Ue approva 235 nuovi progetti per l’energia del futuro

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Ue energia del futuro

Nuove infrastrutture, fondi Ue e reti più moderne per garantire energia più sicura, economica e sostenibile in tutta Europa

La Commissione europea ha annunciato l’approvazione di 235 nuovi progetti energetici transfrontalieri, che acquisiscono lo status di Progetti di interesse comune (PCI) e Progetti di interesse mutuo (PMI). Questi progetti potranno richiedere finanziamenti dalla Connecting Europe Facility e beneficeranno di procedure accelerate di autorizzazione e supporto normativo, con l’obiettivo di accelerare l’attuazione e rafforzare il sistema energetico europeo.

Focus su Cipro: tre categorie di progetti strategici

Secondo l’elenco annunciato, il focus per Cipro riguarda tre categorie di progetti.

Grande interconnettore marittimo (GSI) Israele–Cipro–Grecia

Il complesso IsraeleCiproGrecia, noto come Grande interconnettore marittimo (GSI), comprende due interconnessioni elettriche: HaderaKofinou (tra Israele e Cipro) e KofinouKorakia a Creta.

Secondo la Commissione, il progetto è di importanza strategica, poiché per la prima volta collega elettricamente Cipro sia alla rete europea continentale, attraverso la Grecia sia a Israele, migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento e consentendo una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili.

Progetto Prinos Apollo CO₂

Il progetto Prinos Apollo CO₂ riguarda lo stoccaggio offshore del carbonio nel giacimento di Prinos e potrà ricevere merci dalla Grecia, oltre che da Cipro, Bulgaria, Croazia, Italia e Slovenia tramite trasporto marittimo. Contribuirà alla formazione di un mercato regionale di cattura e stoccaggio del carbonio.

Gasdotto EastMed

Viene mantenuto lo status di Progetto di interesse comune (PCI) per il gasdotto EastMed, che prevede il trasporto di gas naturale dai giacimenti del Mediterraneo orientale alla Grecia passando per Cipro e Creta. Continua a essere considerato un progetto di interesse europeo comune.

Le dichiarazioni della Commissione europea

Il commissario per l’Energia e l’Edilizia Abitativa, Dan Jorgensen, ha affermato che le infrastrutture energetiche non sono solo la spina dorsale della nostra Unione energetica, ma rappresentano la base di un’Europa forte e prospera. «Per affrontare le sfide odierne di sicurezza, competitività e decarbonizzazione, l’Europa ha bisogno di un sistema energetico resiliente e reattivo agli sviluppi futuri. I progetti che abbiamo scelto di sostenere giocheranno un ruolo fondamentale nel fornire energia più pulita, economica e sicura ai nostri cittadini e imprese».

I numeri della nuova lista europea

A livello europeo, la nuova lista include:

  • 113 progetti di elettricità, reti offshore e smart grid;

  • 100 progetti di idrogeno ed elettrolizzatori, fondamentali per la decarbonizzazione;

  • 17 progetti di infrastrutture per il trasporto di CO₂, utili allo sviluppo del mercato di cattura e stoccaggio;

  • 3 progetti di reti smart a gas.

Sono inoltre mantenuti due progetti a lungo termine che collegano Cipro e Malta alla rete europea del gas.

La Commissione sottolinea che questi progetti rafforzano la coerenza dell’Unione energetica e contribuiscono all’autonomia strategica dell’Europa, migliorando sicurezza e indipendenza energetica.

Secondo uno studio recente, il fabbisogno di investimento nelle infrastrutture energetiche europee – tra elettricità, idrogeno e reti di CO₂ – dovrebbe raggiungere 1,5 trilioni di euro nel periodo 20242040, con l’attuale serie di progetti che rappresenta un passo cruciale per colmare tale gap.

Una rete energetica moderna e integrata è considerata necessaria per sostenere la transizione verso l’energia pulita e mantenere prezzi accessibili per famiglie e imprese. Il Pacchetto europeo sulle reti, atteso probabilmente per il 10 dicembre, punta ad accelerare ulteriormente gli investimenti nelle infrastrutture critiche.

Gli elementi principali del nuovo pacchetto europeo sulle reti

Secondo informazioni di KYPE, il pacchetto si concentrerà su:

  1. progettazione centralizzata delle interconnessioni. Passaggio da un approccio bottom-up a una pianificazione centralizzata da parte della Commissione, per superare processi lenti e incongruenze tra Stati membri.
  2. Semplificazione radicale delle procedure di licenza. Obiettivo: ridurre drasticamente i tempi di autorizzazione, oggi rallentati da burocrazia e reazioni locali, che possono ritardare i progetti per decenni.
  3. Finanziamenti congiunti tra Stati membri. Per assicurare una equa ripartizione dei costi nei progetti che avvantaggiano l’intero Continente, anche se non tutti i Paesi ne traggono benefici diretti.

Iter di approvazione dei PCI e PMI

L’elenco presentato dalla Commissione sarà ora sottoposto al Parlamento europeo e al Consiglio come Atto Delegato. Le istituzioni avranno due mesi per approvare o respingere l’intera lista, senza possibilità di modifiche.

Dopo l’adozione finale, la Commissione rafforzerà la cooperazione con Stati membri e promotori per garantire che i progetti possano avanzare nel modo più rapido ed efficiente possibile.

 

George Labrinopoulos

Foto © Zotec Solar, La Stampa, Rinnovabili

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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