Viaggio in Puglia nelle terre di Federico II GAL “Le Città di Castel del Monte“

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Itinerari per visitatori attraverso le due eccellenze territoriali tra Andria e Corato come definito nel Programma di Sviluppo rurale 2007-2013

Nel panorama della realizzazione del Programma di Sviluppo Locale (PSL) come definito nel Programma di Sviluppo rurale 2007-2013 della Regione Puglia, con le azioni intraprese dalle attività e nell’attuazione della misura 410 “strategie di sviluppo rurale” dell’Asse 4 – “attuazione dell’impostazione Leader”, ecco un viaggio che scopre le terre di due eccellenze territoriali italiane: “Le città di Castel del Monte” e la “Conca barese”. ll GALLe Città di Castel del Monte“ , a cui appartengono le due città di Andria e Corato, ha inserito nel Piano di Sviluppo Locale tre obiettivi specifici tra loro integrati su cui articolare la strategia di sviluppo locale. Questi obiettivi ricadono all’interno di un obiettivo generale il cui intento è quello di perseguire il consolidamento dell’economia rurale interpretando il territorio, le produzioni tipiche, l’ambiente e il paesaggio come risorsa primaria dello sviluppo rurale e come attrattività di nuove imprese e professioni, mettendo in rete le eccellenze piuttosto che migliorare le singole peculiarità. IMG_1649Tale obiettivo generico rappresenta il ponte di collegamento tra i temi catalizzatori e gli obiettivi specifici del PSL. Nei cinque anni di intervento sono stati sviluppate sul territorio le politiche previste dall’asse IV – attuazione dell’approccio Leader nel programma di sviluppo rurale della regione Puglia 2007 – 2013 e nelle altre iniziative ad essa collegabili e riconducibili agli obiettivi comunitari di coesione economica, sociale e territoriale e ad altri programmi comunitari settoriali previsti nella programmazione 2007 – 2013. Sono state attuate strategie originali di sviluppo sostenibile integrate, di elevata qualità, concernenti la sperimentazione di nuove forme di valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, di potenziamento dell’ambiente economico, l’innovazione e la qualificazione del sistema produttivo locale al fine di contribuire a creare posti di lavoro e di miglioramento della capacità organizzativa delle rispettive comunità. Le tre azioni progettuali sono state: a sostegno di strategie pilota di sviluppo rurale, a carattere territoriale e integrato, fondate su un approccio ascendente e sul partenariato orizzontale; a sostegno di forme di cooperazione interterritoriale, transnazionale e transforntaliero e la disponibilità a partecipare alla creazione di reti tra tutti i territori rurali dell’Unione europea e tra gli operatori dello sviluppo rurale.

IMG_1399Camminando sul territorio la dominante che si percepisce anche quando non si è in prossimità del monumento è il Castel del Monte, slegato dalle città, esso sembra abbracciarle tutte. Arrivando alla sommità della collina e guardandosi intorno a 360 gradi, la sensazione è quella che il castello sia una sorta di perno ideale, attrattivo e centrifugo, nel quale si condensano le più diverse storie, i più diversi caratteri e le più diverse identità fisiche e culturali dei luoghi circostanti. E per Federico II esso fu certamente simbolo della commistione delle culture e del potere imperiale, assoluto e indistinto. L’edificio del XIII secolo fu fatto costruire dall’imperatore Federico II in Puglia, nell’attuale frazione omonima del comune di Andria, a 18 km dalla città. Capolavoro dell’architettura sveva e uno dei più perfetti e originali edifici civili del medioevo, sorge nella solitudine, dominando gran parte della Puglia e della Basilicata da una delle maggiori alture delle Murge. La parola Murgia deriva dal latino “murex” che vuol dire “roccia dura”, la struttura geologica che durante l’evoluzione ha subito erosione e con l’azione dell’acqua ha dato forma a diverse formazioni geologiche come le Lame, le Doline e i Bacini carsici. Questi ambienti carsici con la presenza di innumerevoli grotte naturali hanno ospitato i primi insediamenti umani. Arrivando ad Andria, dopo aver ammirato le bellezze storiche che partono dall’età del neolitico e percorrendo percorsi tra portali e stradine che risalgono all’epoca di Federico II di Svevia, si incontrano piccole realtà artigianali e produttive che costituiscono le eccellenze del territorio e si arriva fino al Museo del confetto “Mucci”.IMG_1332 La Fabbrica Mucci produce confetti dal 1894 e porta avanti un’antica tradizione rispettosa delle originali ricette e dell’alta confetteria artigianale. La famiglia Mucci, attenta custode delle vicende di oltre un secolo di lavorazione nell’arte pasticcera, ha voluto fortemente la realizzazione di questo Museo per trasmettere al pubblico una straordinaria esperienza imprenditoriale maturata e sviluppatasi nella terra generosa di Puglia che conserva integro, ora come allora, un patrimonio di bontà inimitabile. Qui i prodotti nascono in casa dalla creatività familiare Donna Michelina, dalle mandorle slow food alla lavorazione artigianale con nocciola del Piemonte Tenerelli di Carnevale all’utilizzo del cioccolato puro del Belgio, la fava di cacao criollo che va seguita passo passo e non deve prendere umidità sulle navi. Da Andria a Corato è il percorso storico che si attraversa nell’Officina S. Domenico per il progetto di cooperazione transnazionale e interterritoriale “Pugliesi nel mondo”. Questa struttura svolge l’attività di creazione del Laboratorio dell’emigrazione che costituisce una sorta di ponte tra la memoria e l’attualità del territorio, un’opera itinerante che evoca e da rilievo al passato dei processi migratori avvenuti all’interno del territorio del GAL “le città di Castel del Monte”.IMG_1199 L’Italia è stata protagonista di grandi flussi migratori: dal 1861 al 1976 quasi 27 milioni di italiani si sono trasferiti all’estero. Di questi, 4 milioni erano pugliesi. Con circa 630 mila emigranti, molte comunità erano del Nord barese. Il progetto di Cooperazione “Pugliesi nel Mondo” rende omaggio a quanti hanno supportato il difficile “Transito” dei nostri emigrati dal Paese natio alla nuova “Patria”. I pugliesi offrirono all’Africa le loro grandi capacità, in quella fase pionieristica dell’emigrazione, vissuta durante i conflitti bellici. La città francese di Grenoble accolse molti emigrati coratini che dovettero lasciare la puglia. Per i bambini l’apprendimento del francese era particolarmente complesso perché i genitori non conoscevano il nuovo “idioma”. Il quartiere Saint-Laurent di Grenoble fu chiamata “la Grande fortezza delle Puglie”. La politica coloniale convogliò l’intraprendente mano d’opera verso le terre d’oltremare, dove attuò progetti di grandi infrastrutture e cercò di valorizzare anche l’agricoltura. La qualità della manodopera italiana era molto lodata, gli italiani accettavano i compiti più duri e si coglieva in loro non soltanto la forza, ma anche l’applicazione, l’attitudine professionale, la competenza e le abilità manuali. Dagli anni ’50 in poi aumentarono i flussi di emigrazione verso la Germania.

Il territorio del GAL Conca Barese comprende i territori amministrativi di nove comuni: Adelfia, Binetto, Bitetto, Bitritto, cassano Murge, Grumo Appula, Palo del Colle, Sannicandro di Bari e Toritto. uvaSi può definire uno scrigno che contiene prodotti tipici conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, tra cui la mandorla Filippo Cea, l’Uva Regina, l’Oliva Termite, il Cece nero e il Tarallo. I soci rappresentano diverse categorie tra cui tredici soggetti pubblici: oltre ai nove comuni anche la Facoltà di agraria dell’Università di Bari, il Parco nazionale dell’Alta Murgia e due scuole pubbliche. L’obiettivo generale del PSL Piano di Sviluppo Locale Conca barese è quello di migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche, in linea con l’obiettivo generale dell’Asse III del PRS. I temi su ci si sono incentrati i lavori del PSL dal 2007 al 2013 sono stati due, la valorizzazione delle risorse produttive locali e la realizzazione dei relativi circuiti e la creazione di nuove attività produttive in settori non agricoli e di servizi oltre alla valorizzazione degli esistenti. Si evidenzia il ruolo prevalente delle colture tradizionali dell’olivo e della vie da vino, che insieme occupano i tre quarti della superficie utilizzata. Molto rilevante è anche il ruolo della coltivazione della mandorla. Sul territorio operano circa 13 mila aziende agricole, il 3,7% del totale della Puglia. head_territorioNel settore dell’olivicoltura le aziende sono 12 mila e lavorano più di 17 mila ettari di territorio, si tratta della coltivazione più importante che occupa il 56% della Superficie agricola utilizzata. L’olivicoltura occupa quindi un ruolo significativo e rappresenta una fondamentale risorsa in termini economici non solo per quanto riguarda la produzione agricola, ma anche per le attività terziarie legate al turismo. Le piantagioni secolari rappresentano risorse paesaggistiche e naturalistiche di notevole richiamo. Le varietà di olive più diffuse nell’area sono la Coratina, che prende il nome dall’antica città di Corato, la Cima di Bitonto, conosciuta come Ogliastra Barese e la Termite di Bitetto. L’olio che viene prodotto è quello a denominazione di origine protetta “Terra di Bari”. Anche il settore vitivinicolo è rappresentato da un considerevole numero di aziende. logo_newNell’area di Adelfia viene coltivata l’Uva Italia, una varietà di uva da tavola molto apprezzata e per lo più destinata all’esportazione. L’area della “Conca barese” è caratterizzata da un interessante patrimonio architettonico rurale. Si tratta di un’area sulla quale la sovrapposizione di numerose civiltà, dominazioni, culture e influenze diverse ha determinato la presenza di innumerevoli esempi di siti archeologici, castelli, centri storici e paesaggio extraurbano. L’offerta turistica presenta una forte incidenza di alloggi agrituristici con il 55% delle strutture ricettive concentrate nel territorio di Cassano Murge, favorito dalla sua posizione geografica e dalla presenza di molti boschi di querce, fra cui Mesola, Bellamia e la foresta di Mercadante. I dati della regione Puglia indicano che in quest’area il territorio di particolare interesse naturalistico che viene definito Area protetta è pari a 8.061 ettari e le Aree protette, ai sensi della direttiva comunitaria 92/43/CEE del Consiglio, sono: Il Bosco di Mesola, sito di importanza comunitaria identificato con codice Sito natura 2000-IT91200003, con un elevato valore di vegetazione e il Parco nazionale dell’Alta Murgia, sito di importanza Comuitaria7 – Zona di Protezione Speciale identificato con il codice Sito Natura 2000-IT9120007. Qui il paesaggio è molto suggestivo, costituito da lievi ondulazioni e da avvallamenti doliniformi, con fenomeni carsici superficiali rappresentati dai pulì e dagli inghiottitoi.

 

Laura Testa

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