Maggio, il mese della rosa e della Madonna

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Maggio

I mille volti: dalle origini, forme e colori alla tradizione cristiana, dalle arti alla cucina fino ad arrivare alla cosmesi

Maggio è il V mese dell’anno secondo il calendario gregoriano. Il terzo invece nell’antico calendario romano, divenuto poi quinto con l’aggiunta dei mesi di gennaio e di febbraio.

Il nome latino Maius è dedicato all’antica dea romana; numerosi erano i riti, le cerimonie religiose collegate alla fertilità della terra, al risveglio della natura e della primavera.

È uno dei mesi più amati per lo sbocciare dei fiori, per la vicinanza all’estate e poi anche perchè inizia con un giorno festivo.

Maggio è il mese della fioritura che ha come fiore simbolo la rosa. Il più amato per la bellezza e il profumo, la rosa rappresenta femminilità, bellezza, eleganza, grazia e l’amore, non solo quello innocente e spirituale ma anche quello passionale.

La rosa è originaria dell’Asia e dell’Europa, ne esistono almeno 150 specie, con centinaia di sfumature di colore diverso.

Simbologia dei colori

Anche i colori hanno un significato particolare. Ognuno esprime un sentimento diverso e così la rosa bianca rappresenta la purezza, la castità; la rossa, invece, la passione, quella gialla la gelosia e la rosa l’amicizia.

Principali specie di rose

Rosa Canina

Le rose utilizzate per scopo terapeutico sono essenzialmente quattro:

  • la rosa damascena, è la più usata in profumeria. L’essenza che si ricava è costosissima, per ottenere un chilogrammo di olio essenziale si impiegano tre tonnellate di petali. L’olio è ricco di vitamina A e di Omega 3, migliora la salute della pelle, ritardandone l’invecchiamento.
  • la rosa canina, ha un’azione antinfiammatoria e antiallergica. Viene impiegata negli integratori alimentari e usata in ambito omeopatico per il trattamento di sinusiti, riniti, e orticaria.
  • la rosa mosqueta, simile alla canina. I suoi semi contengono un olio ricco di acidi grassi polinsaturi che ha molte proprietà, attenua le rughe, distende il contorno occhi, stimola i processi rigenerativi della pelle contrastando le macchie, le cicatrici e le ustioni.
  • La rosa centifolia, così chiamata per il numero elevato di petali. Gli antiossidanti di cui è ricca sono particolarmente utili per la fragilità capillare e per le pelli mature e secche.

Maggio nella tradizione cristiana

Il mese di maggio, nella cultura cristiana, è tradizionalmente dedicato alla figura della Madonna. Nel XIII secolo il re Alfonso celebrava Maria come rosa delle rose, fiore dei fiori. Nel XVI secolo San Filippo Neri insegnava ai suoi giovani a ornare di fiori la statua della Madonna e a cantare le sue lodi. L’indicazione del mese di Maggio come mese di Maria risale al gesuita Annibale Dionisi, nato a Verona nel 1679. La devozione mariana è andata crescendo nei secoli fino ad arrivare al 1965 quando il papa Paolo VI nell’enciclica Mense Maio indica maggio come mese in cui più fervida è la preghiera rivolta alla Madonna. Il papa Giovanni Paolo II sottolinea il suo profondo legame con la Vergine Maria con il motto Totus tuus.

La rosa nella cosmesi e nella medicina

Le gemme e i petali di questo fiore sono utilizzati sia a livello estetico che curativo, si ricavano estratti, decotti e oli essenziali. I petali invece contengono un concentrato di vitamine e sali minerali come la vitamina C, potassio, iodio e rame.

La rosa in cucina

Maggio
Marmellata alla rosa

I petali di rosa si posso impiegare per fare la confettura di rose, ma si possono anche cristallizzare. Si possono usare per lo sciroppo di rose, impiegato nella preparazione di torte o biscotti. Inoltre i petali si usano per fare liquori, per preparare l’aceto di mele al profumo di rose, ma si possono anche consumare crudi aggiunti nelle insalate e macedonie. Infine possono essere utilizzati per preparare il sale alle rose ottimo per le grigliate.

La rosa nella musica

La rosa è il fiore più cantato, infatti molti sono i brani musicali e le canzoni che contengono la parola “rosa”. Nilla Pizzi vinse il primo Festival a Sanremo con la canzone Grazie dei fiori, dove i fiori erano rose rosse che parlavano d’amore. Erano rosse anche le rose comprate dal cantante Massimo Ranieri per la sua dichiarazione d’amore nel 1968. Nel 1967 la cantante Orietta Berti viveva in un mondo di rose la sua storia d’amore. Per il cantante Fabrizio De Andrè, nella Canzone di Marinellala rosa diventa il simbolo della fuggevolezza e dell’amore che finisce.

La rosa nella pittura

Madonna del Roseto

La rosa è molto rappresentata anche nell’arte pittorica, sia su tele di carattere religioso sia su quelle con soggetti laici. Basti pensare al capolavoro di Botticelli custodito nel Museo degli Uffizi, La Madonna del roseto, con un giardino sullo sfondo. Anche la regina Cleopatra dipinta da Francesco Trevisani nel momento in cui il serpente la morde, ha un mazzo di rose. Giovanni Boldini dipinse una dama con un grande cappello ornato da rose. Il grande De Chirico nel 1923 fece un autoritratto con un libro su cui era posta una rosa.

La rosa nella letteratura

La rosa è un fiore misterioso, dai molteplici significati, di cui si hanno testimonianza fin dall’antichità. Nella letteratura e nella poesia è un motivo ricorrente, una specie di topos in relazione con la donna e l’amore.

Maggio
Candida Rosa – Paradiso

Un primo accenno alla rosa è contenuto in un frammento del VII secolo A.C. della poetessa Saffo. Tra i poeti non possiamo non citare il sommo poeta Dante Alighieri e la sua rosa più illustre: la candida rosa cioè l’intera schiera dei beati che si distende formando una figura circolare simile a una rosa “sempiterna”.

Anche il poeta Guido Cavalcanti, amico di Dante, in una sua celebre ballata, paragona la donna amata a una fresca rosanovella. Francesco Petrarca, un grande poeta del Trecento, paragona la donna a una rosa candida e pura, protetta da durespine cioè il senso dell’onestà.

In tempi più recenti possiamo ricordare Guido Gozzano, uno dei poeti della corrente letteraria conosciuta col nome di crepuscolarismo. Nella poesia Cocotte, il poeta rimpiange l’unico amore della sua vita, esprimendo questo concetto con le seguenti parole “non amo che le rose che non colsi”.

Rosa Rosae

L’ultima rosa è molto particolare, poco conosciuta e diffusa in questi ultimi anni, ma viva, presente e profumata di gioventù nei cuori e nei ricordi di generazioni di studenti del passato. È la rosa che cresce nei libri di grammatica latina, quella che con i suoi petali variamente declinati ha svelato ai ragazzi il mondo dell’antica lingua dei padri.

La prima declinazione della lingua latina s’impara con un fiore. Questo non può non essere che la rosa. Migliaia di studenti hanno declinato rosa, rosae, rosae, rosam, rosâ, rosā. A questa rosa di carta che non sfiorisce mai il poeta Marino Moretti dedicò una poesia intitolata Elogio di una rosa.

Il binomio maggio e rosa è inscindibile nell’immaginario popolare. Se si pensa a questo mese viene in mente lei; questo fiore sbocciando segna la fine dell’inverno e l’inizio della bella stagione.

 

Sveva Marchetti

Foto © Wikipedia

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