Un team di ricercatori di Physical Rewiew ha dimostrato che i social network creano quelle che sono definite “le camere dell’eco”
Secondo le ultime notizie che giungono dai “bene informati” il giorno delle elezioni, 25 settembre 2022, oltre il 40% dei 47 milioni di persone che dovrebbero votare non si presenteranno ai seggi. Insomma quasi 19 milioni di aventi diritto non varcheranno le porte dei seggi.
Ci sono i giovanissimi che votano per la prima volta e non hanno ancora deciso, c’è chi ha finito da poco l’università e sta affrontando il problema di trovare un lavoro, le persone che stanno cercando, con ansia, come riuscire a pagare le bollette del caro energia, con l’inflazione che sale e con un lavoro precario, ci sono quelli alla ricerca della prima casa, gli anziani che si sono trovati invischiati, per far fronte a impegni economici inderogabili, e si sono indebitati con persone di pochi scrupoli.
In quali Regioni sono gli indecisi
Secondo Euromedia gli indecisi, uno su quattro, risiedono nel nord–est, ovvero la parte produttiva del Belpaese. Costoro all’ultimo momento andranno a votare attenti a dare la loro preferenza a chi promette di aiutare i grandi complessi produttivi e chi ha creduto nel Governo Draghi, e ne vorrebbe la continuazione. Sempre secondo Euromedia, le schede bianche saranno consegnate nel 70% dei casi dalle elettrici, in quanto arrabbiate per il poco coinvolgimento.
Come si comporta razionalmente l’elettore al momento del voto
Negli ultimi vent’anni gli studi neuroscientifici hanno permesso di identificare i comportamenti che influenzano la maggioranza delle persone alle urne. Molti nei giorni precedenti alle elezioni studiano in dettaglio i programmi dei partiti e di conseguenza nella loro mente applicano una percentuale di realizzabilità, per cui scelgono il partito che rappresenta massimamente il proprio beneficio, considerando le azioni attuabili.
I ragionamenti che condizionano le urne
La scelta del partito è condizionata e influenzata dalla preoccupazione di perdere certi privilegi come un bonus, uno sgravio fiscale, un aumento di reddito per maggiore produttività, minor tempo per la burocrazia. Questo è tipico della persona ansiosa. Dove c’è un alto grado di inquietudine per il futuro, le persone tendono a scegliere l’opzione che riduce le perdite, specie quando si tratta di voto politico. Così le proposte di flat tax risultano allettanti, perché promettono una rivoluzione delle tasse che vengono vissute nella nostra mente come riduzione di perdite. Stesso discorso per il mantenimento del reddito di cittadinanza o della sua revisione. Qualunque valutazione dei programmi elettorali porta le persone a votare per chi, pensano, le farà perdere di meno anche se non si sentono perfettamente rappresentate.
Quando i social network creano “le camere con l’eco”
Un team di ricercatori di Physical Rewiew ha dimostrato che i social network creano quelle che sono definite “le camere dell’eco“. Le persone durante le elezioni sono sommerse da un mare di informazioni e vengono esposte, attraverso algoritmi, solo alle notizie che preferiscono ascoltare. Sui social proprio per questo meccanismo viene continuamente rafforzato l’eco di quello che già si pensa, con il risultato che le posizioni personali divengono nella nostra mente sempre più rigide.
Gli indecisi non votano
Nonostante i leader dei partiti politici si sforzino per coinvolgere i cittadini, appellandosi all’importanza del voto, saranno milioni gli italiani che si asterranno alle elezioni politiche del 2022. In parte per disaffezione, altri per mancata rappresentanza. L’algoritmo riconosce in alcune persone il completo disinteresse per la politica, in quanto questa, nelle ultime settimane di campagna elettorale, non ha mostrato loro alcun contenuto che potesse risvegliare la voglia di esprimersi e mettersi in gioco con il proprio voto per la cosa pubblica.
Molti elettori non voteranno perché non capiscono argomenti complessi come il cuneo fiscale
Il Neurovendita Lab ha studiato in questi giorni il modificarsi del diametro della pupilla in alcune persone che assistevano ai comizi dei vari leader nazionali ed esponevano il loro programma elettorale. È risultato che molti non comprendevano ciò di cui si stava parlando perché argomenti troppo complessi. Più un tema richiede sforzo mentale, maggiormente la pupilla si riduce di diametro, e i temi politici, presi ad esempio, sono risultati tra quelli che hanno provocato nei presenti una costrizione maggiore del diametro pupillare, specie quando si parlava del cuneo fiscale.
Pertanto i temi politici che richiedono più attenzione, concentrazione mentale in chi ascolta, alla fine risultano meno persuasivi di altri più semplici da comprendere, quindi meno efficaci sull’opinione pubblica. Ma è accertato che sono anche dimenticati con più facilità da colui che ha presenziato al comizio e che tende, quindi, a escluderli dalla sua mente.
Giancarlo Cocco
Foto © Avvenire, Metropolitano, Orizzonti Politici













