Ponte di Genova San Giorgio: pronti i 4 mega-robot per la sicurezza

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Oggi l’importante inaugurazione dell’infrastruttura ligure nel ricordo delle 43 vite spezzate due anni fa

L’Istituto italiano di Tecnologia (IiT), che ha ottenuto i fondi dell’Unione europea per le protesi con il progetto Soft Hand, ha anche annunciato che i robot, progettati da loro e realizzati dal Gruppo Camozzi, su commissione dell’Ati, costituita fra Seastema spa e Cetena spa (Gruppo Fincantieri), contribuiranno alla sicurezza del nuovo Ponte di Genova mediante telecamere e sensori, eseguendo in maniera automatica un monitoraggio periodico dell’infrastruttura. I 4 robot, 2 Robot-Inspection e 2 Robot-Wash, saranno operativi il prossimo autunno non appena gli impianti di servizio del sistema saranno completati. ll sistema si basa sull’installazione ai lati del ponte dei 4 dispositivi: due si occuperanno dell’ispezione della superficie inferiore dell’impalcato e dell’elaborazione dei dati per la determinazione di eventuali anomalie (Robot-Inspection), gli altri due puliranno le barriere antivento e i pannelli solari (Robot-Wash).

Questo impianto di ispezione automatico è il primo al mondo e fornisce un modello replicabile a livello globale volto a aumentare la sicurezza non solo di questo tipo di infrastrutture, ma anche di qualsiasi opera civile che possa richiedere un monitoraggio automatico. I 4 robot sono formati da strutture in fibra di carbonio, attuatori e da componenti elettronici. In particolare le travi in pezzi unici che permetteranno l’ispezione dell’impalcato sono state realizzate trasferendo tecnologie tipiche dei settori aerospaziale e aeronautico, costruite tramite stampi in 3D, utilizzando la tecnologia della più grande stampante 3D al mondo realizzata dal Gruppo Camozzi, la Masterprint. I robot scorreranno sulle rotaie esterne del Ponte dove permetteranno di verificare lo stato di integrità dell’infrastruttura inviando le immagini e i dati acquisiti a un centro di controllo, realizzando così un database digitale che grazie ad efficaci algoritmi di analisi e predizione darà modo al gestore di intervenire con eventuali azioni di manutenzione in via preventiva.

I dispositivi, ideati grazie al know-how nel campo della robotica industriale di IIT, sono stati realizzati grazie alla decennale esperienza del Gruppo Camozzi nelle tecnologie produttive e nella realizzazione di macchinari sofisticati impiegati nel settore aeronautico e aerospaziale. Solo grazie alla sinergia delle diverse realtà si è riusciti a realizzare un sistema robotico che è caratterizzato da un peso ridotto, un’elevata rigidità strutturale per sostenere la sensoristica, una bassa resistenza al vento e una buona qualità estetica. Sono comandati dalla camera di controllo tramite rete wi-fi. Sono alimentati da batterie e sui lati del ponte sono predisposte stazioni di ricarica distanziate ogni 200 metri. Inoltre in caso di condizioni ambientali avverse, grazie agli anemometri e accelerometri di cui sono dotati, possono fermare le operazioni e raggiungere in sicurezza le proprie stazioni di ricarica. Il sistema combina i punti di forza dell’automazione dei moderni meccanismi meccatronici con l’autonomia dei sistemi cognitivi.

In sostanza, un sistema di ispezione che utilizza la “meccatronica cognitivacompletamente autonoma, che grazie ai 4 robot opererà in aggiunta alle attività di controllo e manutenzione già previste dalla legge. Inoltre grazie alla sua versatilità hardware e software l’apparato potrà essere implementato in futuro con nuove tecnologie in modo tale da essere sempre all’avanguardia. Robot-Inspection pesa oltre 2.200 kg ed è dotato di ben 82 ruote per la movimentazione dei due assi ed è largo oltre 7 metri. È dotato di un braccio retrattile per l’ispezione, costituito da una parte fissa e una mobile entrambe in fibra di carbonio, che arriva circa a 17 metri di lunghezza totale in modo che possa raggiungere dal bordo del ponte il centro dell’impalcato.

Il monitoraggio esterno dell’impalcato viene effettuato proprio tramite questo braccio in fibra di carbonio che è in grado di scorrere per tutta lunghezza del ponte ritraendosi in prossimità dei piloni; sullo stesso sono installate fotocamere ad alta risoluzione e sensori di misurazione delle condizioni delle superfici: dal deterioramento delle vernici, agli elementi di corrosione e allo stato delle saldature. Le telecamere trasmettono in tempo reale le immagini di tutta l’infrastruttura. Grazie ai modelli computazionali, si effettueranno le verifiche sui dati raccolti segnalando rilievi e anomalie. Robot-Wash pesa circa 2.000 kg e ha 56 ruote per distribuire il carico sul bordo ponte, è alto oltre 3,5 metri, lungo quasi 8 metri ed è diviso in due parti: uno per la pulizia ed uno per la ricarica. Robot Wash effettua la rimozione della polvere e altri detriti dall’impianto fotovoltaico e dalle barriere antivento in vetro che delimitano le corsie mantenendo così l’efficienza e la funzionalità dell’infrastruttura.

Una peculiarità del robot è il suo uso sostenibile della risorsa idrica. L’acqua utilizzata per i lavaggi delle strutture proviene dalle piogge e da altra acqua di condensazione raccolta sull’infrastruttura stessa. Questo è dotato di sensori che monitorano sia la trasparenza dei vetri delle barriere antivento sia la quantità di acqua presente sulle superfici. Questi due parametri permettono al robot di determinare quando intervenire per pulire queste superfici. In caso di carenza d’acqua data da periodi secchi e con scarsi livelli di umidità, il Robot-Wash è dotato di un dispositivo soffiante per l’eliminazione del particolato che contribuisce al mantenimento dell’efficienza dell’infrastruttura in attesa della giusta quantità d’acqua meteorica per un lavaggio più completo. I due robot percorrono tramite binari e ruote motrici il bordo del ponte per tutta la lunghezza del viadotto di ca. 1.100 metri, con regolarità e in funzione delle condizioni atmosferiche. IiT ha donato il progetto alla Città di Genova e creato un team di aziende all’avanguardia per la sua realizzazione.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi taglierà il nastro tricolore che sigilla il nuovo ponte di Genova, il ponteGenovaSan Giorgio“. Con il presidente ci saranno il premier Giuseppe ConteDa una ferita che resta difficile da rimarginare il simbolo di una nuova Italia che si rialza. Domani sarà una giornata importante, che racconta il presente e il futuro di un Paese che cambia» sscrive sulla sua pagina Facebook) con alcuni ministri, il sindaco e commissario straordinario Marco Bucci e il governatore Giovanni Toti. Ci sarà Renzo Piano, l’architetto genovese che ha pensato questa struttura così raffinata e hi-tech, che ha disegnato e regalato il progetto alla sua città. A significare cosa è stato e cos’è questo ponte, ci saranno le bandiere: il Tricolore, simbolo di unità e appartenenza, a Ponente, e la bandiera di San Giorgio, il vessillo davanti al quale le armi sono deposte, a Levante. Ci sarà, poi, la lettura dei nomi delle 43 vittime del crollo del Morandi, seguiti da tre minuti di silenzio.

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Le Frecce Tricolori saluteranno il capo dello Stato e la città con il Tricolore e i colori di Genova. L’inno di Mameli, che prenderà il posto di Creuza de Ma, risuonerà prima e dopo la cerimonia nella versione eseguita da 18 artisti, omaggio a Genova e a De Andrè e colonna sonora della genovesità. Sarà il nuovo arcivescovo di Genova, mons. Tasca a benedire la struttura, una volta caduto il nastro. E lo farà tra il suono delle sirene delle navi in porto, dove si trova anche l’Amerigo Vespucci, il grande veliero della Marina militare ambasciatore dell’Italia nel mondo, che al tramonto proietterà sulle vele il Tricolore. Anche la Lanterna verrà illuminata dal rosso-bianco-verde della bandiera italiana. «Domani l’importante inaugurazione del nuovo ponte Genova San Giorgio nel ricordo delle 43 vite spezzate due anni fa per l’incuria dell’uomo. Non sarà una festa. Ma grazie al lavoro straordinario di centinaia di operai edili, oggi Genova guarda al futuro con speranza e più fiducia. Un modello per il Paese». Lo scrive su Twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

Il collaudo statico del nuovo Ponte Genova San Giorgio realizzato dall’Anas (Gruppo Fs Italiane), dopo aver analizzato i risultati delle prove di carico effettuate sulla struttura, ha rilasciato il certificato. Ad agosto del 2019 Anas ha ricevuto l’incarico dal commissario straordinario per la ricostruzione, Marco Bucci, di occuparsi sia del collaudo statico sia di quello tecnico-amministrativo del nuovo Ponte di Genova. Le operazioni sono state affidate ad Anas che ha messo in campo un team di suoi tecnici guidati dall’ingegnere Achille Devitofranceschi. Il collaudo statico ha previsto, in una fase iniziale, anche il controllo della qualità dei materiali utilizzati, la certificazione della loro idoneità e soprattutto le opportune verifiche di corrispondenza con quanto previsto dal progetto esecutivo. Concluse tali verifiche, il 19 luglio sono iniziate le prove di carico. I test, durati tre giorni, avevano l’obiettivo di verificare sperimentalmente la capacità strutturale del ponte e la sua risposta alle azioni impresse.

 

Ginevra Larosa

Foto © QuiBrescia, IiT, We build value, Newsauto, Rai news
Video © Eurocomunicazione

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