre in francese. Una voce in particolare lo colpì, una donna diceva chiaramenteVa dormir Margarete“. Quella voce lo scosse perché riconobbe una sua amica, Margarete Petrauzki. La quale era appena deceduta per una dolorosa malattia, e Raudive si era molto rattristato per quella scomparsa.

Dopo questo inizio lo psicologo ebbe i primi successi. Tenne conferenze per illustrare al pubblico i suoi risultati. Si rese conto da subito come fosse difficile fare accettare all’opinione pubblica questa nuova branca della parapsicologia. Egli continuò a condurre una scrupolosa analisi sulle “voci” e definì una metodologia raggruppandole in tre gruppi. In quello A inserì le voci che non richiedevano particolare allenamento dell’orecchio per essere identificate. Nel gruppo B quelle che parlavano rapidamente e dolcemente. Nel gruppo C quelle che davano una grande quantità di dati paranormali che però erano così sfortunatamente acute da porsi oltre la possibilità per l’orecchio umano di sentirle con chiarezza.

La radio come mezzo di ascolto delle “voci”

Raudive si accorse di poter ricevere le voci paranormali anche tramite la radio sintonizzata sulle onde corte. Si cerca una stazione libera da trasmissioni e poi si registra il rumore di fondo della portante per alcuni minuti. Spesso riascoltando il nastro si possono udire le voci che sono state registrate. Raudive mise in evidenza la velocità delle parole e il miscuglio delle lingue usate (spesso anche il latino e potrebbe trattarsi di entità che vissero nel periodo in cui Roma dominava). Le “voci” hanno un loro ritmo che le contraddistingue, usano frasi telegrafiche, anche brevi, che non tengono conto di regole grammaticali, usando spesso neologismi. Alcune società di parapsicologia sono rimaste impressionate ascoltando le registrazioni del romanziere-filosofo, che ha coinvolto anche personaggi famosi del passato deceduti.

Tra le migliaia di voci registrate anche il suo contatto con la madre deceduta da tempo che si rivolgeva a lui in lingua lettone ma pure utilizzando termini che in vita non poteva conoscere e che appartenevano a lingue come lo spagnolo e lo svedese. Fu la madre a incoraggiare Raudive a portare avanti lo sforzo di conoscenza invitandolo ad appoggiarsi a lei per introdurre altri parenti anche loro scomparsi, che aspettavano il loro turno per il “ponte” con i vivi.

Il misterioso caso del pappagallino  medium di Amburgo

In occasione di una dimostrazione al pubblico, il ricercatore Raudive fece udire i messaggi, incisi su nastro magnetico, pervenuti per tramite di un pappagallino medium. La storia comincia ad Amburgo ove viveva una coppia, i coniugi Damàros, che avevano una unica figlia, Barbara. A Natale del 1970 regalarono alla ragazza un pappagallino, immaginando che avrebbe appreso a parlare. Grande la delusione, in quanto, il volatile non imparò alcun vocabolo. Nel giugno del 1971 Barbara morì per una malattia inspiegabile. I genitori inconsolabili dopo la sua morte conducevano penosamente la loro esistenza. Di lì a poco il pappagallino appartenuto a Barbara, che loro curavano con affetto nel ricordo della figlia, cominciò a parlare con la voce di uomo, dando notizie della giovane e assumendo talvolta anche la voce di lei per dire in tedesco. “Io sono Barbara“.

Fu chiamato Raudive che con le sue registrazioni si rese conto come le comunicazioni tramite il volatile, fossero riconducibili alla figlia dei Damàros. Fu lo stesso pappagallino a insistere perché i coniugi incontrassero Raudive. Il ricercatore ha descritto minuziosamente come il pappagallino venisse colto da un sonno improvvisotrance. Nonostante gli occhi rimanessero aperti, non presentavano alcuna reazione quando una fiammella veniva loro passata davanti. La piccola gola si gonfiava quindi una forte voce cominciava a parlare. Le “voci” si servivano di lui per comunicare. È da far notare che il 5 maggio del 1974, i coniugi Damàros seppero dal pappagallino che il “dott.Rauda” così veniva chiamato Raudive dalla “voce” del pappagallino, sarebbe morto il 2 settembre dello stesso anno. Cosa che avvenne puntualmente.

Marcello Bacci il tecnico grossetano precursore della metafonia

Il grossetano, Marcello Bacci (1927 – 15-7-2019), iniziò a interessarsi del paranormale fin dal 1949. Dopo alcuni anni di sperimentazione con il magnetofono alla ricerca di “voci paranormali” passò all’ascolto con un apparecchio radio ricevente, un Nordmende a valvole. Il centro Psicofonico di Grosseto fondato da Bacci ha registrato in trenta anni migliaia divoci” che si esprimono in pensieri e considerazioni. Un terzo degli interventi, Bacci, lo ha dedicato a favorire l’incontro fra vivi e persone scomparse.

Marcello ha messo a disposizione il suo centro di ascolto in modo del tutto gratuito, senza mai pretendere nulla. Cercava di alleviare lo strazio di genitori o parenti che avevano perduto un figlio in incidenti o per gravi malattie, un fratello, una madre, un padre, una sorella. Queste persone riconoscendo oltre ogni ragionevole dubbio la voce del congiunto, uscivano dalla sala degli ascolti, rinfrancate dal fatto che oltre la morte esiste ancora la vita. Ma in una forma – dicevano le voci – più sublime di noi viventi.

L’apparecchio radio di Bacci catturava “le voci”

Bacci durante i suoi esperimenti sintonizzava la radio su una banda corta SW. L’uso dell’apparecchio radio a valvole, fu suggerito al ricercatore dalle stesseentità“. I contatti radio avvenivano sempre in presenza del Bacci che evidentemente era “l’elemento mediatico” in grado di convogliare le energie sconosciute. Tentativi di stabilire il contatto in assenza di Bacci hanno dato sempre esito negativo. Il tecnico sintonizzava l’apparecchio dove, però, non vi erano trasmissioni. Dopo un’attesa variabile, la portante subiva un cambiamento. Sparivano i rumori di fondo e si sentiva un segnale acustico molto particolare, come un vortice di vento che va e viene. Si sentono poi le voci che cominciano a parlare e iniziano a colloquiare chiamando i parenti, se presenti, con i loro nomi.

Il congiunto dando conferma della sua presenza in sala, iniziava un dialogo diretto con l’entità che affermava la propria sopravvivenza in altra dimensione, e manifestava stupore di ritrovarsi in una luce sfolgorante.

A proposito del “vortice di vento”

Vorrei ricordare che questa stessa particolarità del “vortice di vento” risulta presente nelle descrizione fatte da alcuni giornali francesi sulla prima apparizione di Lourdes: “Bernadette Soubirous l’11 febbraio 1858 mentre raccoglieva legna in compagnia di una sorella e una amica udì una sorta di vortice di vento e volgendo lo sguardo verso la grotta vide una Signora misteriosa vestita di bianco“.

I contatti di Bacci con le entità

I contatti con il ricercatore Bacci duravano in media mezz’ora. Una volta si presentò un’entità guida che affermò chiamarsi Cordula. Questa chiamò Bacci per nome e poi si espresse in più lingue. Una volta si manifestò una “voce” che parlava russo e lasciò tutti i presenti impressionati perché non conoscevano questa lingua. Chiamato un interprete la “voce” si qualificò con il nome di Gregorio, fornendo notizie sulla sua passata vita terrena. Disse di essere stato un monaco cristiano vissuto nel VI secolo.

Le voci hanno raccontato la differenza con la realtà terrena. Nell’altra dimensione le tonalità di luce sono molto più splendenti e accentuate, ma dicono, “c’è anche tanto grigio”. Parlano delle loro esperienze a volte positive, altre volte negative. Di demoni che tentano di ostacolare il cammino delle Entità positive verso la Luce. Un’esperienza particolare, che pur nello scetticismo di molti, ci porta a riflettere sulla propria esistenza.

Nel prossimo articolo i contatti della ricercatrice Alvisi con famosi personaggi e le descrizioni vissute dal veggente Swedenborg nell’Aldilà.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Amedit, Ginevra Larosa, Ebay, You Tube

 

Articoli precedenti:

L’Aldilà esiste ed è bello, ma non per tutti (6 giugno 2019, link)

L’Aldilà esiste ed è bello II, le testimonianze (9 giugno 2019, link)

Voci dall’AldilàPsicofonia il fenomeno del contatto con entità in altra dimensione (24 aprile 2021, link)

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