Simbolo della civiltà fondata sul mare, il mare di Conrad, di Melville, e oltre il mare, il mondo senza gente di Dante e quello nuovo di Cristoforo Colombo
Tre sono i miti che hanno abitato e abitano nella cultura occidentale, che oggi chiamiamo la vecchia Europa. Il mito di Faust, la ricerca dell’eterna giovinezza, che si fugge tuttavia. Il secondo, quello del Don Giovanni, la ricerca inesausta, compulsiva, continuamente ripetuta e delusa, di quella che chiamano anima gemella. E infine il mito di Ulisse, il più affascinante e misterioso. I suoi contenuti sono molteplici: il ritorno a Itaca, la memoria della patria perduta, il desiderio proustiano della ricerca del tempo perduto e dei sentimenti di un tempo.
Ma perché il mito di Ulisse è il più vitale? La ricerca, la curiosità sono insiti nell’animo umano e la vasta ombra di Ulisse si è distesa nella cultura occidentale. Da Dante del XXVI canto dell’Inferno al 2001 Odissea nello spazio di Kubrick, dal capitano Acab di Moby Dick a l’Immortale di Borges, dal Tasso della Gerusalemme liberata all’ulissiade di Leopold Bloom, l’eroe del libro di Joyce che consuma il suo viaggio il 16 giugno 1904, al Kavafis di Itaca, là dove spiega che il senso del viaggio non è l’approdo ma è il viaggio stesso, con i suoi incontri e le sue avventure.
Ulisse come simbolo
Una bella definizione di Odisseo ne fa Borges: “Gli dei hanno voluto la guerra di Troia perché i poeti avessero di chè cantare”. Ulisse è il simbolo della civiltà fondata sul mare, il mare di Conrad, di Melville, e oltre il mare, il mondo senza gente di Dante e quello nuovo di Cristoforo Colombo sono già prefigurati dalla profezia del veggente Tiresia quando dice che l’ultimo viaggio di Ulisse sarà nel Paese dove non “conoscono il mare, non mangiano cibi conditi con sale”. Il mare dantesco è lo spartiacque fra il bene e il male.
Il Canto XXVI dell’Inferno di Dante, è maestoso e drammatico e anticipa la conoscenza e il dominio del nuovo Mondo. Quello che nella poesia del Tasso e Ariosto è la nuova Gerusalemme biblica e profetica e che si proietterà nello spazio del genio cinematografico di Kubrick. Il mare è sofferenza per i naufraghi, la miseria: due esempi cinematografici, il Moby Dick di Houston e La terra trema di Visconti, che ne rappresentano l’eterna lotta. Per la ricerca della sopravvivenza dell’uomo lo studioso Piero Boitani scrive che “l’Odissea di Dante, che non conobbe quella di tradizione omerica, è la dimostrazione di come la Poesia prepari e in un certo condizioni e produca la Storia”.
Riflessioni
In Esplorando Dante e la commedia Paolo Montanari analizza la figura di Ulisse. «È uno dei personaggi più conosciuti e studiati dell’Inferno. Dante ha tratteggiato una condanna tipica del suo tempo, la curiosità, in particolare perché Ulisse ha oltrepassato con la sua imbarcazione il confine del Mondo, di allora, le colonne d’Ercole. Anche nell’Ulysses, dello scrittore irlandese Ham Joyce, si supera il confine delle colonne d’Ercole e del mondo etico riconosciuto in Inghilterra».
«Diversa è la figura di Ulisse proposta nell’opera Dialettica dell’Illuminismo, scritta da Adorno e Horkheimer nel 1947. In tale testo l’Odisseo borghese non supera le colonne d’Ercole e rimane al di qua dei termini della Filosofia positiva del rispecchiamento. Dante colloca Ulisse fra i fraudolenti della VIII Bolgia dell’VIII cerchio dell’Inferno. Dante nota e ne fa presente a Virgilio che una delle fiamme in cui sono avvolti i dannati è particolare. E Virgilio presenta a Dante, Ulisse che con Diomede, furono colpevoli di avere escogitato l’inganno del cavallo di Troia. E sarà lo stesso Ulisse a riferire a Dante la storia di quella terribile tempesta che inghiottì lui e l’equipaggio».
Vorrei fare una riflessione con una esperienza in prosa di Alessandro Baricco, “Omero – Iliade”, in cui l’autore rinuncia agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia. Anche qui non vi è un riferimento dantesco alla sua vis politica, che prevalse su quella poetica? Anche Ulisse, come Farinata degli Uberti nel canto X Inferno, combatte per la sua patria, ma poi la dimentica.
Nel capolavoro della letteratura del mare Cuori di tenebra di Joseph Conrad, vi e una descrizione dei paesaggi e dei personaggi in un cammino nel mistero, influenzato non solo da Dante, ma anche dal poeta francese Rimbaud, che si è cimentato come lo scrittore polacco in un viaggio verso l’ignoto. Il viaggio di Dante odisseo.
Paolo Montanari
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