Superbonus, l’esercito delle 12mila scimmie

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Superbonus

Un mercato disumano e selvaggio da Repubblica delle Banane quello del Superbonus che condanna alla morte 12mila imprese

 

Sono oltre 12mila le scimmiette che, sbattute a destra e sinistra, con i loro piattini da cioccare, tentano inutilmente di cedere i propri crediti Superbonus 110 e gli altri crediti decennali.

Le 12mila scimmiette sono persone e imprese italiane che hanno riposto la loro fiducia nello Stato, che ha promesso e poi, ineluttabilmente, li ha tradite.

Quanto possono durare ancora le batterie che consentono a queste povere scimmiette, ridotte così da questo grande tradimento di Stato, di sbattere i loro piattini facendo questo minimo chiasso?

Davvero poco: alcune braccia si sono già fermate. I piattini non si muovono più

La stampa mainstream se ne frega o non comprende la portata dell’evento, le inservibili Associazioni di categoria fanno ancora peggio e rilasciano plausi al Governo per aver tradito la fiducia di un’intera filiera Italiana: quella dell’edilizia.

Ci sono state truffe? Certo, come sempre in Italia ci sono furbi, ma sono lo zero virgola rispetto al totale dei crediti in circolazione. La truffa più grande, l’allucinazione collettiva trasmessa a partire da Draghi e continuata con l’attuale ministro Giorgetti è che lo Stato possa cambiare gli impegni presi con i contribuenti a seconda dei Governi.

SuperbonusIl capo dello Stato, che a quanto pare è un maestro del doppiopesismo, non si accorge che è profondamente sbagliato far credere che una legge promulgata dai 5 stelle, scritta con i piedi come tutto quello che hanno fatto, sia da cancellare, condannando alla morte 12mila imprese, perché c’è un nuovo Governo e quindi è colpa di un altro Stato. Lo Stato è sempre l’Italia, signori. Una allucinazione idiota e fastidiosa che però è passata nella narrazione come veritiera: cronaca di uno Stato totalitario non di una democrazia.

Un vero dramma

La gente fa spallucce, ma ci sono decine di migliaia di condomini che presto si troveranno a dover restituire i soldi che hanno utilizzato con il pagamento in fattura perché le aziende costruttrici, che non sono riuscite a cedere i crediti, non riusciranno a finire i cantieri. Con la conseguenza che i cittadini, già disintegrati da uno Stato opprimente e vorace, dovranno anche restituire i soldi e pagare per completare i lavori. Ciò è quello che sta per succedere.

Una ingiustizia così grande, e colpisce il fatto che nessuno se ne occupi??? Perché non ci sono acquirenti di questi crediti? Semplice, il sistema bancario si è allontanato terrorizzato dalla campagna di demonizzazione delle imprese come se fossero tutti delinquenti truffatori (Draghi docet!) e le large corporate come sempre speculano e basta. Non redistribuiscono ma anche qui vogliono solo fare extra-profitti.

Inoltre come sempre succede, un settore abbandonato è come un otre vuoto sotto la pioggia. Entra l’acqua e l’effluvio è composto dai cessionari avventurieri (coloro che si propongono per comprare i crediti di famiglie e imprese) che hanno messo in piedi un teatro comico/criminoso che comporta una frustrazione parossistica per le imprese che tentano di cedere i loro cassetti fiscali.

Pare inverosimile ma il settore dei cessionari italiani (banche, fondi di investimento, grandi aziende) è popolato da intermediari avventurieri senza scrupoli e cessioni impossibili da portare a compimento.

Sempre peggio

Da quanto è stata fatta l’ennesima modifica della “cessione dei crediti” da parte del ministero dell’Economia, sono nate società Srls che si chiamano “fondo” (per scimmiottare la parola fondo che generalmente è associata a cose solide), studi legali e advisor che mettono in piedi cartolarizzazioni inesistenti che girano mezza Europa senza costrutto, società maltesi che fanno contratti di decine di milioni di Euro, promettendo alle aziende pagamenti in 40 giorni, poi cedono i cassetti fiscali a questi studi legali che emettono titoli obbligazionarifasulli” che il mercato non compra e quindi le aziende che hanno ceduto i loro cassetti non vengono pagate. Addirittura società semplici (società agricole) fra persone con un euro di capitale sociale che si fanno cedere cassetti da milioni e milioni e poi non pagano lasciando le aziende sul lastrico e bloccandogli il cassetto fiscale.

Banche che offrono prezzi di acquisto dei crediti talmente bassi che è una umiliazione per aziende accettarli perché andrebbero in una desolante perdita.

SuperbonusE poi, intermediari di ogni risma, veri e propri pirati, che propongono di agevolare la cessione dei cassetti in continue conference call infarcite da parole come il “fondo”, la “banca” la “cartolarizzazione” che firmano contratti per le loro commissioni, illudono l’impresa che intanto, purtroppo, si espone finanziariamente in buona fede, credendogli, e poi scompaiono nella nebbia. Non li trovi mai più e basta.

Le domande che tutti dovrebbero porsi

Perché non c’è un dibattito sull’argomento? Le notizie sono la fermata del treno di Lollobrigida, il retroscenismo su ogni movenza della Meloni, il mainstream è troppo impegnato a parlare del solito niente che profuma di “fluidità”.

Ci sono decine di migliaia di famiglie che stanno perdendo tutto. A cosa serve straparlare del salario minimo quando si sta condannando a morte un’intera filiera produttiva, ovvero l’edilizia? Al solito nulla: nè fumo nè arrosto.

Questo dramma invece, purtroppo c’è.

Esistono le soluzioni? Eccome se ci sono ma sono frutto di pensieri così semplici che i nostri burocrati, occupati a ideare concetti complessi, non riescono ad elaborare.

Per esempio, prendiamo la farsa della legge sugli extra profitti delle banche e delle grandi società: Come è finita? In un vantaggio per le banche e le mega aziende che non hanno pagato un euro e si sono patrimonializzate tenendosi i soldi in una sorta di maxi condono auto rafforzativo.

Non era forse il caso di dire, “cara banca o cara corporation, invece di pagare la tassa degli extra profitti, compra i crediti dalle imprese da bonus edilizi poi cartolarizza, fai qualcosa per la comunità, visto che non ci versi un soldo dei miliardi che hai intascato”.

Troppo facile però! Le lobby pesano, i voti che i lobbisti indirizzano, anche.

Cosa fare

Serve una immediata legge di regolarizzazione dei crediti e unosbocco per la cessioneserio e sorvegliato, perché in Italia c’è una guerra tra povere aziende che stanno andando in fallimento per avere creduto nelle promesse dello Stato italiano. Le guerre non vanno ignorate, si allargano e ammalorano lo stato sociale. Per cui sveglia signore e signori il tempo è scaduto, in un clima nel quale l’Europa che tanto piace al nostro Governo che alla fine dei guai è il più filo-europeo che io ricordi, ci impone un adeguamento energetico totale dei fabbricati. Si potrebbe ragionare su una riscrittura dei Bonus, si potrebbero usare le nuove tecnologie finanziarie per aver leggi sistemiche che incentivino.

Lo Stato dispone di un patrimonio immobiliare del valore complessivo di 62,5 miliardi di euro. Un portafoglio di oltre 43mila immobili, tra fabbricati e aree. Basterebbe riqualificare subito questi immobili, per avere un aumento del valore pari a 15/20 miliardi circa, con una spesa del 25% dell’aumento del valore. Ciò genererebbe uno spazio di bilancio di 11/15 miliardi, per dare sollievo alle vittime del tradimento del Superbonus. Ma purtroppo, come detto sopra sono concetti troppo semplici e quindi destinati a menti intelligenti e…ma va là che è Natale dobbiamo essere tutti buoni.

 

Paltrinieri R Flavio

CFO Leone Capital LLC

Foto © Flavio Robert Paltrinieri, Nove Firenze, La Gazzetta di San Severo, Perugia Today

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