Siamo un popolo di santi, di navigatori e di vaccinati

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Nella battaglia contro il virus l’Italia è ai primi posti, ma sarà un bene?

Ogni tanto anche noi italiani abbiamo qualcosa di cui andare fieri e non parliamo solo di calcio europeo o delle medaglie olimpiche, ma di qualcosa che il Mondo, almeno pensiamo, ci invidia: il Green Pass e il nostro rigore nel farlo applicare. Almeno per i vaccinati.

Se un italiano, come ben sappiamo, vuole lavorare, studiare, divertirsi, andare al ristorante ha l’obbligo di averlo sempre con sè, è il passepartout che ci apre, almeno crediamo, tutte le possibilità per vivere tranquillamente. Dando finalmente un calcio alla paura del Covid.

Contrasti

Certamente rimangono ancora dei lati contraddittori sull’uso del Green Pass come, ad esempio, si deve mostrare per andare al ristorante che ha i tavoli già contingentati, ma non è d’obbligo usarlo su un autobus stracolmo all’ora di punta. E lo stesso vale per i treni dei pendolari. L’unica risposta è che il virus ha paura dei mezzi di trasporto.

Ma il vero pericolo che può ostacolare il Green Pass sono i No vax, gente contro il vaccino e i vaccinati che non capisce ancora l’importanza di questo documento. E, pertanto, vanno condannati anche se con il rischio del grottesco.

Prese di posizione

Ci sono giornalisti che vogliono dichiarare fuori legge e metterli alla stregua degli evasori fiscali oppure virologi che li definiscono addirittura dei “sorci”, un ex sindacalista invoca perfino i cannoni Bava Beccaris e uomini delle istituzioni li vogliono mettere ai margini della società come dei reietti.

Si potrebbero elencare altre simili amenità, ma basta guardare le tv nazionali o le radio e i giornali per avere altre numerose prese di posizione su questo tono.

Oppositori

Per superare queste contraddizioni, proprio perché siamo in una democrazia, occorre un dibattito vero, chiaro e sincero senza barricate, dove è possibile anche dissentire dalla propaganda ufficiale, come dovrebbe essere in ogni società matura.

Comunque, democrazia o meno, stiamo diventando un popolo serio che attua le leggi del proprio Stato. Sta nascendo, possiamo dirlo, una nuova Italia, almeno in ambito sanitario superando per efficienza addirittura i tedeschi.

Differenze

Davanti a questi nostri successi, infatti, mi sarei aspettato che la Germania, essendo il punto di confronto per eccellenza dell’Europa, avesse le stesse nostre idee, ovviamente ancora più efficaci. E invece niente di tutto questo.

Nelle recenti elezioni tedesche, ad esempio, nessun politico, nessun media importante, ha affrontato come noi il tema del Green pass.

Paragoni

Che fossimo improvvisamente diventati più tedeschi dei tedeschi? Purtroppo, non credo proprio.

Alcuni tra i più importanti costituzionalisti come Alexander Thiele dell’Università di Gottinga, afferma, come del resto anche altri costituzionalisti italiani, che: «Obbligare i cittadini a vaccinarsi sarebbe giustificabile solo nel caso che scoppiasse una pandemia assolutamente ingestibile».

Come funziona in Germania

È come se su 90 milioni di tedeschi si fossero ammalati 20 milioni, ma ancora, per fortuna, si parla solo di alcune decine di migliaia di colpiti dal virus e decessi assai limitati.

Ho appreso così che questo popolo non conosce come noi l’obbligatorietà della ormai mitica “mascherina” e né, tanto meno, conoscono il Green pass all’italiana, ma addirittura coloro che lavorano nella sanità non hanno l’obbligo vaccinale, così per i trasporti dove ognuno può viaggiare all’interno della Germania senza alcuna restrizione e senza il foglio lasciapassare.

La stampa tedesca

Mettiamo a confronto due giornali importanti come il Frankfurt Allgemeine, di tendenza conservatrice e il Süddeutsche Zeitung, progressista.

Il primo afferma in un editoriale che “Non è compito dello Stato proteggere il cittadino da sè stesso” e l’altro davanti alla proposta di accelerare in tutti i modi la vaccinazione ha scritto che “È un errore aumentare la pressione, giusto invece migliorare informazione e disponibilità”, altro che i cannoni di Bava Beccaris.

Altri punti di vista

Gli ha fatto eco a queste affermazioni la psicologa Katrin Schmelz dell’Università di Costanza. «L’obbligo»afferma«in queste condizioni sarebbe un errore, perché la propensione a vaccinarsi (ovviamente) è molto più alta quando esiste una scelta che quando si è costretti ad adempiere ad un obbligo».

Potremmo continuare con molte altre prese di posizione, basta andare su internet e leggere le varie spiegazioni. E trovarle tutte assai lontane da quelle italiane.

Incidenza e vaccinati

Sorge spontanea allora una domanda, questa differenza di atteggiamento è perché in Germania la situazione è meno grave che da noi? In realtà l’incidenza settimanale accertata è di 76 casi su 100 mila abitanti, in Italia 64.

Allora, probabilmente, sono tutti vaccinati? I dati sono a favore dell’Italia con 68% di vaccinati contro il 62% di teutonici.

Forse da loro non esiste il fenomeno dei No Vax? In tutta la Germania si sono avute manifestazioni No vax con decine di migliaia di contestatori che hanno bloccato città come Berlino, Amburgo, Monaco, Stoccarda.

Rigore italico

A questo punto due sole possono essere le possibilità: o la Germania sta giocando d’azzardo una politica vaccinale pericolosa, oppure siamo noi troppo attenti alle regole.

Ci vantiamo che in Europa siamo solo noi ad avere un Green Pass così severo, ma siamo sicuri che poi siamo noi i migliori?

 

Antonello Cannarozzo

Foto © Orgoglio Nerd, Vivienna, Tumbral, Ipsos

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