Atene, arresti per i tifosi che hanno causato l’omicidio

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Atene

Per il delitto a Nea Filadelfia procedimento penale per 4 reati. Arma ancora non ritrovata

Un tifoso greco dell’AEK Atene è stato accoltellato a morte durante una rissa con i tifosi della Dinamo Zagabria. Violenti scontri hanno opposto gruppi di ultras, provocando almeno sei feriti. Il ventiduenne è stato portato in un ospedale della Capitale greca prima di morire in seguito alle ferite riportate, secondo quanto riferito dalla polizia locale.

Il fermo del diciannovenne croato, catturato dalle autorità martedì pomeriggio alla stazione di frontiera di Kakavia, si è trasformato in un arresto. Secondo ERT, le autorità, dopo averlo interrogato, hanno scoperto che ha partecipato ai sanguinosi incidenti avvenuti dai tifosi della Dinamo Zagabria ieri vicino allo stadio dell’AEK.

Insieme al ragazzo sono accusate e detenute anche altre 104 persone per gli incidenti avvenuti a Nea Filadelfia, vicino allo stadio dell’AEK, che hanno portato all’omicidio del ventinovenne Michalis Katsouris. Le accuse sono di reato (quattro) e reato minore (sette). Gli arrestati, a eccezione di uno di origine croata in cura presso l’ospedale, sono stati trasportati in autobus, sotto una scorta di polizia molto forte, fino ai tribunali di Evelpidon. Dopo l’avvio dell’accusa sono stati deferiti agli investigatori ordinari per le loro scuse. Ad oggi si sono presentati al procuratore 97 croati, due greci, un albanese, un austriaco, un tedesco e un bosniaco.

Le accuse

Un altro arresto di un croato effettuato fuori Ioannina mentre era su un autobus con i tifosi del Panathinaikos diretti ad Atene. Portato al quartier generale della polizia dell’Epiro dove si sta indagando sul suo coinvolgimento negli incidenti. Secondo quanto riferito, è imparentato con il gruppo di cinque croati arrestati a Igoumenitsa la scorsa notte. Nello specifico l’azione penale riguarda i reati: organizzazione criminale; omicidio intenzionale; esplosione; possesso di esplosivi; disturbo della quiete pubblica; lesioni personali pericolose; fatto compiuto e tentativo; congiuntamente in modo seriale; danni a proprietà straniere; violenza (un reato di legge sportiva); porto illegale di armi; uso di armi; possesso di razzi.

Secondo le informazioni, l’arma del delitto, molto probabilmente un coltello, con cui è stato ucciso Michalis Katsouris, non è stata ancora localizzata ed è quindi ricercata. Tuttavia, altri coltelli sono stati trovati e sono al vaglio delle forze dell’ordine e dei pubblici ministeri. Infine, l’indagine delle autorità continua con enfasi sia sui telefoni cellulari degli accusati che sono confiscati, sia sui test del materiale genetico e sui video che dovrebbero rivelare l’autore del brutale omicidio.

Cordoglio

Il primo ministro croato Andrej Plenković ha chiamato il suo omologo Kyriakos Mitsotakis per esprimergli le sue condoglianze per l’omicidio del tifoso dell’AEK da parte degli hooligans della Dinamo Zagabria che si sono recati ad Atene.

Il ministro croato dello Sport, Nikolina Brnjac, nel riferire le sue condoglianze al suo omologo greco, Yiannis Vroutsis, ha fortemente condannato il comportamento degli hooligan croati. I due hanno discusso degli inaccettabili episodi di violenza e teppismo che non si adattano al calcio e allo sport in generale. Brnjac ha chiesto che i colpevoli siano puniti in modo esemplare, offrendo tutta l’assistenza possibile e Vroutsis l’ha ringraziata e invitata in Grecia, al fine di continuare le discussioni e la cooperazione bilaterale con l’obiettivo di creare un quadro comune per affrontare il fenomeno internazionale della recrudescenza della violenza dei tifosi.

Problema di tutte le Nazioni

«Siamo scioccati dall’inimmaginabile episodio di violenza brutale, che è costato la vita al ventinovenne Michalis, un tifoso dell’AEK. AteneUn giovane che è stato pugnalato a morte in un raid da teppisti “importati” e domestici, che è entrato in Grecia ed è arrivato a Nea Filadelfia solo per uccidere. La comunità sportiva e l’intera società greca piangono e giustamente chiedono che si trovino soluzioni adeguate a questo problema multifattoriale, che riguarda tutti i Paesi a livello internazionale», sottolinea Vroutsis, che osserva che l’omicidio di Alkis Kambanos non è stato una lezione.

«È anche deludente per noi politici che, nonostante il breve periodo di tempo trascorso dall’omicidio di Alkis Kambanos e dopo una serie di misure estremamente severe che sono state messe in atto, ci troviamo di nuovo di fronte a un evento così orribile. Lo Stato ha l’obbligo di garantire la protezione e l’osservanza dell’ordinamento giuridico. Dobbiamo trovare immediatamente risposte adeguate, moderne per l’epoca, per combattere i trasgressori in stretta collaborazione con i gruppi. Poiché agiscono sotto le spoglie della “lealtà” nei loro confronti e con una caccia implacabile per prevenire incidenti e punizioni esemplari quando si verificano. Le mie sincere condoglianze alla famiglia di Michalis», ha concluso Vroutsis.

 

George Labrinopoulos

Foto © Derby, Tuttomercatoweb, Wikipedia

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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