Putin al centro di trattative inaspettate in questo inizio 2022

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Putin

Prima la telefonata con il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, poi quella con l’omonimo Recep Tayyip Erdoğan

Il sessantanovenne Vladimir Putin è al potere da più di due decenni, più a lungo di qualsiasi altro leader del Cremlino dai tempi del dittatore sovietico Josef Stalin.

L’argomento che vede protagonista il presidente russo purtroppo si ripete ormai da mesi: l’Ucraina. Continuano le trattative ma alla conta dei fatti per il momento non sembra ci siano molti cambiamenti. Forse è meglio così, il non cambiamento è anche sinonimo di non guerra ed è già un ottimo risultato.

Discorso di fine anno

Putin

Il 31 dicembre 2021 il presidente Putin ha recitato il consueto discorso di fine anno. Ovviamente ha parlato di Ucraina e lo ha fatto a poche ore dalla telefonata con il presidente Usa Biden. Nel colloquio si è parlato del prossimo incontro, molto probabilmente tra un mese, in cui i due Paesi discuteranno della richiesta di Mosca di avere garanzie di sicurezza da parte dell’Occidente e della Nato ai confini orientali dell’Europa.

«Abbiamo difeso con fermezza e coerenza i nostri interessi nazionali, la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini”, afferma Putin nel discorso alla Nazione.

Restrizioni non solo pandemiche

Continuano i controlli e le repressioni russe su oppositori e dissidenti. Un nome fra tutti, Alexei Navalny, acerrimo nemico di Putin, condannato a 2 anni e mezzo di prigione, a cui il Parlamento europeo ha assegnato il premio Sacharov 2021 per la libertà di pensiero. Prese di mira anche le sue organizzazioni dichiarate fuorilegge perché estremiste. Ma anche decine di media, gruppi della società civile e attivisti accusati di essere agenti stranieri. Inoltre, un tribunale ha deciso la chiusura della più antica e importante organizzazione per i diritti umani del Paese, la Memorial.

Biden-Putin

50 minuti di colloquio telefonico quello fra i presidenti Biden e Putin. In un comunicato la Casa Bianca rende noto che lo scopo della conversazione era quello di “raggiungere un compromesso sull’Ucraina”. Più in generale sulle garanzie alla sicurezza della Russia.

Il consigliere per la politica estera russa, Yuri Ushakov, riferisce che «Il Cremlino è complessivamente soddisfatto del colloquio». Ma aggiunge che Putin ha avvertito che Mosca ha bisogno di un risultato positivo e che le sanzioni degli Usa potrebbero portare a una rottura completa. Inoltre Ushakov in una teleconferenza dichiara ai giornalisti: «Abbiamo bisogno di un risultato e spingeremo per un risultato sotto forma di garanzie per la sicurezza della Russia».

Sulle sanzioni Ushakov avverte: «Questo sarebbe un errore colossale che potrebbe portare a gravi – le più gravi – conseguenze. Speriamo che ciò non accada». Alla domanda se la Russia sarebbe pronta ad accettare un compromesso, afferma: «Che cos’è un compromesso? Naturalmente, i negoziati significano che terremo conto delle preoccupazioni americane». Ma ha aggiunto che non era un compromesso che la Russia stava cercando, ma garanzie di sicurezza. «Premeremo per questo», aggiunge.

PutinGli Usa, dal canto loro, hanno fatto sapere che risponderanno in maniera decisa a qualsiasi invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Biden ha anche avvertito Putin che qualsiasi progresso diplomatico deve passare da una de-escalation in Ucraina.

Si tratta del secondo confronto fra i due leader dall’inizio del mese. Il primo, in video conferenza, si è tenuto il 7 dicembre. Nel frattempo Mosca ha pubblicato una lista di richieste a Nato e Usa per ottenere quelle che reputa le necessarie garanzie alla sua sicurezza. Prima tra tutte la limitazione del ruolo dell’Alleanza Atlantica in Ucraina e in tutto lo spazio ex sovietico.

Erdoğan-Putin

Altro tentativo di miglioramento tra Paesi vede protagonisti il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il plurinominato Vladimir Putin. Il colloquio arriva dopo le tensioni montate sui droni venduti all’Ucraina e i rapporti con la Nato nelle ultime settimane.

Fonti ufficiali di entrambe le parti fanno sapere di un impegno sottolineato in una telefonata tra i due leader.

I fatti

Mosca sembra essere “offesa” dalla mossa della Turchia di fornire alcuni droni all’Ucraina. I timori della Russia sembra ricadano sul possibile utilizzo da parte di Kiev nell’utilizzo nelle operazioni di contrasto all’azione dei separatisti.

Il Cremlino in un comunicato post telefonata fa sapere che Putin ed Erdoğan “si sono scambiati gli auguri per l’anno nuovo e hanno riepilogato i principali risultati della cooperazione bilaterale. Confermando il desiderio di intensificare ulteriormente la partnership a beneficio comune”.

Dal canto suo, l’ufficio di Erdoğan ha fatto sapere che entrambe le parti hanno “parlato dei passi da fare per migliorare le relazioni Turchia-Russia” e ha ribadito l’intenzione di sviluppare la cooperazione “in tutti i settori”.

 

 

Ginevra Larosa

Foto © Visit Mosca, AFP, Parlamento europeo, Tass, Pixir, Tsar
Video © Eurocomunicazione

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