Quando parliamo greco formuliamo equazioni

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Greco

L’unica lingua che non si basa sul fatto che alcune persone si siano sedute e abbiano accettato di chiamare un oggetto “x” o “y”

La lingua greca non è una lingua casuale. È stata costruita sulla matematica, e quello che poche persone ancora sanno è che ogni parola ha un background matematico. Le lettere non sono simboli sterili. In posizione verticale, capovolti con un’intonazione speciale, costituivano l’insieme dei 1.620 simboli utilizzati nell’Armonia (Musica in greco moderno). La loro proprietà più importante è che ogni lettera ha un valore, cioè è un numero.

Uno dei pionieri in materia fu Pitagora

I numeri, le forme, l’armonia e le stelle hanno qualcosa in comune, quindi rispettivamente la matematica (numeri), la geometria (le forme), l’armonia (la musica) e l’astronomia (stella = α-senza-supporto + leggi fisiche che le governano). Erano scienze sorelle secondo Pitagora, che nell’ordine specifico citato erano la scala per l’evoluzione (= di – elica, Dna) della mente – anima al Creatore. Una creazione basata su queste quattro scienze. 27 simboli – numeri con valore numerico compongono l’alfabeto greco, 3 gruppi di 9 simboli – numeri per ogni gruppo, con la somma di ogni gruppo 45, 450, 4.500.

Ecco alcuni esempi:

Alfa = 1 + 30 + 500 + 1= 532 => 5 + 3 + 2= 10 = >1 + 0= 1

En = 5 + 50= 55 => 5 + 5= 10 => 1 + 0= 1

Omicron = 70 + 40 + 10 + 20 + 100 + 70 + 50= 360, tanti quanti sono i gradi del ciclo

Per essere in grado di comprendere i significati delle parole della lingua greca antica, dobbiamo prima conoscere alcune cose.

L’Alfabeto

L’antica lingua greca è l’unica che non si basa sul fatto che alcune persone si siano semplicemente sedute e abbiano accettato di chiamare un oggetto “x” o “y” come tutte le altre lingue sterili del Mondo. L’inizio di tutto è l’alfabeto greco stesso (che ovviamente non è preso da qualcun altro, come vedremo di seguito, perché di fatto non è possibile).

Le lettere in totale erano 33 tante quante le vertebre, le ultime 5 (che svolgono il ruolo di antenne) sono direttamente collegate al cervello e corrispondono alle ultime 5 lettere implicite che solo i sacerdoti conoscevano. Una di queste era Sostika (o Gammadion) che in latino divenne Swastika e i nazisti la rubarono e la chiamarono Svastica. Questo simbolo è del Sole vivificante (Apollo), i nazisti lo hanno invertito per simboleggiare l’opposto, cioè la morte oscura. Alcune lettere, invece, sono state abolite nel tempo come Digamma (F), Koppa (Q), Stigma (S’), Sabi (ϡ)

Pitagora e i 3 livelli della lingua greca

  • Relatori, la parola
  • Significante, la relazione del segnale con il significato
  • Kripton, lo spazio (distanza e tempo), la vibrazione (che risveglia il cervello attraverso le frequenze proprie degli impulsi creati – Pallade Atena), il logaritmo (relazione di lettere e parole con i numeri) e il tono ritmo (relazione di lettere e parole con i toni musicali)

Ogni lettera corrispondeva a un numero, ma anche a un tono musicale quindi lettera = numero = tono (musicista), il che dimostra che nel greco dietro le lettere – parole ci sono numeri (lessa ritmi) e suoni musicali (tonalità).

Le 4 scienze sorelle secondo Pitagora erano:

  1. Numeri (matematica)
  2. Forme (geometria)
  3. Musica (armonia)
  4. Astronomia

Queste sono interconnesse e si trovano l’una nell’altra come le babushka russe. Combinano l’alfabeto, che racchiude numeri e toni musicali, con queste 4 scienze. Pitagora ascoltava l’armonia (musica) delle sfere celesti. Quindi parliamo un linguaggio che ha a che fare con il flusso dell’universo.

La lingua greca è l’unica che può essere utilizzata per i computer Grecograzie alla matematica e musicalità non solo delle parole-alfabeto, ma anche dei concetti matematici che nascono, ad esempio la parola TESI diventa: sintesi, epitesi, catatesi, ipotesi, esposizione, protesi, protesi, anatesi, diatesi, antitesi, ecc. ecc. se traduciamo queste parole dall’inglese sono completamente scollegate. ( συνΘεσις, επίΘεσις, κατάΘεσις, υπόΘεσις, εκΘεσις, πρόσΘεσις, πρόΘεσις, ανάΘεσις, διάΘεσις, αντίΘεσις κτλ κτλ).

Unicità

L’alfabeto non può essere copiato da qualche altra parte. Ciò è dimostrato dal fatto che nell’anno 2300 a.C. (con studi di Tziropoulou e altri e non dell’800 a.C.) Omero ha già a sua disposizione 6.500.000 parole primarie (prima persona presente e singolare) che se moltiplicate per X72 dove sono i richiami, si ottiene un numero enorme che non è il definitivo, perché la lingua greca non è sterile.

Se ora confrontiamo, per esempio, la lingua inglese che ha 80.000 parole, di cui l’80% sono greche, come informa l’Università del Galles, e contiamo che questa lingua sterile si è evoluta per 1000 anni, possiamo facilmente concludere che Omero ricevette una lingua che ha una profondità nel tempo di 100.000 a.C.; 500.000 a.C. Ma la prova definitiva è la sua stessa matematica, che non esiste in nessun’altra lingua del Pianeta. Non dimentichiamo inoltre che il Creatore usa la matematica per creare, quindi il nostro linguaggio è necessariamente radice-0/1.

Nuovi concetti/nuove parole

Ma prima di “Krypton” c’è il “Significante”, cioè la connessione delle parole con i loro significati. I dialetti stranieri sono stati definiti per accordo, cioè alcune persone hanno concordato che questo o quell’oggetto sarà chiamato “X”, il che rende le lingue sterili, quindi non possono dare vita a nuove parole, quindi non c’è matematicalità, quindi non possono descrivere nuovi concetti che esistono in natura, quindi il cervello se non può descrivere nuovi concetti attraverso le nuove parole viene lasciato al buio. Pertanto, i neuroni cerebrali non ne danno alla luce di nuovi, a differenza di coloro che usano il greco.

In che modo, ad esempio, l’inglese o il francese o X, Y con una parola che ha 10 significati possono descrivere in modo accurato e quindi chiaramente un significato più profondo? Per non parlare dei molteplici lati della questione? Ecco perché tutto è iniziato qui. Il Significante, quindi, è la connessione del marchio con il significato, cioè la parola stessa è creata in modo tale da descrivere il concetto che racchiude in sé.

Esempi

Il nome della parola Karyon (noce) deriva da un’osservazione della natura (come tutte le parole), cioè quando due animali con le corna (arieti, capre, ecc.) tremano con le corna si sente il “crackokar“, questo suono ha dato il nome “horn” (corno), il corno ha dato il nome krata o kara (testa) e il suo diminutivo Karyon (testa piccola). Il karyon (noce) assomiglia sorprendentemente alla testa umana e al suo interno con un cervello.

Y è la radice del verbo ΥΩ (bagnato) dove c’è Y c’è una cavità (o curvatura) cioè femminilizza qualcosa, la pioggia (elemento liquido) entra (femminilizza) nella terra.

L’alfabeto musicale – numerico crea parole musicali – matematiche che descrivono concetti corrispondenti, che provengono dall’osservazione della natura della creazione e quindi per estensione del Creatore stesso, ma la domanda è quanti millenni possono essere stati necessari per creare questo perfetto complesso matematico dove le lettere sono numeri e allo stesso tempo i toni e le parole musicali cioè l’insieme dei numeri e dei toni musicali si nascondono al loro interno, tranne che armonie musicali complesse, concetti che non sono affatto casuali ma dopo un’ampia osservazione della natura.

 

George Labrinopoulos

Foto © Ilbolive.unipd, Bfz.biz, Pinterest, Pin su Erika

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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