A Confcommercio sfilano leader politici con proposte per l’Europa

  • Condividi questo articolo

Promesse di snellimento della burocrazia, riduzione di tasse, utilizzo dei beni confiscati alla mafia, lotta all’evasione. Lo slogan «pagare meno per far pagare tutti»

14 febbraio 2018 | di | Attualità - Politica

Giornate intense quelle vissute ieri e oggi (13 e 14 febbraio)  presso la sede di Confcommercio in Piazza Belli a Roma, dove si sono alternati il primo giorno: Silvio  Berlusconi, Pietro Grasso, Emma Bonino e Matteo Salvini mentre il secondo vedrà Matteo Renzi, Beatrice Lorenzin, Raffaele Fitto. Era prevista la partecipazione anche di Giorgia Meloni ma l’incontro è saltato per impegni della leader. Dinanzi ad una platea di 70 presidenti del Consiglio generale di Confcommercio , riunito in seduta permanente, in rappresentanza di 700 mila imprese associate, hanno voluto incontrare i leader dei principali partiti per proseguire e rafforzare il dialogo con le forze politiche e ascoltare le loro proposte, i programmi, le idee dei partiti. Per l’occasione la Confcommercio aveva elaborato un documento dal titolo “Un tema, una proposta” che in 24 punti evidenzia le misure indispensabili per una crescita più sostenuta delle imprese e delle famiglie. Tra i temi proposti dalla Confcommercio posti  alla attenzione dei  leader, degno di nota è quello sull’Europa. In proposito si legge sul documento che “è opportuno un ripensamento sul funzionamento complessivo dell’Unioneun più incisivo intervento dell’Europa sui temi della sicurezza, immigrazione, dogane e commercio elettronico”, mentre sulla spesa pubblica “l’Europa delinei i principi guida lasciando ai singoli Stati membri il compito di definire il quadro più idoneo per ciascun territorio… nell’agenda europea non si può non tener conto delle politiche di welfare storico dei singoli Stati membri e supportarle con programmi comuni attraverso fondi dedicati evitando di imporre nuovi paradigmi ai singoli Stati”.

Silvio Berlusconi presidente di Forza Italia, accompagnato da una imponente scorta, è stato il primo leader ad incontrare il Consiglio  di Confcommercio. Nel suo intervento ha sottolineato che: «se non fossero disinnescate le clausole di salvaguardia e scattasse l’aumento dell’IVA nel 2019 ci troveremmo con 13 miliardi di tasse in più». Il premier è poi d’accordo su tutte le proposte del documento di Confcommercio che ha precisato «se non sono già presenti nel nostro programma lo saranno». Ha parlato anche di disoccupazione giovanile proponendo per le imprese che assumono giovani disoccupati, che paghino 1.500 euro l’anno onnicomprensive per sei anni, e a proponiemte sito di Europa, «saremo a fianco delle imprese per modificare la Bolkenstein secondo le esigenze italiane. Riguardo il fisco ha parlato di una flat-tax al 23 per cento per tutti (costa 50 miliardi). Nel  suo lungo intervento ha annunciato anche che Carlo Cottarelli (l’economista ingaggiato per tagliare la spesa pubblica) potrebbe far parte della sua squadra di governo. Il presidente di Forza Italia non ha escluso la partecipazione anche di Tajani che, ha detto: «sta raccogliendo unanimi consensi dai parlamentari europei sulla sua conduzione». Dopo Berlusconi l’assemblea di Confcommercio ha accolto Pietro Grasso presidente di Liberi e uguali che ha sottolineato come «più crescita e più lavoro stabile e più reddito sosterrebbero la domanda interna». Grasso critica la flat-tax bene invece la web tax. Secondo il presidente di Liberi e uguali «…imposte più basse non assicurano maggiore fedeltà fiscale». È stato il turno di Emma Bonino, leader di +Europa «è il momento di consolidare la ripresa perché siamo meno competitivi rispetto ad altri Paesi che non hanno il nostro debito pubblico. L’Europa non è solo regole e condizioni ha detto la Bonino. «Noi dobbiamo scommettere sull’Europa» ha replicato il presidente  di Confcommercio Sangalli.

Ultimo della  prima giornata Matteo Salvini segretario federale della Lega che invita tutti a: «uscire dalla gabbia per cui bisogna tagliare e sacrificarsi per ridurre il debito, abbiamo già tagliato tutto il tagliabile». A proposito del 3% ha detto: «ci sono Paesi europei che non lo rispettano e allora se ci sono regole che permettono al mio Paese di crescere io sono il primo a rispettarle, ma se queste regole sono studiate per danneggiare le imprese e l’artigianato e la vita delle famiglie ho il dovere di ridiscuterle».  Salvini auspica con il prossimo governo un ministero che si occupi solo di turismo. «Un Paese che ha nel turismo una sua fonte di ricchezza non può non avere un ministero dedicato». Uno dei vicepresidenti di Confcommercio, ha sollevato il problema della vendita in Italia di capi di abbigliamento fatti in Cina e confezionati in Romania o nei Paesi dell’Est Europa. Salvini ha risposto che: «preso atto che ci sono in ambito europeo  più Paesi importatori che produttori e che sono in minoranza, rivedremo le regole in Europa e ci aspettiamo che ci sia la dicitura made in Italy per i nostri tessili, calzature ecc.». No poi alla direttiva Bolkenstein a tutela di chi ha investito soldi, tempo e fatica nelle piazze e sulle spiagge. «Le politiche rigoriste – ha concluso il segretario federale della Lega –hanno fatto crescere il debito di 950 miliardi di euro, bisogna aumentare il Pil con più gente che lavora, consuma, paga le tasse».

Nella seconda giornata il segretario del PD Matteo Renzi ha ribadito l’impegno del suo partito a non aumentare l’Iva e a sterilizzare le clausole di salvaguardia. «Se si aumenta l’iva – ha detto – si contraggono i consumi e non si raggiunge alcun obiettivo di redistribuzione. Noi – ha proseguito –  non facciamo promesse choc, niente flat-tax» per lui è una promessa irrealizzabile e metterà in difficoltà come all’epoca dello spread. Tra le cento proposte che Renzi ha messo nel suo programma, c’è quella di dare 80 euro a tutte le partite IVA che stanno sotto i 1.500 euro netti mensili, che vale un miliardo e 200 milioni, inoltre promette un assegno universale per tutti i figli. Sulla Bolkenstein bisogna fare una battaglia in Europa ma per cambiarla, occorre che vi sia  una proposta seria.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare,  seconda ospite,  si è detta d’accordo sulle proposte di Confcommercio in particolare su quella di abbassare le aliquote Irpef e ha caldeggiato sul turismo un ministero dedicato. Carlo Sangalli ha chiesto alla Lorenzin un «ridisegno complessivo del sistema salute con una integrazione tra sanità pubblica e privata che risolverebbe molti problemi». Raffaele Fitto capo politico di Noi con l’Italia-Udc ha messo in evidenza la questione meridionale «il mezzogiorno con i livelli di Pil di venti anni fa è una questione nazionale e di questo argomento non si parla. Bisognerebbe farlo per una profonda riflessione sull’utilizzo dei fondi europei».

Una campagna elettorale che va avanti tra accuse, slogan  e veleni. Tutti sono alla ricerca del voto dell’elettore indeciso che farà la sua scelta all’ultimo minuto.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *