Turchia, Trump pronto a sbloccare vendita degli F-35

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Turchia Trump F-35

Ankara punta a riaprire il dossier mentre Washington lega tutto alla questione S-400 e ai rapporti energetici con Mosca

Donald Trump vuole rimuovere gli ostacoli alla vendita degli F-35 da parte degli Stati Uniti alla Turchia, come rivelato dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

In un’intervista in diretta con A Haber, Fidan ha sostenuto che Trump ha sottolineato a Erdoğan che il CAATSA non dovrebbe ostacolare i rapporti bilaterali e ha incaricato le agenzie governative di lavorare per revocarlo.

Fidan ha affermato che il presidente statunitense ha espresso una chiara volontà di risolvere la questione collegata alla vendita degli F-35 ad Ankara. «A differenza dell’ex presidente Usa Joe Biden, gli Stati Uniti ora hanno l’intenzione di risolvere questo. Trump ha dato istruzioni sulla questione e ha dimostrato la sua volontà».

Tuttavia, Marco Rubio, parlando con lui avrebbe dichiarato: «Ero senatore, ero dalla parte che ha approvato la legge. Ora sono passato dalla parte dell’amministrazione. Sono il ministro degli Affari Esteri. Il presidente mi ha dato un’istruzione per attuarla. Ora guardo il testo. Abbiamo scritto un testo tale che l’amministrazione non ha margine di manovra».

Fidan ha anche sottolineato che la CAATSA è una legge approvata dal Congresso. «Finché ci sarà buona volontà nelle nostre relazioni bilaterali, la ricerca di soluzioni non sarà esaurita», ha affermato. Infine, il ministro degli Esteri turco ha espresso la speranza che ci sia una soluzione in breve tempo.

Come è ben noto, Ankara è esclusa dall’acquistarli dal 2020 a causa delle sanzioni CAATSA per l’acquisto dei sistemi russi S-400.

SAFE e reazioni di Atene e Nicosia

Nella stessa intervista, Fidan sembrava infastidito dalla posizione di Atene e Nicosia riguardo alla partecipazione di Ankara al programma SAFE dell’Unione europea. «Per l’uso di una certa quantità di risorse naturali, specialmente se si intende portarle direttamente dall’estero, alcuni Paesi devono votare. Qui potrebbero sorgere difficoltà per la Turchia a causa di Grecia e Cipro».

Il ministro ha insistito sulla soluzione a due Stati per Cipro, affermando che è «la migliore struttura che garantisce l’uguaglianza e non crea problemi per entrambe le parti». Fidan affermò che «i turchi vivono nella parte settentrionale, i greci nella parte meridionale e, grazie alla presenza dell’esercito turco, dal 1974 in poi, la vita continua senza un’apertura di una narice». Ha descritto come una «allucinazione storica» il fatto che la comunità internazionale non accetti la soluzione «a causa della propaganda dei greco-ciprioti e dei greci e con l’illusione che siano presumibilmente positivi su un’altra soluzione».

Trattative in corso

Intanto il presidente Usa Donald Trump sta fissando condizioni rigorose per aprire la strada all’acquisizione di F-16 e F-35 in un momento in cui Erdoğan cerca di colmare le lacune nell’aeronautica acquistando F16 usati da Oman e Qatar. Fonti del Ministero della Difesa non hanno ancora chiarito in quale fase si trovino le discussioni, ma sottolineano che la Turchia intende procurarsi sistemi necessari da Paesi alleati fino all’arrivo del caccia nazionale KAAN.

Secondo i media turchi, Trump aspetta di vedere come Ankara gestirà gli S-400 e chiede di smettere di acquistare gas e petrolio russi.

In particolare, parlando con Haber Turk, Yurcel Tokmakoglu ha affermato: «Trump ha messo condizioni: risolvi la questione S-400, smetti di comprare gas e petrolio russi, poi risolverò la questione delle sanzioni CAATSA. Penso che nel recente incontro alla Casa Bianca questo abbia prevalso. Quindi sia gli F-16 che gli F-35 sono nello stesso paniere!».

E per quanto riguarda la nuova generazione di Eurofighter?

La Turchia prevede di acquisire circa 40 caccia Eurofighter Typhoon.
Il 23 luglio, Turchia e Regno Unito hanno firmato un MoU che consente ad Ankara di utilizzare i caccia Eurofighter Typhoon, dopo l’approvazione del Consiglio di Sicurezza tedesco. Inizialmente, i funzionari turchi si erano concentrati sull’acquisto di 40 F-16V dagli Usa e sull’aggiornamento di 79 F-16 esistenti allo standard F-16V, anche se il pacchetto successivamente rivisto per coprire solo l’acquisizione di 40 nuovi aerei.

 

George Labrinopoulos

Foto © Aeroflap, Business Standard, Wikipedia, Defense Priorities

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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