Clima, Greta all’Eurocamera: «Il futuro è nelle vostre mani»

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L’attivista svedese ricevuta dal presidente Tajani, interviene alla Commissione Ambiente. Mentre altri giovani manifestano davanti al Parlamento Ue a Strasburgo

16 Aprile 2019 | di | Ambiente - Europa - Politica

Grande curiosità per la presenza di Greta Thunberg oggi alla sede di Strasburgo del Parlamento europeo. La giovane attivista svedese ha calamitato l’attenzione di giornalisti e politici europei. Prima l’incontro col presidente Antonio Tajani, poi è stata accolta con un lungo applauso dall’emiciclo. La 16enne ha dapprima seguito i lavori dell’aula seduta nella tribuna dei visitatori, poi ha incontrato gli eurodeputati della Commissione Ambiente per uno scambio di opinioni sulle tematiche ecologiche.

Nel giorno della visita della Thunberg una manifestazione di giovani è arrivata fino alle porte del Parlamento di Strasburgo, di nuovo in piazza per una marcia per il clima, come quella dello scorso metà marzo, che in Italia si ripeterà venerdì prossimo proprio alla presenza della giovane attivista svedese. Circa 200 ragazzi, coordinati dall’organizzazione Youth for Climate, si sono riuniti nella centrale Place Kleber per poi arrivare in corteo nel primo pomeriggio davanti al palazzo dell’Eurocamera, gridando slogan e con cartelli come “Make the planet green again“. Davanti al Parlamento Ue si sono fermati in un minuto di silenzio «per le vittime del riscaldamento globale».

Geplaatst door Eurocomunicazione op Dinsdag 16 april 2019

«Tra gli adulti ci sono forti divisioni. Molti adulti sono con noi e ci aiutano, molti altri stanno cercando di ostacolarci, di fare tutto ciò che possono per fermarci. Credo che le generazioni passate abbiamo fallito nell’affrontare il problema, perciò noi, le nuove generazioni, dobbiamo farli rispondere delle loro azioni». Questa la dichiarazione della svedese Greta, in un’intervista a Sky TG24. «Se incontrassi Trump» – ha continuato la 16enne attivista – «probabilmente non gli direi niente. Molte persone hanno cercato di fargli cambiare idea, invano. Quella tattica non funziona, con lui i fatti non funzionano. Deve occuparsene qualcun altro, io non ho tempo da sprecare».

Ispiratrice del movimento mondiale “School Strike For Climate“, con le sue manifestazioni del venerdì davanti al Parlamento svedese, la Thunberg è intervenuta oggi alla riunione della Commissione Ambiente del Pe, chiedendo «nuovi e permanenti cambiamenti in tutti gli aspetti della società per combattere il cambiamento climatico» che dovrebbero includere «la riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 50% entro dieci anni». Greta ha invitato gli eurodeputati e i leader di partito a fare fronte comune e a seguire la scienza, «a mettere da parte le loro differenze per concentrarsi su politiche condivise» perché «ciò che stiamo facendo ora può presto non potrà essere più annullato». «Il futuro – così come tutto ciò che abbiamo realizzato in passato – è letteralmente nelle vostre mani ora». Ricordando a tutti gli europei le imminenti elezioni europee, ha detto che il voto è «per le future condizioni di vita dell’umanità». I ragazzi, che saranno maggiormente colpiti, ora stanno manifestando per far sentire la loro voce. «Dovete ascoltarci, dovete ascoltare noi che non possiamo votare. Dovete votare per noi, per i vostri figli e nipoti».

Il primo a ricevere e a incontrare la 16enne svedese era stato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani: «Greta ha mobilitato milioni di persone per difendere l’ambiente. Le ho raccontato tutto quello che il Parlamento sta facendo contro l’inquinamento e le ho detto di non rinunciare mai ai valori in cui crede» – ha dichiarato Tajani dopo l’incontro – «il Parlamento europeo sarà sempre pronto ad ascoltare i nostri giovani e non lascerà cadere il loro grido d’allarme. L’Unione europea è all’avanguardia nella lotta ai cambiamenti climatici. Nessun altro nel mondo ha fatto così tanto per ridurre le emissioni, risparmiare energia e produrla da fonti rinnovabili. Mentre altre grandi potenze si sfilano da questa battaglia cruciale, l’Europa mantiene la barra dritta, con target ambientali sempre più ambiziosi. Fra il 1990 e il 2016 siamo riusciti a ridurre le emissioni di gas serra del 23%, un record a livello globale. Nelle scorse settimane abbiamo vietato, a partire dal 2021, l‘utilizzo delle plastiche usa e getta non riciclabili, come piatti, posate, cannucce e bastoncini cotonati. Inoltre, abbiamo definito nuove misure per ridurre del 37,5% le emissioni delle automobili entro il 2030».

«Il nostro obiettivo» – ha continuato il presidente dell’Eurocamera – «è ridurre a zero le emissioni nette di gas serra entro il 2050. Solo coinvolgendo l’industria e investendo di più in sviluppo tecnologico potremmo accelerare la transizione verso un’economia sostenibile. Per questo, il Parlamento ha proposto di dedicare almeno 1/4 del prossimo bilancio alla sostenibilità e il 35% dei fondi per la ricerca alla lotta al cambiamento climatico. Abbiamo un solo pianeta e salvarlo è una necessità per tutti. Solo un’Europa unita e determinata può far valere il peso di 500 milioni di cittadini e spingere anche le altre potenze mondiali, come Stati Uniti, Cina e Russia, a fare la loro parte. Le nuove generazioni chiedono speranza per il loro futuro. Non li deluderemo».

 

Giovanni De Negri

Foto © Tv5Monde, L’Alsace, New Europe, Eurocomunicazione, Giovanni De Negri

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