Nessun illecito commesso dal Consiglio europeo che non ha escluso il primo ministro ceco dalle riunioni dell’istituzione in ragione di un asserito conflitto di interessi

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È competenza degli Stati membri determinare chi tra capo di Stato o di governo può rappresentarli in questa Istituzione, secondo diritto costituzionale nazionale

Si è da pochi giorni concluso il Consiglio europeo a Bruxelles in cui sono stati affrontati i delicatissimi temi di bilancio a lungo termine e Recovery fund, ormai ribattezzato Next Generation EU, ma i rappresentanti degli Stati membri da chi sono scelti, può la Commissione avere un ruolo in questo senso?

Questa domanda è alla base di una sentenza del Tribunale dell’Unione europea che vede come protagonista Andrej Babiš il primo ministro della Repubblica Ceca.

Andrej Babiš primo ministro della Repubblica Ceca
                Andrej Babiš

Tutto ebbe origine quando un membro del Senato della Repubblica Ceca (Senát Parlamentu České republiky), Lukáš Wagenknecht, membro del Partito pirata ceco chiese al Consiglio europeo con lettera del giugno 2019 di escludere Andrej Babiš dalla riunione che si sarebbe svolta in quel mese e da tutte le altre future riunioni relative alle negoziazioni del quadro finanziario pluriennale 2021/2027 dell’Unione europea.

Questa richiesta si fondava su un asserito conflitto di interessi del primo ministro ceco, derivato da interessi personali e familiari nelle imprese del gruppo Agrofert, molto attivo nell’agroalimentare che sarebbero tra l’altro beneficiarie di sovvenzioni provenienti proprio dal bilancio dell’Unione.

Celere la risposta del Consiglio europeo che precisando di non prendere posizione nel merito di quanto dedotto da Wagenknecht, aveva spiegato che il Trattato Ue stabiliva in maniera intangibile la composizione del Consiglio europeo prevedendo che esso «è composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione». Di conseguenza, il Consiglio europeo non riteneva di essere in grado di cambiare tale composizione poiché il Trattato Ue non prevede la possibilità di una simile modifica.

Importante sottolineare che il Consiglio non ha il potere di decidere chi, tra capo di Stato o capo di governo, possa rappresentare uno Stato membro o possa partecipare alle riunioni del Consiglio europeo. Questo compito rientra nell’ambito del diritto costituzionale nazionale.

Una sede della AgrofertTale decisione non è stata gradita da Lukáš Wagenknecht tanto da fare un ricorso basato sull’Articolo 265 TFUE (ricorso in carenza) contro il Consiglio europeo colpevole di non aver agito in maniera conforme alla sua domanda, violando le norme del diritto dell’Unione inerenti la protezione degli interessi finanziari della stessa e all’obbligo di evitare qualsiasi conflitto di interessi nella gestione dei fondi.

Il Tribunale ha affermato che l’atto del quale Wagenknecht ha richiesto l’adozione da parte del Consiglio europeo non sarebbe stato un atto a lui rivolto da tale istituzione, ma una decisione che avrebbe avuto come destinatario il primo ministro ceco.

Questo perché parlando di ricevibilità del ricorso, quando a far constatare che un’istituzione dell’Unione ha illegittimamente omesso di adottare un atto è una persona fisica o giuridica, essa deve stabilire o che, se tale atto fosse stato adottato, ne sarebbe stata la destinataria, o che l’atto in questione l’avrebbe riguardata direttamente e individualmente, in maniera analoga a quella in cui lo sarebbe il destinatario di un tale atto.

La persona deve anche dimostrare un interessa di agire, la cui esistenza presuppone che il ricorso possa procurarle un beneficio personale. In questo caso quindi in assenza della dimostrazione di un interesse personale a ottenere la constatazione della carenza richiesta, non è in ogni caso soddisfatta la condizione relativa all’incidenza diretta e individuale nei suoi confronti delle misure richieste al Consiglio europeo. A nulla quindi è valso lo status di membro del Senato della Repubblica Ceca per dimostrare l’interesse di agire nell’ambito del ricorso per carenza.

Lukáš Wagenknecht membro del senato e del partito pirata ceco
            Lukáš Wagenknecht

Il Tribunale ha anche precisato che il rifiuto di un’istituzione dell’Unione di agire in conformità a una domanda diretta a ottenere l’adozione di una misura, costituisce sia una presa di posizione che pone fine a qualsiasi carenza di tale istituzione nei confronti dell’oggetto di tale invito ad agire, che un atto impugnabile dinanzi al giudice dell’Unione nell’ambito di un ricorso di annullamento ai sensi dell’Articolo 263 TFUE.

Quindi pur avendone avuto la possibiltà, Wagenknecht non ha contestato tale decisione dinanzi al Tribunale ai sensi dell’Articolo 263 TFUE. Il ricorso per carenza quindi viene respinto in quanto irricevibile e manifestamente infondato e che il Consiglio europeo non dispone di alcun margine di manovra quando convoca i capi di Stato o di governo degli Stati membri alle sue riunioni.

Per quanto riguarda il conflitto di interessi e i fondi, il Tribunale ha concluso precisando che la regolarità dei pagamenti, per suo conto e nome, agli Stati membri, fa parte dell’ambito di applicazione della normativa Ue relativa a tali fondi dipende dalle condizioni sancite da quest’ultima.

 

Gianfranco Cannarozzo 

Foto© Flickr, Pixabay

 

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