Criptovalute in crisi: le politiche di Trump generano instabilità

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Criptovalute

Sotto il peso dei dazi, aumentano le scelte protezionistiche mentre cadono vorticosamente i mercati azionari

Le recenti elezioni americane hanno avuto un impatto significativo sul mercato delle criptovalute, mettendo in evidenza la sua instabilità in risposta agli sviluppi politici. La vittoria di Donald Trump ha infatti provocato una precarietà immediata. Portando a una rapida fluttuazione dei valori delle criptovalute che ha annullato quasi completamente i guadagni precedentemente accumulati. Questo scenario ha suscitato preoccupazioni tra gli investitori, che stanno monitorando con attenzione le politiche economiche e commerciali del nuovo presidente. Con la capitalizzazione di mercato delle bitcoin in forte calo, l’attenzione si concentra ora sull’analisi degli eventi recenti e delle loro possibili conseguenze a lungo termine.

I dazi commerciali attuati dal presidente hanno sollevato timori circa una possibile recessione economica. Gli analisti suggeriscono che queste misure possano contribuire a una spirale di incertezze, con effetti negativi sull’intero ecosistema delle valute digitali. La risposta immediata del mercato indica che gli investitori stanno cercando di ridurre i rischi. Scegliendo di orientarsi verso asset considerati più sicuri, vista l’instabilità economica in atto negli Usa.

Capitalizzazione del mercato delle criptovalute

criptovaluteNegli ultimi giorni, il Bitcoin ha registrato una flessione significativa, contribuendo a creare un clima di incertezza per l’intero settore. Venerdì sera, il valore del Bitcoin è crollato di oltre il 7%, raggiungendo a Londra un minimo di 77.000 dollari. Attualmente, la criptovaluta più conosciuta viene scambiata a 76.837 dollari, subendo un ulteriore calo del 2,5%. Queste oscillazioni non sono un caso isolato. Ethereum ha visto una flessione notevole, scendendo fino a 1.521 dollari, il livello più basso da ottobre 2023, per poi stabilizzarsi a 1.543 dollari, con una perdita di circa l’1,95%. Si registrano anche cali del 19% per XRP, del 17% per Solana, del 18% per Dogecoin e del 18% per Cardano.

La capitalizzazione complessiva del mercato delle criptovalute, secondo i dati di CoinGeko, ha subito una contrazione di circa il 10%, scendendo a 2,54 trilioni di dollari. Ciò è un segnale evidente della natura altamente speculativa del settore. In questo contesto, le performance di Bitcoin ed Ethereum non solo riflettono una reazione immediata ai cambiamenti politici, ma evidenziano anche l’importanza di monitorare attentamente gli sviluppi futuri che potrebbero influenzare la stabilità economica globale.

Oscillazioni tra dazi e approccio protezionistico

Mentre i mercati continuano a muoversi, è cruciale comprendere le dinamiche in gioco per navigare con successo in questo ambiente turbolento. Tali oscillazioni derivano da una serie di fattori interconnessi che riflettono gli andamenti economici e politici. In primo piano, le politiche commerciali aggressive annunciate e attuate da Donald Trump, tra cui l’introduzione di dazi che hanno generato un clima di incertezza economica che ha minato la fiducia degli investitori. L’approccio protezionistico ha suscitato timori riguardo a un possibile rallentamento dell’economia globale, spingendo molti a ritenere che le criptovalute, tradizionalmente viste come asset ad alto rischio, non siano più un rifugio sicuro in un contesto così incerto.

A questo si aggiunge l’inflazione crescente negli Stati Uniti e nel resto del Mondo, che ha reso il mercato delle criptovalute ancora più vulnerabile. Gli investitori, temendo una perdita del potere d’acquisto, tendono a disinvestire, evitando di allocare capitale in criptovalute per prevenire ulteriori perdite. Questi fattori hanno determinato una significativa erosione del valore di molte criptovalute, mettendo in luce la loro sensibilità non solo agli sviluppi politici, ma anche a vari fattori economici sia interni che esterni. Analizzare le cause di questa flessione consente quindi di comprendere come tali eventi interagiscano all’interno dell’ecosistema complesso delle valute digitali e come l’atteggiamento degli investitori possa evolversi nel tempo in risposta a tali dinamiche.

Conseguenze in Europa ed Asia

criptovaluteLe vendite nel settore arrivano in un contesto di incertezza, mentre i mercati azionari rischiano di vivere un’altra seduta di sell-off. Il FTSE MIB ha aperto in calo dell’8%, seguito dal 7% di DAX, dal 6% di Cac 40, dal 6% di Ibex 35 e dal 5% di FTSE 100. Le borse asiatiche non sono state da meno: il Nikkei 225 giapponese ha registrato una discesa dell’8% subito dopo l’apertura, con le contrattazioni future sospese a causa di un interruttore di circuito, per poi chiudere a -7,68%. Il Kospi della Corea del Sud ha perso il 4,6%, mentre lo Shanghai Composite è sceso del 5,8% e lo Shenzhen Component ha registrato un calo del 7,2%.

Anche Taiwan ha visto un crollo del mercato azionario, con quasi 1.000 azioni che hanno raggiunto il limite di calo giornaliero. TSMC, la più grande azienda del Paese e il principale produttore di semiconduttori al Mondo, è scesa direttamente al suo limite giornaliero all’apertura del mercato. Jeff Mei, COO di BTSE, ha osservato che storicamente i mercati delle criptovalute tendono a sovraperformare rispetto ai mercati azionari durante i fine settimana. Tuttavia, gli analisti di Ava Labs spiegano che «le criptovalute, in quanto asset ad alto rischio, tendono a performare male durante periodi di incertezza, come quelli legati all’introduzione di dazi commerciali». Secondo loro, «i mercati probabilmente continueranno a calare nel breve termine, non tanto per i dazi in sé, ma per ciò che rappresentano: un ritorno alla volatilità legata alle scelte politiche».

Ciò che viene riscontrato è che la mentalitàvendi ora, pensa dopo“, innanzi all’aumento di scelte protezionistiche, abbia indebolito gli asset rischiosi, tra cui le Bitcoin.

Possibile iniziativa della Fed

Dato il crollo delle azioni e delle criptovalute, alimentato dalle preoccupazioni sui dazi, aumenta la probabilità di un’iniziativa della Federal Reserve. Sulle scommesse relative al contratto intitolato “Taglio di emergenza dei tassi della Fed nel 2025?”, secondo la Polygon, le probabilità di esito positivo sono passate dal 20% al 36%. Aumento significativo rispetto al 16% di una settimana fa. In merito sono già stati scommessi oltre 149 milioni di dollari. Si attende di vedere se la Fed convocherà una riunione d’emergenza. Nel frattempo, le probabilità di una recessione nel 2025 sono salite al 63%, rispetto al 39% della settimana precedente. Questo mercato si risolverà in un “sì” se il National Bureau of Economic Research dichiarerà ufficialmente una recessione negli Usa prima del 1° gennaio 2026.

criptovaluteLa scorsa settimana, Trump ha pubblicamente sollecitato il presidente della Fed, Jerome Powell, a ridurre i tassi d’interesse. Tuttavia, la Fed non sembra intenzionata ad agire rapidamente. Powell ha adottato una posizione prudente, suggerendo che il rallentamento economico non è ancora sufficiente a giustificare una risposta immediata sul fronte dell’inflazione. Al momento, l’intervallo dei tassi d’interesse della Fed rimane tra il 4,25% e il 4,50%.

 

Ottavia Scorpati

Foto © Tradingon, TrendingView, Everybody Loves Your Money, ConseilsCrypto

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