La progressiva erosione degli ecosistemi minaccia l’intera catena di produzione del cibo. Per correre ai ripari gli agricoltori di tutto il Mondo si confrontano per adottare misure efficaci
L’agricoltura è alla base dei sistemi alimentari mondiali. Permette il nutrimento della popolazione mondiale e ha diverse applicazioni anche industriali. Tuttavia, questo sistema, oltre il sostentamento delle popolazioni del Mondo, è fondamentale soprattutto per le comunità che dedicano la propria vita e la loro attività a questo tipo di impresa. Questo contesto è costantemente minacciato da nuove sfide all’orizzonte: il cambiamento climatico, l’inquinamento, l’impatto delle nuove tecnologie e la carenza di investimenti rischiano di stravolgere l’intera catena del valore.
Per questo motivo a Roma dal 17 al 21 luglio si è riunita l’Organizzazione mondiale degli agricoltori presso la prestigiosa sede della FAO. Il fine del convegno annuale è quello di mettere sotto un unico tavolo i principali attori dei cosiddetti sistemi alimentari. La possibilità di avere così tanti agenti riuniti in un unico posto permette di avere i principali fautori dell’agroalimentare ovvero: agricoltori familiari, giovani, donne, organizzazioni e cooperative riuniti per discutere soluzioni comuni insieme alle Istituzioni. Il loro ruolo si riassume nella presenza della politica con i grandi enti multilaterali, ricerca con le Università, settore finanziario con la presenza di grandi gruppi fondi di investimento e industria.
Che cosa è il Oma/WFO?
L’Organizzazione mondiale degli agricoltori Oma (in inglese WFO) è un ente internazionale associativo che racchiude al suo interno la rappresentanza delle organizzazioni nazionali
di agricoltori e cooperative di tutte le aree del Mondo e di tutti i relativi settori in cui tale industria si declina. Le decisioni e i fini che persegue sono decise dai membri che vi partecipano. L’obiettivo dell’Oma è quello di costituire un gruppo di interesse che possa influenzare le decisioni a carattere internazionale multilaterale sulle tematiche dell’agricoltura. L’azione è mirata in modo da raggiungere posizioni orientate verso le persone che vivono nel settore in prima persona, vale a dire gli agricoltori stessi. La necessità di una loro voce si rende sempre più impellente date le sfide che il cambiamento climatico e l’inquinamento stanno causando ai diversi ecosistemi nel globo.
Il meeting annuale di Roma in tal senso risulta essere la vetrina migliore. Infatti, vedendo la partecipazione di oltre 300 persone provenienti da più di 60 Paesi rappresenta un’occasione perfetta per agricoltori produttori e altri portatori di interesse. I tavoli di confronto non riguardano solo i problemi noti anche alle cronache, ma si focalizza sulle soluzioni, in particolare volte alla sostenibilità nel contesto dell’agenda 2030. Il dialogo ambisce a portare avanti pratiche guidate dalle nuove tecnologie, come la biodiversità, con l’utilizzo sostenibile del suolo e il sostegno finanziario alle categorie agricole più vulnerabili.
Cosa sono i sistemi alimentari?
Un sistema alimentare o “Food system”, comprende tutti gli aspetti legati all’alimentazione e al nutrimento delle persone: coltivazione, raccolta, imballaggio,
lavorazione, trasporto, commercializzazione e consumo di cibo. Esso comprende tutte le interazioni tra le persone e l’ecosistema naturale cioè terra, acqua, clima, ecc. La relazione include gli effetti del mondo naturale sulla salute e la nutrizione umana. A completamento del quadro, ci sono le Istituzioni, le infrastrutture e i servizi che supportano il funzionamento di tutta la catena, e il ruolo che svolgono le diete e le culture alimentari nei risultati ottenuti.
L’orizzonte produttivo che si vuole realizzare è sistema alimentare orientato verso la sostenibilità, ovvero quando fornisce cibo nutriente sufficiente per tutti senza compromettere la salute del Pianeta o la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni alimentari e nutrizionali.
La crisi degli attuali sistemi alimentari
Un mix tossico di fattori fa sì che i sistemi alimentari non soddisfino i bisogni di ampi settori della società. Già prima dello scoppio della pandemia di Covid-19, i sistemi alimentari si trovavano ad affrontare sfide enormi. La fame è in aumento da diversi anni, colpendo fino a 811 milioni di persone nel 2020 secondo l’Onu, mentre le diete sane erano inaccessibili per almeno 3 miliardi. Nel frattempo, il cambiamento climatico stava già influenzando la produzione e la necessità di affrontare le preoccupazioni legate alle emissioni di gas serra e all’impatto ambientale stava diventando sempre più urgente. A dimostrazione che gli ecosistemi sono connessi alla salute non va trascurato il ruolo dei sistemi alimentari nell’emergere di nuove malattie infettive in zone precedentemente non affette. Questo fenomeno si manifesta principalmente a seguito sia della perdita di biodiversità dovuta a pratiche non sostenibili sia al danno agli ecosistemi già causati e riconosciuti.
I conflitti e il deperimento climatico costringono le persone ad abbandonare le proprie terre e distruggono l’agricoltura e le infrastrutture, danneggiando la produzione e la distribuzione alimentare, perturbando gravemente i mercati e facendo salire i prezzi. Allo stesso tempo, una gestione insostenibile delle risorse naturali riduce la capacità del mondo di produrre cibo e acuisce l’impatto degli shock climatici. Allo stato attuale quasi il 40% del territorio mondiale è degradato, con gravi ripercussioni sulla produzione alimentare.
Le vulnerabiltà dei popoli coinvlti
A pagare il maggior prezzo sono le persone povere e affamate in contesti isolati geograficamente, economicamente, socialmente e politicamente e difficili da raggiungere. In particolare, quando i raccolti falliscono, o tra un raccolto e l’altro, le
famiglie povere non hanno le risorse per soddisfare i propri bisogni alimentari, questo porta loro a mangiare poco e scarsamente nutriente. Quando invece il cibo nutriente è disponibile, spesso è troppo costoso. Un risultato altrettanto problematico è anche l’opposto; in caso di raccolti abbondanti, una capacità inadeguata di immagazzinare, commercializzare e trasportare il cibo porta gli agricoltori a non poterlo vendere al miglior prezzo quando la domanda è più alta. In tal modo il cibo viene sprecato e deteriorato.
Ora, a causa degli effetti che la pandemia ha già avuto su molti sistemi alimentari e dei potenziali effetti aggiuntivi che devono ancora arrivare, quasi una persona su tre nel mondo non ha avuto accesso a cibo adeguato nel 2020 con un aumento di milioni di persone già in un solo anno. Inoltre, mancano meno di 10 anni al 2030 la scadenza per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e molti di questi obiettivi rimangono ancora lontani dalla nostra portata. In molti casi, i sistemi alimentari non sicuri o insostenibili sono parte del problema. Per questo motivo è necessaria una trasformazione dei nostri sistemi alimentari.
La trasformazione dei sistemi alimentari il ruolo del multilateralismo
Incontri come quello Oma e le conferenze per il clima (COP28/COP30) hanno come obiettivo la trasformazione dei nostri sistemi alimentari che dovrebbe portare a dei
miglioramenti fondamentali nelle Istituzioni, nelle infrastrutture, nelle normative e nei mercati che li modellano, nonché nelle risorse investite in essi. Lo scopo è quello di renderli più sostenibili e qui non soltanto da un punto di vista dell’economia che vi gravita attorno, ma soprattutto riportando il focus sul ruolo delle famiglie, dei lavoratori e degli agricoltori che ci lavorano lo vivono e lo rendono possibile. Ciò consentirebbe ai produttori alimentari di fornire in modo sostenibile cibo nutriente a tutti e di essere adeguatamente ricompensati per il loro lavoro, in modo che non diventino essi stessi vulnerabili alla fame.
James Sekitoleko
Foto © World Farmers’ Organization, IFAD













