Ponte di ferro, in poche ore crolla un pezzo di storia di Roma

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Ponte di ferro

Un’altra terribile storia lo accomuna a un episodio che risale al 1944, quando la Capitale era ancora occupata dai nazisti

Nella notte tra il 2 e 3 ottobre, a Roma, il Ponte dell’Industria conosciuto dai romani come “Ponte di Ferro” è, in parte, crollato. La causa è da ricercarsi nelle altissime fiamme che, probabilmente, si sono sviluppate da alcune baracche di senzatetto. Infatti da tempo occupavano il greto del Tevere.

Il ponte che si trova a poche centinaia di metri dal Gazometro, univa i due quartieri Marconi e Trastevere con la via Ostiense. Inoltre era un punto nodale di grande importanza per la parte sud della Capitale.

Le zone limitrofe sono rimaste completamente al buio, per qualche tempo, in quanto i cavi dell’elettricità che passavano sotto il ponte sono bruciati. Il disastro è grosso e in 157 anni dalla sua inaugurazione nel 1863 mai un imprevisto di tali proporzione era accaduto. Solo nel 2013 si verificò una situazione simile ma non della stessa gravità.

La storia del Ponte di Ferro

Nel 1862 quando Roma era ancora governata dai pontifici, su commessa di Pio IX, il ponte venne realizzato in Inghilterra con componenti prefabbricate. Ci si avvalse di una società belga per il montaggio con il sub appalto della società francese Casalvides. L’opera del Ponte di ferro serviva per un attraversamento del Tevere e per lavori di raccordo della tratta ferroviaria costiera nord, tra Porta Portese – Civitavecchia e il resto della linea “Pio Centrale”. In quegli anni, infatti, era in realizzazione con il nuovo capolinea ferroviario della Stazione Termini.

La travatura era composta da una coppia di ponti affiancati a quello carrabile in acciaio e ghisa. La travata centrale, in origine, si apriva per il transito delle barche a motore che erano dirette dalla zona di Ostia a Ripa Grande, dove arrivavano e venivano scaricate le derrate alimentari per la città. La locomotiva di collaudo passò sul ponte il 10 luglio 1863. Seguirono per un mese prove di carico e per il collaudo vennero fatti passare contemporaneamente due treni provenienti da opposte direzioni.

L’inaugurazione con Pio IX

Il primo utilizzo avvenne il 24 settembre alla presenza di Papa Pio IX e dell’illuminato mons. De Merode che aveva sponsorizzato l’opera. Non vi furono annunci sui giornali dell’epoca. Tanto che, annota Henry D’Ideville, corrispondente a Roma del Journal d’un diplomate en Italie, così descrisse la scena: ”Tutto avviene con una semplicità commovente. Non ci sono né padiglioni (come si usava all’epoca per le inaugurazioni importanti), né discorsi né bandiere. Il Papa non ha fatto annunciare la sua visita e alle quattro (pomeridiane) solo gli interessati avvertiti, si trovavano lì riuniti”.

Ponte di ferroAll’orario convenuto si aprì la campata centrale per il passaggio di un vaporetto. E, annota sempre il corrispondente, ”si fanno funzionare davanti a Pio IX i meccanismi. Quattro robusti uomini con sorprendente facilità abbassano l’immenso ponte levatoio sotto gli occhi attoniti dei presenti: monsignor De Merode uomo di progresso e iniziativa corre da un gruppo all’altro e spiega il meccanismo del ponte con l’ardore proprio del suo carattere”.

Tra la meraviglia e le grida degli astanti passa sbuffando la locomotiva. A un tratto tutti, donne, contadini, ragazzi circondano Pio IX. Scendono a precipizio su tumuli erbosi per vedere meglio il Papa da vicino. Nei pressi si trovavano anche molti stranieri e turisti, che fanno fermare le loro carrozze per vedere la scena, quasi incantata.

Nel 1907 viene costruito il Ponte di Servizio

A seguito dell’incremento del traffico ferroviario il Ponte di ferro, progettato per il passaggio di due soli treni alla volta, venne affiancato da una carreggiata rotabile di ben 12 metri di larghezza. Il completamento fu eseguito da Ferrovie delle Stato nel 1912 prese il nome di Ponte San Paolo. Nel contempo fu aperto il cantiere della monumentale stazione di Trastevere e l’ampliamento a 6 binari. L’inaugurazione dell’opera avvenne nel 1911.

Le eroine del Ponte di Ferro nel 1944

C’è però un’altra terribile storia che accomuna il Ponte di Ferro a un episodio che risale al 1944, quando Roma era ancora occupata dai nazisti. Il 7 aprile di quell’anno, a due mesi dall’ingresso trionfale degli americani a Roma (il 4 giugno), dieci donne affamate giunsero a Ostiense. Si era sparsa la voce che l’esercito tedesco quel giorno si sarebbe rifornito lì di derrate alimentari in particolare di pane, che mancava da mesi sulle tavole delle famiglie. Cercarono di assaltare un camion ma furono tutte prese e giustiziate sul posto. Fu chiamato un sacerdote, Padre Efisio, per la benedizione delle salme. Il quale, si accorse che accanto al muro di destra del Ponte dell’Industria giaceva il corpo di una delle donne. Era giovane e bella ed era stata violentata e poi gettata sulla sponda del Tevere.

In ricordo di questa strage, il 7 aprile del 2003, venne posta una stele con i volti in bronzo. L’opera è dello scultore Michele Crocco.

Se capitate in via del Porto Fluviale fermatevi davanti la lapide che si trova sulla destra del ponte. Non celebra vittorie, ma ricorda al passante la violenza della guerra e il disperato coraggio di queste dieci madri, che si sacrificarono per dare da mangiare un tozzo di pane ai figli.

 

 

Giancarlo Cocco

Foto © Twitter, Archilovers, Romasparita, Globalist
Video © Eurocomunicazione

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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