E il bipolarismo britannico divenne tripolare

Nigel Farage

Gli euroscettici dell’UKIP sono il primo partito in Gran Bretagna: bocciato il governo Tory di Cameron. Crollano i Liberaldemocratici, deludono i Laburisti di Ed Miliband

Per la prima volta da oltre un secolo, nè i Laburisti nè i Conservatori britannici riescono ad aggiudicarsi una consultazione elettorale a livello nazionale: l’ultima volta era accaduto nel 1910, quando i Liberali di Herbert Asquith ottennero il maggior numero di seggi alla Camera dei Comuni. A dare uno scossone non da poco alla sonnolenta politica britannica ci ha pensato, dopo 104 anni, lo United Kingdom Independent Party (UKIP) dell’euroscettico Nigel Farage, che con il suo exploit alle Europee di domenica va quasi ad offuscare l’altrettanto clamorosa – anche se prevedibile – vittoria di Marine Le Pen in Francia.

Da mina vagante capace di danneggiare le corazzate dei Tories e del Labour, Farage porta oggi il suo UKIP a diventare, inevitabilmente, un soggetto politico di primo piano nel Regno Unito. Con il 27,5% dei voti, i nazionalisti euroscettici di Sua Maestà sono a sorpresa il primo partito al di là della Manica, con due punti di vantaggio sul Partito Laburista (che conquista il 25,4%) e quasi quattro sui Conservatori (fermi al 23,9%), attualmente al governo con i Liberaldemocratici, crollati ad un misero 6,8%: un’emorragia di consensi per i due partiti di governo, che sa tanto di bocciatura per il premier David Cameron. Gli euroscettici hanno invece quasi raddoppiato le preferenze già ricevute alle Europee del 2009, quando ottennero il 16,5% dei voti e 13 seggi: ne è passata di acqua sotto i ponti dalla prima uscita dello UKIP, quando appena nato si presentò alle Europee del 1994, ottenendo appena l’1% dei voti.

Il risultato assume ancor più clamore se si pensa che il partito più votato in Gran Bretagna alle Europee non ha alcun seggio a Westminster, dove tutto sommato una vittoria di Farage era stata prevista dai sondaggi, ma non di questa portata. E se il Partito Conservatore piange, quello Laburista non ride: i laburisti ottengono un risultano decisamente inferiore alle aspettative della vigilia, e ciò non  fa che alimentare il nervosismo esistente nel partito nei confronti della leadership di Ed Miliband.

Alessandro Ronga

Foto © Wikicommons, 2012

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