Ponte Morandi, a 4 anni da quel giorno

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Ponte Morandi

La prima udienza del processo è terminata con rinvio al 12 settembre. La paura e il rischio è che alcuni dei reati vadano in prescrizione

14 agosto 2018, una data che verrà ricordata per sempre, il crollo del ponte Morandi. Alle 11:36 di quella mattina in cui la pioggia si abbatteva copiosa su Genova tante auto viaggiavano per andare al lavoro o in vacanza. Un boato nel nubifragio, una nuvola di polvere e parte del ponte Morandi non c’era più. A distanza di pochi minuti iniziarono a circolare sul web i video del crollo che aveva inghiottito decine di macchine. Chi era nei dintorni aveva capito subito che era accaduta una tragedia.

Sono passati quattro anni dal giorno che ha strappato alla vita 43 persone e le famiglie, spezzate dalle morti dei propri parenti, ancora aspettano risposte. Il processo non ridarà loro i figli, madri, sorelle, fratelli, padri o semplicemente amici, ma avere giustizia è un diritto. Il 7 luglio è iniziato lo svolgimento giudiziario per far luce sulle responsabilità del crollo. Invece, ad agosto 2020 al posto del ponte spezzato è stato inaugurato il nuovo ponte San Giorgio.

A farsi portavoce di decine di famiglie che hanno vissuto quel dramma è Egle Possetti, portavoce del comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi. Nel disastro perse sorella, cognato e nipoti. E, tra le tante recriminazioni, una in particolare: “nessuno ha mai chiesto scusa” per quanto è successo.

L’attenzione mediatica inevitabilmente cala nel corso degli anni ma lei ogni anno, il 14 agosto sale sul piccolo podio ai piedi del cantiere prima, del nuovo ponte ricostruito poi, per gridare in faccia a istituzioni e magistratura che la richiesta è sempre e una sola: giustizia, sotto ogni punto di vista. La paura e il rischio è che alcuni dei reati per cui sono imputati vadano in prescrizione.

Il punto

Nel processo sono coinvolti 59 imputati e 600 parti civili. Ex vertici e tecnici di Autostrade e Spea, società che si occupava di manutenzioni e ispezioni, attuali ed ex dirigenti del ministero delle Infrastrutture e funzionari del Provveditorato. La prima udienza, il 7 luglio, è terminata, com’era prevedibile, con rinvio al 12 settembre, che non è una data scelta a caso. Infatti quello stesso giorno è previsto anche lo sciopero dei legali proclamato dall’assemblea della Camera penale ligure. Il tutto per dare un segnale forte sulla carenza di organico per il settore penale del tribunale di Genova.

Proprio riguardo a quest’ultimo punto, Egle Possetti, ha fatto sapere di aver ricevuto rassicurazioni dal ministro Cartabia. L’auspicio è che il processo possa riprendere e che non ci siano ritardi, in modo da arrivare presto a una sentenza.

Sempre il legale, per quanto riguarda i lavori per il memoriale, ha affermato di aver saputo che gli uffici del Comune stanno lavorando per arrivare a una gara a settembre, in modo da far partire l’iter per la realizzazione della struttura. Un luogo di rispetto e di sosta, di memoria, testimonianza e denuncia. Le 43 vittime verranno omaggiate con la realizzazione di una Casa delle Famiglie, di un museo, di una serra e di un punto di incontro. I lavori propedeutici sono iniziati l’11 luglio scorso. I progettisti, lo studio Boeri, il Comune e la struttura commissariale sono impegnati in questi mesi a risolvere alcune problematiche. Come per esempio l’interferenza della ferrovia con gli spazi del futuro memoriale e il trasferimento dei reperti.

Toti

Il 13 agosto, nel giorno della vigilia della quarta commemorazione, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha commentato: «Gli anni non appannano il dolore ma danno una prospettiva al ricordo. Oggi ha vinto l’orgoglio, più forte della frustrazione. La magistratura emetterà i suoi verdetti perché abbiamo bisogno che giustizia venga fatta. Il crollo del ponte Morandi è stato un grande avvertimento su quanto non è stato fatto prima. Ci siamo cullati nell’idea che il progresso non avesse bisogno di manutenzione e ne abbiamo pagato un conto terribile. In futuro nessuno dovrà mai più pagare».

Mattarella

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«Nel quarto anniversario del crollo del Ponte Morandi, si rinnova il dolore della tragedia che ha colpito 43 vittime. Una ferita che non si può rimarginare, una sofferenza che non conosce oblio, una solidarietà che non viene meno. Un dramma che segna la vita della Repubblica e per il quale la magistratura sta doverosamente accertando le responsabilità. Rinnovo anzitutto ai familiari, costretti a patire il dolore più grande, la più intensa solidarietà della nostra comunità nazionale. Si manifesta l’esigenza di interventi adeguati a sostegno dei familiari delle vittime di tragedie come queste: occorre che la normativa sappia dare risposte a queste esigenze. L’azione svolta dal comitato dei familiari delle vittime è risultata preziosa, vero e proprio memoriale vivente della tragedia, in attesa della realizzazione del memoriale proposto a monito permanente».

Commemorazione

Ponte MorandiIl 13 agosto a Genova le celebrazioni per ricordare la tragedia si sono aperte con il concerto alla Radura della Memoria sotto il Ponte di Renzo Piano fra i ruderi dei pilastri del Ponte Morandi. Alla memoria delle 43 vittime è stato dedicato il concerto di musica classica eseguito dall’accademia del Chiostro con l’ensemble di archi e il soprano Stefania Pietropaolo, con brani tratti dal repertorio vocale e strumentale classico, prevalentemente sacro. Sono state proiettate immagini sui piloni del nuovo ponte.

Dalle 8:30, del 14 agosto, nella Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Certosa, celebrata una messa officiata dall’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca. Alle 10,20, alla Radura della Memoria ha inizio l’arrivo dei partecipanti alla camminata in ricordo delle vittime organizzata dall’Associazione “Noi per Voi Valle Stura Masone” con i sindaci della vallata. Saranno presenti 43 bambini che porteranno un pensiero ai parenti delle vittime.

Alle 10,30 ha luogo la cerimonia in ricordo delle vittime del crollo del ponte Morandi, con deposizione di una corona di alloro della presidenza del Consiglio dei ministri da parte del ministro alle Infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini. Previsti gli interventi dell’imam Salah Hussein, dell’arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca, del sindaco di Genova Marco Bucci, del presidente Regione Liguria Giovanni Toti, del ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili con delega presidente del Consiglio dei ministri Giovannini, del rappresentante dei parenti delle vittime Egle Possetti.

Alle 11,36 infine il minuto di silenzio degli oratori sarà accompagnato dal suono delle sirene delle navi in porto e le campane di tutta la Diocesi. A chiudere la cerimonia, un intervento musicale con la composizione del maestro Nevio Zanardi.

 

Ginevra Larosa

Foto © Cngeologi, LavocediGenova, Inail

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