Azione, sentimento, adrenalina. Ci sono tutti gli ingredienti per il successo al botteghino
Dopo un’attesa lunga ben trentasei anni il pubblico ha ricevuto il sequel di un film memorabile che ha fatto la storia del cinema e di un’epoca, Top Gun che nel 1986 segnò la definitiva consacrazione di Tom Cruise come star e icona del cinema contemporaneo.
Top Gun: Maverick è finalmente al cinema, distribuito da Eagle Pictures, e anche in Italia al box office sta raggiungendo risultati notevoli. Con un incasso di oltre 4milioni di euro nel primo weekend di programmazione lo attesta come la seconda miglior apertura del 2022, superando The Batman.
Un risultato eccezionale per il film diretto da Joe Kosinski che ha riportato al cinema tanti spettatori ansiosi di vivere un’esperienza cinematografica così impattante e reale.
Tom Cruise e la Palma d’Oro a Cannes
Un successo auspicato da Tom Cruise che da sempre ha sottolineato il suo forte legame con il grande schermo e la ferma convinzione che questo film non fosse distribuito in streaming. E il pubblico l’ha pazientemente aspettato anche in questi due anni in cui le sale sono state per lo più semi vuote. Un’attesa ben ripagata.
«Non accadrà mai che i miei film non vadano in sala. La reazione del pubblico è fondamentale. Vado spesso al cinema, con il berretto e i popcorn, mi piace sentire i commenti della gente, non smetto mai di imparare», ha detto Tom Cruise al Festival di Cannes dove è stato premiato a sorpresa con la Palma d’Oro Onoraria.
Un successo non scontato
Il successo di Top Gun: Maverick non va collegato a un’operazione nostalgia, non solo perché il film è esaltato dalla critica italiana e internazionale ed è stato accolto con trepidazione dagli appassionati e dalle nuove generazioni, ma anche perché abbiamo a che fare con una sceneggiatura coinvolgente, per nulla banale e che sa toccare le corde giuste.
Un risultato certamente non scontato perché non era facile realizzare un sequel di un film memorabile come Top Gun. Invece, il regista ci regala un film avvincente con un cast perfettamente in sintonia e un indiscusso protagonista al massimo della sua forma. Top Gun: Maverick è Tom Cruise al massimo della sua performance. Non si risparmia in niente, ogni scena è lui, il suo talento, la sua presenza scenica e una storia coinvolgente.

Cruise ci fa salire in alto oltrepassando ogni limite, incollandoci alla poltrona immaginando come potrà andare a finire. Ci regala fitte adrenaliniche incomparabili, mixate a ricordi emozionanti. Ci fa commuovere e sorridere per poi riportarci a raggiungere l’apice spettacolare e indimenticabile.
Oltre la velocità del suono
Tom Cruise è tornato a indossare i Ray Ban, il giubbotto in pelle ed è salito sulla sua Kawasaki sfoderando il suo affascinante sorriso, proprio come se trentasei anni non fossero trascorsi. L’attore americano non si è risparmiato niente, ci ha ricordato le imprese leggendarie di Maverick, il suo sangue freddo che l’ha portato sempre più in alto, otre ogni limite perché lassù non c’è il tempo di pensare, se pensi sei morto e perché Maverick è felice solo quando è lassù e va alla velocità del suono.

Pete Mitchell ha continuato a volare ma un dolore è rimasto incancellabile, la morte dell’amico Goose l’ha segnato nel corso di tutta la vita.
Essere il più bravo di tutti significa commettere degli errori per poi andare avanti, come fanno tutti gli altri. Forse questa volta è arrivato il momento per Maverick di guardare oltre quel dolore.
La storia
Il Tenente Pete Maverick Mitchell (Tom Cruise), tra i migliori aviatori della Marina, dopo più di trent’anni di servizio è ancora nell’unico posto in cui vorrebbe essere. Evita la promozione che non gli permetterebbe più di volare e si spinge ancora una volta oltre i limiti, collaudando coraggiosamente nuovi aerei.

Viene però chiamato ad addestrare una squadra speciale di allevi dell’accademia Top Gun per una missione segreta. Maverick incontrerà il Tenente Bradley Bradshaw (Miles Teller) “Rooster”, figlio del compagno di volo e migliore amico amico Nick Bradshaw “Goose”.
Alle prese con un futuro incerto e con i fantasmi del suo passato, Maverick dovrà affrontare le sue paure più profonde per portare a termine una missione molto difficile che richiederà grande sacrificio da parte di tutti coloro che parteciperanno.
La lavorazione di un successo
La sceneggiatura di Maverick è firmata da Ehren Kruger, Eric Warren Singer e Christopher McQuarrie da una storia di Peter Craig e Justin Marks, basata sui personaggi creati da Jim Cash & Jack Epps, Jr.
Il film, prodotto da Jerry Bruckheimer, Tom Cruise, Christopher McQuarrie, David Ellison, è una produzione Don Simpson/Jerry Bruckheimer presentato da Paramount
Pictures, Skydance e Jerry Bruckheimer Films.
Nel cast, oltre a Cruise e Teller anche Jennifer Connelly, Jon Hamm, Glen Powell, Lewis Pullman, Charles Parnell, Bashir Salahuddin, Monica Barbaro, Jay Ellis, Danny Ramirez, Greg Tarzan Davis con Ed Harris e un’intensa e commovente interpretazione di Val Kilmer.
Tom Cruise e Pete Mitchell, due uomini nella stessa persona
Tom Cruise, dopo 33 anni il 7 settembre 2018 è tornato alla base di Miramar dove è stato girato gran parte del film nella primavera del 1985. Cruise era lì per sottoporsi a un ASTC (Aviation Survival Training Curriculum) completo per qualificarsi per il volo estensivo per le sequenze negli F/A-18 della Marina degli Stati Uniti, essenziali per la realizzazione dell’atteso sequel di Top Gun.
Tom Cruise e Maverick due personalità con parallelismi inevitabili, impossibili da immaginare come due persone distinte. Due uomini costantemente in competizione con se stessi per testare i propri limiti e la propria professionalità. È così che Cruise ha intrapreso un programma di formazione diverso da qualsiasi altro attore nella storia del cinema. Due uomini contrari alle regole e che si spingono oltre il limite esplorando ogni possibilità.

Al centro della storia c’è il rapporto tra Maverick e Rooster il figlio di Goose, morto in un incidente di addestramento che costrinse i due piloti a lasciare il loro F-14 Tomcat gettandosi con il paracadute in una scena del film che traumatizzò un’intera generazione.
A terra Maverick rientra nella vita di Penny Benjamin, un nome che i fan di Top Gun dovrebbero ricordare. La famosa figlia dell’ammiraglio con la quale il giovane Maverick ebbe una storia e che viene menzionata in una delle lavate di capo fatte al tenente Mitchell per le sue ripetute bravate, come il volo radente la base. Penny è oggi una mamma single e proprietaria di The Hard Deck, un club degli aviatori.
Volando sulle note musicali
«La colonna sonora del primo film era iconica. Stavamo lavorando con Hans Zimmer ma la magia si è creata con Lady Gaga», afferma Cruise. C’era tutta la volontà di catturare non solo la storia d’amore tra Maverick e
Penny ma anche il romanticismo del volo. Hold My Hand, scritta da Lady Gaga e BloodPop risuona nelle scene finali del film ma i suoi ritmi sono intrecciati dappertutto.
La colonna sonora di Top Gun: Maverick contiene gli intramontabili classici del primo film ma anche nuovi brani e musiche che rifletteno il passato, presente e futuro di Top Gun.

L’emozionante Hold My Hand di Lady Gaga trasmette l’anima del film, è una canzone scenografica, potente e di impatto davvero perfetta.
C’è l’immancabile Danger Zone di Kenny Loggins, il live di Great Balls of Fire cantata dall’attore Miles Teller, I Ain’t Worried dei OneRepublic, le musiche composte da Lorne Balfe, Harold Faltermeyer e dai vincitori del Premio Oscar Lady Gaga e Hans Zimmer.
Alessandra Caputo
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