I resti archeologici scoperti saranno rimontati e musealizzati nell’area di Castel Sant’Angelo
Per il progetto di riqualificazione e pedonalizzazione di Piazza Pia a Roma, a pochi metri da via della Conciliazione, finanziato con circa 80 milioni di euro stanziati per il Giubileo del 2025, sono stati trovati importanti resti archeologici.
Dopo il ritrovamento della Fullonica – la lavanderia – rinvenuti i resti di un’opera di sistemazione a giardino. Si tratta di una struttura che era affacciata sulla riva destra del Tevere. Un muro di travertino dietro il quale fu realizzato un portico in colonnato, certamente una villa. Di ciò restano solo le fondamenta. È un’ampia superficie sistemata a giardino. Lo scavo ha condotto gli archeologi, che sovrintendono i lavori per la costruzione di un sottopasso in piazza Pia, diretti da Daniela Porro, a individuare che la zona nel passato era interessata da costruzioni edilizie appartenenti a personaggi storici.
Il periodo romano
L’area sia durante l’era di Augusto che quella di Nerone aveva costruzioni edilizie imponenti. Ne è testimonianza il rinvenimento di un tubo idrico in piombo timbrato con il nome
del proprietario della fornitura d’acqua dell’abitazione e del giardino, il personaggio identificato è Caligola. Figlio di Germanico e Agrippina, fu imperatore dal 37 al 41 d.C. L’iscrizione trovata sul tubo recita: C(ai) Caesaris Aug(usti) Germanici. Si tratterebbe quindi del sito ove erano gli Horti Agrippinae. Il riscontro si trova in fonti letterarie antiche in un passo dell’ambasceria a Gaio scritta da Filone di Alessandria, storico ebreo alessandrino, racconta di come Caligola avesse ricevuto una legazione di ebrei di Alessandria d’Egitto proprio negli Horti di Agrippina e scrive di un ampio giardino, affacciato sul Tevere.
Il gruppo di ebrei alessandrini aveva il compito di rappresentare all’imperatore le difficoltà che avevano le loro comunità nelle relazioni con le popolazioni greco – alessandrine. La crisi si era manifestata con gravi atti di violenza, tafferugli ed episodi di intolleranza religiosa. Chiedevano quindi all’imperatore di intervenire in loro favore.
Non fu confortante per l’ambasceria, in quanto Caligola era ispirato dalle teocrazie orientali e grande sostenitore della comunità greca di Alessandria e respinse quindi le richieste. La descrizione del luogo fatta dallo storico ebreo, identificherebbe nello scavo di piazza Pia il luogo dove si tenne l’incontro. Lo scavo conferma che lì erano gli Horti di Agrippina maggiore madre di Caligola.
Altri rinvenimenti
All’inizio del secolo, in occasione della costruzione per accogliere i pullman al Gianicolo, non lontano dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, sono stati trovati altri tubi di piombo, che riportano il nome di Julia Augusta, dovrebbe trattarsi di Livia Drusilla seconda moglie di Augusto e nonna di Germanico.
Giancarlo Cocco
Foto © Finestre sull’Arte, Roma Capitale













