İmamoğlu, arresto e detenzione per questioni politiche?

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Imamoglu

Il presidente Erdoğan mai prima d’ora aveva intentato un colpo così contro il più antico partito turco

I giudici del tribunale di Istanbul, in Turchia, hanno confermato l’arresto del sindaco Ekrem İmamoğlu, in custodia da mercoledì ed è stato trasferito, insieme ad altre 48 persone nel carcere di massima sicurezza, l’Istituto penitenziario di Marmara, nel distretto di Silivri, nella provincia della Città. Sono varie le accuse tra cui quella per corruzione e per favoreggiamento al terrorismo. La sua detenzione è però considerata dalle opposizioni una mossa politica per eliminare un importante concorrente del presidente Erdoğan dalle prossime elezioni presidenziali.

Secondo alcuni media turchi, però, l’arresto non sarebbe stato confermato anche per l’accusa di “favoreggiamento al terrorismo”, eventualità che avrebbe portato alla nomina di un amministratore da parte del Governo per guidare la municipalità di Istanbul. Per il momento non è chiaro se l’accusa per terrorismo sia caduta o se i giudici debbano ancora pronunciarsi al riguardo. Il sindaco sarà comunque trasferito in carcere e sarà processato per l’accusa di corruzione.

L’arresto è avvenuto un giorno dopo che l’Università di Istanbul aveva annullato la sua laurea a causa di presunte irregolarità: una decisione che, se confermata, avrebbe messo a repentaglio la sua candidatura alle elezioni presidenziali. Secondo la Costituzione turca, infatti, per poter ricoprire la carica i presidenti devono aver completato gli studi superiori. İmamoğlu ha definito tale mossa «legalmente infondata», promettendo di contestarla in tribunale e aggiungendo che le università «devono rimanere indipendenti, libere da interferenze politiche e dedicate alla conoscenza».

Le accuse

I pubblici ministeri accusano il sindaco di Istanbul di “essere a capo di un’organizzazione criminale”, “essere membro di un’organizzazione criminale”, “estorsione”, “corruzione”, “frode aggravata”, “ottenimento illecito di dati personali” e “truccatura di una gara d’appalto”, nonché di “aver aiutato l’organizzazione terroristica Pkk”. İmamoğlu ha respinto tutte le accuse durante entrambi gli interrogatori. Secondo i media turchi, la polizia lo ha interrogato per circa cinque ore sabato nell’ambito di un’indagine sulle accuse di aver favorito il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), che è fuorilegge. È stato poi trasferito in tribunale per essere interrogato dai pubblici ministeri insieme ad altre 90 persone detenute con lui, considerate a lui legate, tra cui il noto giornalista Ismail Saymaz.

Reazioni

Un colpo di Stato. Ci troviamo di fronte a una grande tirannia“, aveva scritto subito dopo il suo arresto in un messaggio pubblicato su X. “Voglio che sappiate che non mi arrenderò“, aveva aggiunto. Inoltre ha accusato il Governo di sfruttare il sistema giudiziario e di peggiorare l’economia in difficoltà del Paese. E il suo partito, con il quale İmamoğlu ha conquistato per due volte la poltrona di sindaco di Istanbul, aveva bollato l’arresto come “un colpo di Stato contro la volontà nazionale”.

In centinaia si sono radunati sabato davanti al tribunale, dove era in corso un ulteriore interrogatorio, a sostegno di İmamoğlu, arrestato mercoledì dopo un’irruzione all’alba nella sua residenza. La sua detenzione ha suscitato l’indignazione dell’opinione pubblica e ha scatenato proteste diffuse in tutta la Turchia. Si prevedeva che oggi, durante le primarie del partito, sarebbe diventato ufficialmente il candidato alla presidenza del più grande partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (Chp). Molti considerano il suo arresto come politicamente motivato e accusano il presidente Erdoğan di voler eliminare il suo principale rivale politico dalla prossima corsa presidenziale, prevista per il 2028. Il ministro della Giustizia ha respinto le accuse e affermano che i tribunali turchi sono liberi e operano in modo indipendente dal Governo.

Il presidente Ozgur Ozel ha dichiarato che le primarie, in cui potranno votare circa 1,5 milioni di delegati, si svolgeranno come previsto. Il partito di opposizione ha anche esortato i cittadini a partecipare a un’elezione simbolica, attraverso urne improvvisate che saranno allestite in tutta la Turchia, per mostrare solidarietà a İmamoğlu.

In un tweet pubblicato poco prima del suo arrivo in tribunale, İmamoğlu ha esortato i cittadini a salvaguardare le urne per le primarie: “Non dimenticate: hanno molta paura di voi e del vostro diritto democratico di votare“.

Scontri

Sabato sono scoppiati vari scontri tra la polizia e i manifestanti a Istanbul durante il Imamogluquarto giorno di manifestazioni. La polizia ha usato spray al peperoncino, gas lacrimogeni e ha sparato proiettili di gomma per disperdere la folla e respingere centinaia di manifestanti che lanciavano razzi, pietre e altri oggetti contro gli agenti. L’ufficio del governatore di Istanbul ha annunciato l’estensione del divieto di manifestare fino al 26 marzo e ha imposto restrizioni all’ingresso e all’uscita di veicoli ritenuti in grado di trasportare persone “suscettibili di partecipare ad attività illegali” e di protestare.

Le autorità hanno impedito l’accesso al palazzo di giustizia, transennando le strade locali e chiudendo le stazioni della metropolitana vicine. Centinaia di agenti di polizia e oltre una decina di cannoni ad acqua sono stati dispiegati per mettere in sicurezza le vicinanze, ma centinaia di manifestanti sono riusciti a raggiungere l’edificio, dove hanno protestato all’esterno scandendoDiritti, legge, giustizia!”.

Queste manifestazioni segnano la più grande ondata di proteste in Turchia in oltre un decennio.

Il ministro dell’Interno Ali Yerlikaya ha dichiarato che 343 sospetti sono stati arrestati durante le proteste di venerdì sera nelle principali città del Paese. Ha inoltre aggiunto che “non ci sarà alcuna tolleranza per coloro che cercano di violare l’ordine sociale, minacciare la pace e la sicurezza del popolo e perseguire il caos e la provocazione”.

Incitazione

Erdoğan si è rivolto alle proteste che hanno attraversato il Paese negli ultimi quattro giorni per chiedere il rilascio di İmamoğlu. In un discorso in occasione dell’Iftar, il pasto consumato per rompere il digiuno durante il mese sacro musulmano del Ramadan, il presidente turco ha accusato l’opposizione di cercare di creare un’atmosfera di tensione e caos. «Credo che valga la pena ricordare ancora una volta che i giorni in cui si usciva per le strade, portando con sé organizzazioni di sinistra, estremisti e vandali e minacciando la volontà nazionale sono ormai alle spalle. I giorni in cui la politica e la giustizia erano dirette attraverso il terrore di strada appartengono ormai completamente al passato, insieme alla vecchia Turchia», ha sostenuto Erdoğan.

Economia

Alla notizia dell’arresto la lira turca è crollata raggiungendo un nuovo minimo storico rispetto al dollaro, poiché i mercati, già in allarme per l’incertezza economica, sono sempre più preoccupati dalla deriva autoritaria. Anche alla luce della recente ondata di repressione, infatti, l’arresto del sindaco di Istanbul – la seconda carica del Paese per importanza dopo quella del capo dello Stato – segna l’ingresso della Turchia in un territorio inesplorato. Mai prima d’ora, nonostante arresti eccellenti di oppositori in passato, il presidente turco si era mosso in modo così spregiudicato contro il più antico partito turco, che fu di Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della moderna repubblica turca.

Anche a livello internazionale, la reazione è stata di sconcertata condanna: funzionari dell’Unione europea, hanno criticato gli arresti che rischiano di pregiudicare il riavvicinamento di Ankara col Continente in materia di difesa e sicurezza, alla luce del mutato scenario internazionale. Ma, in un momento in cui l’Europa si affanna a rafforzare le sue difese, la Turchia – con il secondo esercito permanente più grande della Nato e un’industria della difesa in forte espansione – è considerata un partner essenziale. Questo, unitamente alla “forza di persuasione” fornita dal fatto di ospitare più di 4 milioni di rifugiati pronti a entrare nell’Ue e l’apprezzamento dimostrato da Trump per gli uomini “forti” potrebbero aver convinto il sistema di potere turco che poteva permettersi il colpo senza temerne le conseguenze.

 

 

Ginevra Larosa

Foto © ISPI, Il Globo, France 24, Limes

Video © Eurocomunicazione

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