Ettore Majorana come Alan Turing, un genio e la morale

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Genio

Oltre la tesi ufficiale del suicidio emerge quella della fuga di un genio affetto da autismo e omosessualità

Ettore Majorana è stato un fisico geniale del Novecento. È autore di soli 10 articoli scientifici, ma che hanno avuto un peso determinante nella, allora, nascente Fisica del nucleo atomico. Si era laureato con Enrico Fermi nel 1929 e già da studente frequentava il mitico gruppo dei ragazzi di via Panisperna. Fermi considerava Majorana il più grande fisico teorico della nostra epoca e arrivò a paragonarlo ai grandi della scienza come Galileo e Newton.

Dopo la laurea la collaborazione con Heisenberg e i primi sintomi di isolamento

In virtù di queste straordinarie capacità, nel 1933 Fermi inviò Majorana a Lipsia, dove lavorava Werner Heisenberg. I due scienziati ebbero numerosi scambi ma non si sviluppò tra i due nessuna collaborazione scientifica importante, forse anche a causa del carattere schivo e introverso di Majorana. Nel 1934 tornò in Italia, ma si isolò sempre di più e inutilmente i suoi amici provarono a farlo tornare in Istituto. Si rifece vivo solo nel 1937, quando presentò la sua candidatura per la cattedra di fisica teorica a Roma. Tuttavia, quel posto era destinato al figlio del ministro Giovanni Gentile. Questi, per risolvere il problema, lo nominò Professore a Napoli per “Chiara Fama”.

Nei primi tre mesi del 1938 Majorana tenne lezioni nell’istituto di Fisica dell’Università di Napoli. Poi, il 25 marzo, inviò due lettere al direttore del Dipartimento Antonio Carrelli. La prima lasciava immaginare un gesto estremo: “A seguito della decisione ormai irrevocabile, e che non devi in alcun modo attribuire ad egoismo, ti prego di perdonarmi per la fiducia che ho deluso e anche per l’impressione che la mia scomparsa farà agli studenti”. Quindi si imbarcò su di un piroscafo alla volta di Palermo. In questa tratta non si suicidò dato che arrivò in Sicilia e mandò la seconda missiva a Carelli: “Spero che questo telegramma sia arrivato prima della mia lettera. Il mare mi ha rifiutato…”.

Evidentemente aveva ripensato il suicidio e cambiato idea. Subito dopo si imbarca di nuovo su un piroscafo diretto a Napoli. Ci sono prove della sua presenza a bordo, ma nessuna certezza che sia effettivamente sbarcato all’alba del 27 marzo. Da allora di Majorana non si sono più avute notizie certe, ma solo ipotesi e ricostruzioni più o meno fantasiose.

La misteriosa scomparsa e il ruolo della famiglia

Rientrato a Napoli, molto probabilmente prende la decisione irrevocabile di sparire. Ecco perché, piuttosto che della scomparsa di Ettore Majorana, bisognerebbe parlare della sua fuga. GenioScappa, in special modo dalla famiglia, la quale intuisce che non si è trattato di una disgrazia ma di un allontanamento volontario e, tramite parentele e amicizie influenti, si rivolge ai massimi livelli della Polizia di Stato solo per sapere se fosse vivo, senza voler conoscere dove risiedesse. La famiglia, infatti, aveva ricevuto la notizia che si stesse nascondendo in qualche paese del catanzarese, sembra in un convento. Tuttavia, non è dato conoscere con certezza se l’abbiano poi rintracciato.

Difficoltà nella personalità

La famiglia Majorana era una vera dinastia nella Sicilia di inizio Novecento. Il padre di Ettore, Salvatore, fu docente universitario di economia, deputato, ministro e senatore. Si ritirò poi dalla politica e dalla vita pubblica per seguire personalmente l’educazione dei sette figli. Tutti i maschi ricevettero un’istruzione che li portò a raggiungere gli stessi risultati del padre. Diventarono docenti, presidi e rettori di Università, deputati e ministri. Per quanto riguardava Ettore, la sua difficoltà a stabilire relazioni personali e sociali e l’ossessività dei suoi studi rendeva difficili i rapporti con una famiglia iperprotettiva.

Inoltre, l’ipotesi di omosessualità, che trova riscontri da varie parti, comprese le reportistiche della polizia, rendeva ancora più difficili i rapporti con la famiglia. Le indagini e la curiosità suscitata dalla scomparsa potevano renderlo pubblico e per la famiglia era un vero problema. Nell’Italia degli anni ’30 l’omosessualità era una diversità di cui ci si vergognava.

Coprire le dicerie

Quindi la famiglia, mentre in privato insiste con polizia ed enti religiosi per continuare le ricerche, sceglie subito la linea della riservatezza per difendere onore e immagine e ufficialmente copre tutto con la tesi del suicidio. Meglio non parlarne più, piuttosto che dare delle spiegazioni imbarazzanti. Di conseguenza la tesi accreditata dalla famiglia parla di suicidio. Ettore si sarebbe buttato in mare nel marzo del 1938 tornando da Palermo anche se non ci sono prove e il corpo non è stato mai trovato. Quando poi, dopo la guerra, l’atomica riporta l’attenzione sui ragazzi di via Panisperna e in particolare sull’eccezionalità dei contributi forniti da Ettore, non è più possibile correggere la versione del suicidio. La famiglia affida a Edoardo Amaldi tutte le sue carte scientifiche con il tacito accordo del rispetto della sua versione per la scomparsa. L’autorevolezza di un fisico quale Amaldi accredita presso la comunità scientifica la tesi del suicidio.

L’analogia con Alan Turing

Come noto, Alan Turing fu il padre dell’informatica moderna avendo costruito un cervello elettronico universale e inventato quella che oggi si chiama la macchina di Turing. GenioInoltre, durante la Seconda guerra mondiale, riuscì a decifrare il codice di trasmissione tedesco chiamato Enigma che contribuì pesantemente alla vittoria degli alleati. Purtroppo, morì suicida nel 1954 a soli quarantadue anni come esito di un processo di omosessualità nel quale fu condannato a una cura ormonale che gli provocò insopportabili disagi fisici e psicologici. Scelse di morire addentando una mela intinta nel cianuro, fatto che ha ispirato l’icona di una nota marca di computer. Il dramma di Turing è in fondo accostabile a quello di Majorana. Entrambi hanno sofferto e scelto di estromettersi volontariamente da una società dalla quale sono stati emarginati.

 

Nicola Sparvieri

Foto © Open fisica, IIS Cattaneo-Dall’Aglio, Mega Curioso, asimmetrie

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