Premio Campiello 2025, trionfa “Di spalle a questo Mondo”

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Premio Campiello 2025

Una serata di letteratura, impresa e cultura condivisa nella cornice del Teatro La Fenice di Venezia. Vince la scrittrice napoletana Wanda Marasco

Con un margine sottile ma significativo, la scrittrice napoletana Wanda Marasco ha conquistato il Premio Campiello 2025 grazie al suo romanzo “Di spalle a questo Mondo” (Neri Pozza), ricevendo 86 voti dalla Giuria dei Trecento Lettori. Un risultato che conferma il valore di una narrativa intensa, colta e capace di connettere memoria storica e tensione emotiva, superando – seppur di misura – la proposta altrettanto apprezzata di Fabio Stassi, secondo classificato con “Bebelplatz”.

L’evento conclusivo della 63ª edizione del premio si è svolto al Gran Teatro La Fenice di Venezia, confermandosi non solo come uno dei momenti più attesi del panorama letterario italiano, ma anche come esempio concreto di dialogo tra cultura, impresa e istituzioni.

La cultura come bene condiviso

Il Premio Campiello 2025, promosso e organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto, continua a rappresentare un modello virtuoso di cultura d’impresa, in cui il sostegno alla letteratura si traduce in un investimento sul pensiero critico, sulla bellezza e sulla crescita collettiva.

Premio Campiello 2025A testimoniarlo, la significativa presenza dei vertici nazionali e territoriali di Confindustria, tra cui il vicepresidente nazionale Vincenzo Marinese, Leopoldo Destro e la presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron. Una partecipazione che sottolinea il legame profondo tra il mondo imprenditoriale e il valore della cultura come leva strategica per la società e per il futuro del Paese.

Accanto a loro, numerose autorità civili e militari hanno preso parte alla cerimonia, insieme al prefetto di Venezia Darco Pellos e al sovrintendente del Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi, la cui presenza ha ribadito l’importanza del ruolo che le istituzioni culturali svolgono nell’accoglienza e nella promozione dei grandi eventi dedicati alla letteratura.

Una serata tra arte e narrazione

A condurre la finale, per la prima volta, è stata la giornalista Rai Giorgia Cardinaletti, affiancata sul palco da Luca Barbarossa e dalla sua Social Band, che hanno scandito i momenti della serata con eleganza e sobrietà musicale. Il clima è stato quello delle grandi occasioni: intenso ma familiare, celebrativo ma sempre misurato.

Romina Caruana

Tra i protagonisti del mondo editoriale e culturale presenti in sala, si sono notate figure di rilievo come Elisabetta Sgarbi, editrice e fondatrice de La nave di Teseo, e l’attrice Romina Caruana, a testimonianza dell’attenzione trasversale che il Campiello continua a riscuotere nel panorama culturale italiano.

A conclusione della serata, nelle raffinate Sale Apollinee del teatro, si è tenuto il tradizionale momento conviviale, culminato nel taglio della torta da parte della vincitrice Wanda Marasco, affiancata dalla presidente della Fondazione Il Campiello, Mariacristina Gribaudi. Un gesto semplice ma ricco di significato, che ha suggellato non solo una vittoria personale, ma anche un momento collettivo di festa per la cultura.

Un premio che guarda al futuro

Oltre al premio principale, la serata ha visto l’assegnazione di altri importanti riconoscimenti:

  • il Premio Campiello Opera Prima, ad Antonio Galetta per “Pietà” (Einaudi);
  • il Campiello Giovani, vinto da Giacomo Bonato, diciassettenne padovano, con il racconto “Verso Oriente”;
  • il Campiello Junior ha premiato Ilaria Mattioni (“La figlia del gigante”) e Chiara Carminati (“Nella tua pelle”);
  • il Premio Campiello Natura, conferito a Lauro Marchetti per “Memorie di Ninfa”;
  • il Premio alla carriera, attribuito a Laura Pariani, autrice di straordinaria originalità e rigore.

Un’edizione che unisce tradizione e rinnovamento

La 63ª edizione del Campiello ha saputo coniugare continuità e innovazione, mantenendo saldo il suo impianto fondativo ma aprendosi a nuovi scenari e sensibilità. La presidenza della Giuria dei Letterati affidata a Giorgio Zanchini ha portato nuova energia al dibattito letterario, mentre la qualità delle opere selezionate conferma la vitalità del panorama narrativo italiano.

Premio Campiello 2025Il successo di Wanda Marasco, autrice dalla prosa lirica e dall’intelligenza profonda, suggella un’edizione in cui la letteratura ha saputo parlare al cuore e alla mente, restituendo ai lettori la complessità e la bellezza dell’umano.

In un tempo attraversato da incertezze e da trasformazioni rapide, il Campiello si conferma come spazio di incontro tra culture, linguaggi e visioni, e come testimonianza concreta del ruolo che l’impresa, se ispirata da valori alti, può svolgere nel promuovere la crescita culturale di un intero Paese.

 

Mattia Carlin

Foto © Eurocomunicazione, Mattia Carlin

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Mattia Carlin
Prof. Mattia Carlin è una figura di riferimento nel panorama internazionale, la cui carriera unisce con competenza e visione la diplomazia culturale, le relazioni internazionali, l’accademia e l’economia. Laureato in Filosofia a Ca' Foscari Venezia, ha integrato una solida formazione intellettuale con esperienze significative nei settori accademico, diplomatico e manageriale, creando un ponte tra il pensiero filosofico e le sfide globali contemporanee. Già console onorario della Colombia a Venezia e vicepresidente dell'Unione dei consoli onorari in Italia (con sede al Circolo degli Esteri di Roma), si dedica alla figura del console onorario, con particolare attenzione alle dinamiche internazionali che influenzano la cooperazione tra Stati e culture. La sua esperienza nella diplomazia culturale ha facilitato la circolazione di idee, valori e pratiche culturali tra i popoli. È stato Vicepresidente di ANGI (Associazione Nazionale Giovani Innovatori), dove ha contribuito a promuovere l'innovazione e l'imprenditorialità tra le nuove generazioni, supportando il progresso tecnologico e la trasformazione digitale. Come direttore del Dipartimento di Turismo, Arte e Cultura presso la MEIER University di Milano, Carlin stimola la formazione di nuove generazioni di leader, combinando scienze sociali, estetica e geopolitica in un approccio accademico innovativo. La sua esperienza nel management strategico e nel settore economico, maturata in aziende globali come Enel, gli consente di coniugare teoria e pratica, mirando a progetti che stimolano la crescita culturale, economica e istituzionale. Ha collaborato con la Biennale di Venezia nell'ambito del nuovo Centro Internazionale di Ricerca delle Arti Contemporanee. Nel corso della sua carriera, il prof. Carlin ha ricevuto importanti riconoscimenti e premi internazionali per le sue attività accademiche, diplomatiche e culturali, sottolineando l'impatto significativo delle sue iniziative a livello globale. Con una visione trasversale e interdisciplinare, il Prof. Carlin è capace di connettere economia e cultura, utilizzando le relazioni internazionali come leva per sostenere lo sviluppo sostenibile e la cooperazione globale. La sua carriera incarna l’integrazione di diplomazia culturale, educazione e economia, dimostrando come questi ambiti, pur apparentemente distinti, siano in realtà profondamente interconnessi, alimentandosi reciprocamente in un contesto globale sempre più interdipendente.

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