L’Italia delle navi, la docu-serie che ci racconta la storia del Belpaese

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Dalla spedizione dei Mille ai due conflitti mondiali fino al boom economico e al turismo di massa. Il nostro legame col Mediterraneo raccontato “in movimento”

Il mare è sempre stato un elemento fondamentale per la vita e per l’evoluzione dell’uomo. Sfruttato come risorsa inesauribile di cibo fin dall’antichità, quando l’uomo utilizzava bastoni di legno per pescare fino alle tecniche più moderne per reperirlo e non solo.

È stato il “mezzo” che tutti i popoli hanno sfruttato per scoprire nuovi luoghi da colonizzare o per estendere il proprio dominio, ad esempio l’Impero Romano, estesosi per tutto il Mediterraneo.

Ecco, il “mare nostrum” è un testimone eccellente della storia, teatro di spedizioni, come quella dei Mille guidati da Garibaldi, o testimone delle migrazioni degli italiani verso la speranza di una vita migliore, a cavallo tra l’800 e il ‘900.

L’Italia, con i suoi circa 800 km di costa non può non avere una storia legata al mare e alle tradizioni marittime.

Quando parliamo di tradizioni navali e pensiamo al Belpaese, senza dubbio pensiamo alla nostra Marina Militare, nata nel 1861 col nome di Regia Marina con la proclamazione del Regno d’Italia, per poi cambiare nome con la proclamazione della Repubblica.

Questo fortissimo legame col mare ha suggerito l’idea di un programma divulgativo ma anche didattico, per mostrare al pubblico la storia nostrana, solcando i mari. Il programma in questione si chiama “L’Italia delle navi“, realizzato da Stand By Me per A+E Networks Italia in collaborazione con la Marina Militare e Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane.

❗️Roma 23 gennaio 2020 🇮🇹“L’Italia delle navi,storia di una nazione in movimento”⛵️🚢

Posted by Eurocomunicazione on Thursday, January 23, 2020

Un viaggio suddiviso in quattro tappe in cui lo spettatore potrà, idealmente, ripercorrere le tappe più importanti della storia salpando con la nave scuola della Marina Militare. L’Amerigo Vespucci, progettato dal tenente colonnello del Genio Navale Francesco Rotundi considerato il più bel veliero al mondo tanto da aver svolto anche il compito di ambasciatore sul mare dell’arte, della cultura e dell’ingegneria italiana.

Passando dalla spedizione dei Mille, con il piroscafo guidato da Garibaldi, il Piemonte, si arriverà ai primi del ‘900 vivendo idealmente il sogno delle Americhe, quando migliaia di italiani si imbarcavano sull’ammiraglia della Costa Crociere. Punto importante questo perché è proprio da queste migrazioni alla ricerca delle “Meriche” che si evolverà il discorso delle crociere così come le conosciamo oggi.

La fantasia porta al Titanic, quanti hanno visto almeno una volta il film! I ricchi con stanze lussuose degne degli appartamenti più sfarzosi e i più  poveri nelle cabine di terza classe, che però più che cabine erano camerate con tantissimi posti letto, pieni di umidità, cattivi odori e caldo derivante dai motori. Era così nella realtà italica, vi era un rapporto di un ricco ogni quattro poveri. Arriveremo così fino al 1915, il primo conflitto mondiale vivendo le gesta di Massimiliano D’Asburgo fratello del kaiser e ammiraglio della marina austroungarica a bordo del Piroscafo Italia, sequestrato e armato per difendere i confini.

Il mare conserva nelle sue profondità numerosissimi relitti, alcuni anche molto suggestivi, sia per la loro storia sia per il fascino che suscitano. Non tutti affondati per scontri o guerre, ma sicuramente la guerra ha contribuito alla creazione e sviluppo di imbarcazioni militari con diversi utilizzi. A partire dagli incrociatori, le portaerei, le fregate, i caccia lanciamissili o le navi anfibie andando alla ricerca della nave da guerra forse simbolo della Seconda Guerra Mondiale, la Corazzata Roma.

Nave da battaglia della classe Littorio rappresentava il meglio della produzione navale bellica, che sarebbe dovuta essere stata consegnata agli Alleati a seguito della resa italiana, ma affondata con l’equipaggio a seguito di un attacco con una bomba antinave della flotta tedesca. Questo affascinante viaggio nella nostra storia si concluderà sulle coste della Costa Smeralda mostrando come sia cambiato anche il turismo di massa.

 

Gianfranco Cannarozzo

Foto e video © Eurocomunicazione, wikipedia, pixabay

 

 

 

 

 

 

 

 

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