Il premier australiano sostiene Washington e Tel Aviv contro Teheran, condannando il regime e riaffermando i valori democratici del Paese
Riguardo all’attacco in Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele, il primo ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato che è fondamentale per la stabilità globale che l’Iran non ottenga un’arma nucleare.
Atti di violenza e intimidazione
Albanese ha affermato che l’Australia sostiene l’azione volta a impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari e a fermare le minacce alla pace e alla sicurezza internazionale. Ha inoltre dichiarato che la guida suprema iraniana Ali Khamenei è responsabile dell’orchestrazione di attacchi anche sul suolo australiano e che la sua morte non sarà rimpianta.
In una dichiarazione rilasciata poche ore dopo l’inizio dei bombardamenti, il primo ministro ha condannato i brutali atti di violenza e intimidazione utilizzati dal regime, inclusi episodi verificatisi in Australia.
Basta ricordare gli attacchi a Bondi Beach nel dicembre dello scorso anno, l’attentato contro la sinagoga di Melbourne nel 2024 e il ritrovamento di un furgone con un’autobomba nel gennaio 2025 destinata a colpire una sinagoga di Sydney.
Nell’agosto 2025 il Governo di Canberra ha espulso l’ambasciatore iraniano Sadeghi, accusando l’ambasciata iraniana di essere coinvolta nell’organizzazione di attacchi antisemiti sul territorio australiano. Inoltre, l’Australia ha dichiarato il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica un’organizzazione terroristica.
Nessun coinvolgimento
La ministra degli Esteri Penny Wong ha confermato che l’Australia non è stata coinvolta nell’operazione militare congiunta israelo–statunitense in Iran che ha decapitato la leadership del regime. Ha inoltre precisato che Canberra non è stata informata in anticipo dell’operazione “Epic Fury”, non ha partecipato agli attacchi e non prevede di essere coinvolta.
Inoltre ha esortato alla ripresa del dialogo e della diplomazia, che erano in corso fino all’attacco a sorpresa. Dopo una riunione del National Security Committee del Gabinetto, il Governo sta verificando con urgenza se cittadini australiani siano coinvolti negli eventi.
Le indicazioni ufficiali di viaggio sono aggiornate: gli australiani sono invitati a non recarsi in Israele, Libano, Bahrain, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
Il primo ministro ha dichiarato che il Dipartimento degli Esteri sta registrando i nomi dei cittadini che desiderano lasciare Israele e l’Iran, sottolineando però che la capacità di assistenza all’interno dell’Iran è limitata.
Condanna per le repressioni
In Australia, parte della diaspora iraniana ha celebrato la morte di Khamenei; tuttavia quattro organizzazioni hanno pubblicato necrologi e annunci di commemorazioni pubbliche in suo onore. Albanese ha definito questi eventi altamente inappropriati, anche per lo stesso popolo iraniano governato, ha sostenuto, con il terrore e il sangue dal regime degli ayatollah.
Ha aggiunto che la grande maggioranza degli australiani non parteciperà a tali iniziative e che il patto civile è chiaro: chi arriva nel Paese deve lasciare odio e pregiudizi alla dogana. Ha ricordato che l’Australia è una Nazione che crede nei diritti umani, nella democrazia e nella libertà, valori che auspica possano affermarsi in tutto il Mondo.
Secondo Albanese, spetta ora al popolo iraniano determinare il proprio futuro, mentre il Mondo osserva con attenzione gli sviluppi delle prossime settimane.
Il giornale The Guardian Australia ha rivelato che alcune moschee e centri islamici di Sydney e Melbourne avevano organizzato cerimonie di lutto per la morte dell’ayatollah Khamenei. Il premier del NSW Chris Minns ha definito queste veglie “atroci”, affermando che l’ayatollah era una figura malvagia e che il suo regime è stato responsabile di gravi repressioni e uccisioni di manifestanti.
Molti iraniani residenti in Australia si sono detti angosciati da queste commemorazioni, sostenendo che rappresentano una grave mancanza di rispetto verso la maggioranza della comunità iraniana australiana, da sempre contraria al regime islamico.
Stabilità globale
Anthony Albanese ha dimostrato una posizione di fermezza riguardo all’attacco americano e israeliano in Iran. Ha definito brutali le azioni del regime e ha attribuito responsabilità dirette alla leadership iraniana per attacchi e intimidazioni. Inoltre a ribadito il sostegno alle azioni volte a impedire all’Iran di ottenere armi nucleari, presentando la questione come un tema di stabilità globale.
Ha sottolineato che in Australia non c’è spazio per odio, estremismo o celebrazioni legate a regimi violenti, richiamando i valori di democrazia, diritti umani e convivenza civile. Albanese ha mantenuto una posizione diplomatica ma molto decisa sul piano della sicurezza, dei valori democratici e della tutela della coesione sociale interna.
Giovanni Maria Pontieri
Foto © Collage, United Israel Appeal, Vipiù













