Un nuovo Caravaggio fra luci e ombre

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Caravaggio

L’Ecce Homo, un misterioso quadro che stava per essere venduto all’asta per soli 1.500 euro, ma che divide gli esperti

 

È proprio di Caravaggio, maestro rivoluzionario del chiaro scuro, primo regista della storia del cinema, l’Ecce Homo, opera scoperta tre anni fa, ed esposta al museo del Prado di Madrid, quando stava per andare all’asta per una cifra irrisoria. Tanti critici, fra cui Vittorio Sgarbi, sono favorevoli all’attribuzione al Merisi, ma vi sono alcuni dettagli che non convincono agli esperti.

La storia

Dovrebbe intervenire il famoso investigatore Hercules Poirot per dare una soluzione a un giallo misterioso che ancora percorre il mondo dell’arte internazionale. Ma probabilmente anche il simpatico ispettore belga, si troverebbe in difficoltà a dare un verdetto.

Il dipinto Ecce Homo era stato messo all’asta dalla casa Ansorena di Madrid tra marzo e aprile di tre anni fa attribuendolo a un pittore della cerchia di Jusepe de Ribera. Improvvisamente, però, venne rimosso l’8 aprile 2021 dopo che molti critici erano convinti che l’opera fosse un altro capolavoro di Caravaggio.

Così scrive Maria Cristina Terzaghi, nel libro edito da Marsilio, Caravaggio, L’Ecce Homo svelato. “È la prima volta che in modo quasi unanime tanti esperti si trovano d’accordo nell’attribuire a Caravaggio un’opera appena riapparsa alla luce del sole, e basandosi solo su una serie di fotografie. Ma la fotografia dell’Ecce Homo girava su internet da fine marzo 2021 e pubblicata da un antiquario. Da quel momento sono sorti interrogativi amletici: è di Caravaggio? Non è di Caravaggio?. L’unanimità dei consensi da parte della critica, è stato il punto cruciale, ma pur essendo un’opera di grande fattura, vi sono alcuni elementi storici, iconografici e pittorici che pongono degli interrogativi”.

Precedenti

Già nel 1990 la Presa di Cristo nell’orto della National Gallery di Dublino, proposta dal restauratore Benedetti e successivamente nel 1993 certificata come opera del Caravaggio, con il consenso quasi unanime della critica, oggi da parte di alcuni studiosi trova un’altra interpretazione, sostenendo che l’originale sia un’altra tela, esposta recentemente ad Ariccia, mentre quella di Dublino potrebbe essere una copia, anche se il più grande esperto del Merisi, Roberto Longhi ripeteva che Caravaggio non ripeteva. Ma vi sono anche alcuni studiosi che l’opera sia di stile caravaggesco fiammingo.

Un mistero irrisolto

Ma torniamo all’Ecce homo, dopo tre anni di clausura è esposto al Museo del Prado, senza nessun diagnostico e tecnico del restauro e nessuna immagine delle fasi di cura, a cui l’opera è stata sottoposta, ma solo confronti iconografici e stilistici. La vista dell’opera, che fine a ottobre 2024 resterà esposta da sola in una sala del museo madrileno. Poi nella sala 7A, una delle nuove sale riallestite, con i naturalisti caravaggeschi e all’altro quadro di Caravaggio, da poco restaurato, il David con la testa di Golia, già posseduto dal Prado.

Una mostra con lacune evidenti, senza strumenti illustrativi prima del restauro, a differenza della grande mostra milanese che espose una ventina di opere di Caravaggio, Caravaggiotutte accompagnate da radiografie per far capire allo spettatore cosa si cela sotto la superficie pittorica. Se poi questo quadro stava per essere venduto all’asta per 1.500 euro, una cifra sotto stimata anche se fosse di un allievo del Ribera, a Hercules Poirot sorgono dei seri dubbi, sulla attribuzione reale del quadro. Il caso Ecce Homo sarà anche svelato, ma forse nel del tutto chiuso. Il gioco fra proprietari privati, aste e musei, si promuovono nei secoli, e la stessa storia documentale che Terzaghi riassume nel suo saggio è accompagnato da un ripetuto riferimento probabile all’Ecce Homo, oggi dato al Caravaggio, che sarebbe arrivato in Spagna a metà Seicento, forse assieme alla Salomè, ora nelle collezioni di Palazzo Reale.

L’interpretazione di Vittorio Sgarbi

In un importante intervento il critico d’arte Sgarbi, crede nell’autenticità dell’opera caravaggesca. “Guardiamo l’opera. Come una fotografia di Weegee o di Cartier Bresson, ha un impatto travolgente e immediato. Come non è nel composto dipinto del Cigoli o nel presunto Caravaggio genovese, teatrale e atteggiato, l’Ecce Homo è in presa diretta. Brutale e terribile è il personaggio in primo piano di Pilato che indica la condizione di prigioniero del Cristo, con il gesto delle mani, retoricamente amplificato nel dipinto genovese dal compiaciuto Andrea Dori. Nel nuovo capolavoro di Caravaggio, non c’è finzione, teatro. C’è la realtà nuda e cruda in una perfetta sintesi.

Pittore universale

Tante mostre sono in corso non solo in Italia, per rendere omaggio a Caravaggio, attuale maestro seicentesco che si lega con il contemporaneo e in particolare con la fotografia. Il Mart di Rovereto seguendo liaisons concettuali ha proposto un confronto tra Caravaggio e una selezione di opere del grande maestro dell’informale italiano Alberto Burri, in un continuo rimando tra immagini, simboli e affinità. L’arte contemporanea risente del più moderno pittore della storia dell’arte, in cui estetica, luce, malattia, vita e morte si susseguono continuamente.

 

Paolo Montanari

Foto © Deia, Turismo Madrid

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